automedicazione
28 Luglio 2026Si è celebrata il 24 luglio la Giornata Internazionale del Self-Care, promossa dall'Organizzazione mondiale della sanità. Le linee guida per una automedicazione corretta

Si è celebrata il 24 luglio la Giornata Internazionale del Self-Care, a conclusione del Self-Care Month promosso dall’Organizzazione mondiale della sanità. Il tema scelto dall’Oms - “Self-Care puts your health in your hands: Test. Track. Thrive” - richiama l’importanza di conoscere meglio il proprio corpo, monitorarne i segnali e fare scelte consapevoli per la propria salute. Un messaggio particolarmente attuale in estate, quando anche piccoli disturbi possono compromettere il benessere della vacanza.
“Un approccio coerente con la missione di Opella”, sottolinea in una nota ufficiale il gruppo, tra i leader nel settore dell’automedicazione, “quella di mettere la salute nelle mani delle persone, rendendo il self-care semplice come dovrebbe essere. Un impegno che nasce dall’esperienza dell’azienda nel campo dei medicinali senza obbligo di prescrizione e degli integratori alimentari, e dalla volontà di accompagnare le persone nella gestione consapevole dei bisogni di salute più comuni, promuovendo un self-care responsabile fondato su informazione corretta, appropriatezza e consiglio dei professionisti della salute”.
Quelle suggerite da Opella sono buone norme volte a contrastare i piccoli disturbi estivi, anche attraverso il ricorso a una automedicazione corretta.
Serate più lunghe, orari irregolari, viaggi notturni, spostamenti lunghi e cambi di fuso orario possono alterare il ritmo sonno-veglia, con effetti su energia, concentrazione, umore e benessere generale. Per questo, il self-care passa anche da piccoli accorgimenti: mantenere una certa regolarità negli orari, esporsi alla luce naturale durante il giorno ed evitare pasti troppo pesanti o gli alcolici prima di coricarsi.
L’estate può mettere alla prova anche l’apparato gastrointestinale: cambiano alimentazione, orari dei pasti e abitudini, mentre caldo, viaggi e, in alcune destinazioni, la qualità di acqua e alimenti possono favorire disturbi come la diarrea del viaggiatore, gonfiore, cattiva digestione, acidità, reflusso, stitichezza occasionale e alterazioni della regolarità intestinale. Osservare i sintomi e riconoscere i segnali che richiedono un approfondimento - come la presenza di disidratazione, febbre, dolore intenso o sintomi che persistono nel tempo - è fondamentale per capire quando rivolgersi a un professionista della salute.
Il passaggio frequente tra caldo e ambienti climatizzati, insieme ad aria troppo secca e sbalzi termici, può irritare le vie respiratorie e favorire fastidi come naso chiuso, gola secca, tosse o congestione, soprattutto nelle persone più sensibili. A questi elementi si possono aggiungere allergeni, umidità, smog estivo o ambienti nuovi, che possono mettere alla prova soprattutto le persone più sensibili. Un uso corretto dell’aria condizionata, una buona idratazione e l’attenzione ai sintomi aiutano a gestire questi disturbi in modo responsabile.
Le vacanze sono spesso l’occasione per dedicarsi ad attività all’aria aperta: lunghe camminate in città, trekking, bicicletta, nuoto, padel, tennis, sport acquatici o escursioni. Per molte persone, però, questo significa anche aumentare improvvisamente il livello di attività fisica mettendo sotto stress i muscoli. Il movimento è un alleato fondamentale della salute, ma un incremento dell’intensità o della durata dello sforzo, soprattutto se il corpo non è adeguatamente allenato, può favorire la comparsa di affaticamento muscolare, crampi, indolenzimento o piccoli traumi. Anche qui il self-care non significa ignorare i segnali, ma ascoltarli: modulare lo sforzo, recuperare, idratarsi, usare abbigliamento e calzature adeguate e chiedere consiglio in caso di sintomi che non migliorano o limitano le normali attività.
In questo percorso, il farmacista rappresenta un punto di riferimento fondamentale. La farmacia è spesso il primo presidio di salute a cui le persone si rivolgono, anche in vacanza o lontano da casa, per ricevere un consiglio rapido, qualificato e orientato all’uso corretto delle soluzioni disponibili.
“Quando le abitudini cambiano, è normale che il corpo possa reagire con piccoli disturbi”, afferma Paolo Levantino, farmacista clinico. “Il consiglio è non sottovalutarli, ma nemmeno affrontarli con automatismi. Il farmacista può aiutare a leggere meglio i segnali, distinguere le situazioni gestibili con un approccio di automedicazione responsabile da quelle che richiedono il parere del medico, e orientare le persone verso comportamenti corretti e soluzioni appropriate. Perché prendersi cura di sé parte prima di tutto da un'informazione corretta e da scelte appropriate”.
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