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Farmaci antidiabetici

05 Agosto 2026

Terapia del diabete: gli ostacoli alla corretta assunzione e la gestione del farmacista

In quanto professionista di facile accesso e affidabile, il farmacista può aiutare a contrastare l’influenza dei determinanti sociali di salute che hanno un impatto negativo sulla malattia metabolica

di Sabina Mastrangelo


 Terapia del diabete: gli ostacoli alla corretta assunzione e la gestione del farmacista

Livello di istruzione, status socio-economico ed etnia sono tra i determinanti sociali di salute (DSS) che più influenzano la gestione del diabete, l’accesso alle cure e ai dispositivi di monitoraggio nonché la riduzione di complicanze e mortalità associate alla malattia metabolica. Il farmacista, grazie alla facile accessibilità e alla frequente interazione con i pazienti, è in grado di riconoscere i bisogni sociali dei diabetici, che possono costituire un ostacolo alla corretta gestione della malattia, e intervenire attraverso attività educative, supporto all’aderenza terapeutica, orientamento ai servizi territoriali e promozione di un accesso più equo alle terapie e alle tecnologie per il diabete. È quanto evidenzia una review pubblicata su PharmacyTimes che analizza gli ostacoli nella corretta gestione della malattia metabolica e il ruolo dei farmacisti nel superarli.

Panoramica del diabete e delle sue complicanze

Il diabete è una malattia metabolica caratterizzata da elevati livelli di glucosio nel sangue. La diagnosi di diabete si basa sui livelli di emoglobina glicata (HbA1c) o di glucosio plasmatico. In Italia, in base ai dati ISTAT, la prevalenza del diabete nel 2020 aveva una stima del 5,9% della popolazione, che corrisponde a oltre 3,5 milioni di persone, con un trend in lento aumento negli ultimi anni. La prevalenza aumenta al crescere dell’età, fino a raggiungere il 21% tra le persone ultra 75enni. Inoltre, tra chi riferisce una diagnosi di diabete vi è un’alta prevalenza di fattori di rischio cardiovascolare: il 71% è in eccesso di peso, rispetto al 41% tra chi non ha il diabete, il 52% è iperteso, rispetto al 18% tra chi non ha il diabete, il 43% ha alti livelli di colesterolo, rispetto al 21% tra chi non ha il diabete, e il 49% è sedentario, rispetto al 36% tra chi non ha il diabete.
Le complicanze del diabete includono il rischio di ictus, infarto, retinopatia diabetica, neuropatia diabetica e nefropatia. 

L’influenza dei livelli di istruzione

Nella gestione del diabete, le linee guida più recenti raccomandano di tener conto dei DSS al fine di promuovere l’equità sanitaria. Uno degli aspetti più rilevanti riguarda il livello di istruzione e l’alfabetizzazione sanitaria. Numerosi studi dimostrano che i pazienti con un livello di istruzione più basso hanno valori di emoglobina glicata (HbA1c) più elevati e un maggior rischio di complicanze. Oltre a questo, l’alfabetizzazione sanitaria, cioè la capacità di comprendere e utilizzare le informazioni sanitarie, è un elemento chiave per l’autogestione del diabete, visto che i pazienti con scarse competenze hanno maggiori difficoltà nel comprendere le prescrizioni, seguire le indicazioni e riconoscere i segnali di allarme.

In questo ambito il farmacista può svolgere un ruolo determinante attraverso una comunicazione semplice e comprensibile, adeguata al livello culturale del paziente. L’utilizzo di un linguaggio chiaro, di istruzioni specifiche e di materiali educativi facilmente interpretabili può aiutare il farmacista in questa attività di supporto. Inoltre, particolarmente utile è il metodo del “teach-back”, che prevede la verifica della comprensione chiedendo al paziente di ripetere con parole proprie le informazioni ricevute. L’impiego di strumenti visivi, dimostrazioni pratiche per l’uso dei dispositivi e schede terapeutiche illustrate può ulteriormente favorire la comprensione e l’aderenza.

Il determinante dello status socio-economico

Un secondo determinante fondamentale è rappresentato dallo status socio-economico. Le evidenze riportate mostrano che le persone con minori risorse hanno una maggiore prevalenza di diabete, peggiori livelli di controllo glicemico e una mortalità superiore rispetto agli individui con redditi più alti. Le difficoltà economiche, infatti, possono limitare l’accesso ai farmaci e alle tecnologie per il monitoraggio della glicemia, a un’alimentazione sana e alle visite mediche.

Anche in questo caso, il farmacista può contribuire in modo concreto alla riduzione delle disuguaglianze. Tra gli interventi raccomandati vi sono la valutazione dell’insicurezza alimentare e abitativa, condizioni che possono compromettere in modo significativo la gestione del diabete. Inoltre, la conoscenza delle risorse disponibili sul territorio consente al farmacista di indirizzare i pazienti verso servizi di supporto adeguati.

Fattori demografici: impatto sulla gestione del diabete

Anche le differenze etniche rappresentano un elemento rilevante nella gestione del diabete. Alcune minoranze etniche hanno una più alta prevalenza di diabete e una minore probabilità di ricevere farmaci innovativi, nonché un maggior rischio di andare incontro a complicanze microvascolari e cardiovascolari. I farmacisti possono contribuire a ridurre queste disuguaglianze promuovendo un accesso equo alle cure e adottando modelli assistenziali culturalmente appropriati. In questo caso, è fondamentale riconoscere e contrastare i pregiudizi che possono influenzare un’assistenza sanitaria non equa, garantire la disponibilità di materiale informativo nelle diverse lingue e favorire una comunicazione efficace con persone provenienti da contesti culturali differenti.

Fonte:

Stuart M. et al. Beyond the prescription: How pharmacists address social barriers to diabetes care. https://www.pharmacytimes.com/view/beyond-the-prescription-how-pharmacists-address-social-barriers-to-diabetes-care 

ISS. Diabete, aspetti epidemiologici. https://www.epicentro.iss.it/diabete/epidemiologia-italia

ph.cr.magnific

TAG: DIABETICI, COMPLICAZIONI DEL DIABETE, FARMACISTA, ADERENZA ALLA TERAPIA

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