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21 Settembre 2026Per gli anziani xerostomia, carie, candidosi, lesioni della mucosa e difficoltà di deglutizione possono essere associate alla politerapia. Uno studio australiano ha messo in luce come il farmacista potrebbe contribuire a riconoscere più precocemente questi problemi.

Secondo un piccolo studio condotto in Australia nella pratica del farmacista andrebbero supportate e ampliate le competenze specifiche sui rischi per la salute orale correlati all’uso dei farmaci negli anziani, il riconoscimento di alcuni disturbi come la secchezza (xerostomia) e dolore orale, difficoltà di deglutizione, e implementati percorsi assistenziali e di comunicazione ben definiti tra le diverse professioni sanitarie. È quanto emerge da un piccolo studio qualitativo condotto in Australia ha analizzato il ruolo del farmacista nel riconoscimento dei problemi di salute orale correlati ai medicinali negli anziani in politerapia. L’analisi, pubblicata sull’International Journal of Clinical Pharmacy, è stata condotta attraverso interviste a 13 professionisti sanitari, sette farmacisti e sei odontoiatri, con esperienza nell’assistenza agli anziani o nella revisione delle terapie.
Dall’analisi sono emerse tre criticità principali: una preparazione specifica limitata sui rischi orali correlati ai medicinali, il riconoscimento spesso tardivo delle complicanze e la mancanza di percorsi assistenziali e di comunicazione ben definiti tra le diverse professioni sanitarie.
Secondo quanto riportato nello studio, durante la revisione della terapia il farmacista può chiedere al paziente se presenti secchezza o dolore orale, difficoltà di deglutizione, cambiamenti nell’alimentazione, infezioni ricorrenti o un recente deterioramento dentale. Può inoltre individuare i medicinali che riducono la funzione salivare, considerare il carico anticolinergico complessivo e comunicare il problema al medico, all’odontoiatra o agli altri professionisti coinvolti nell’assistenza.
La xerostomia, cioè la sensazione soggettiva di bocca secca, era il problema riconosciuto più facilmente. Meno uniforme risultava invece l’identificazione dell’ipofunzione delle ghiandole salivari, ovvero una riduzione oggettiva della produzione di saliva, che può manifestarsi anche senza la percezione di bocca secca ed essere associata a carie, candidosi orale, lesioni della mucosa, difficoltà nella deglutizione e peggioramento dello stato nutrizionale.
Farmacisti e odontoiatri hanno indicato come strumenti utili checklist sintetiche, tabelle di consultazione rapida, sistemi di supporto alle decisioni e avvisi elettronici integrati nei processi di dispensazione e revisione della terapia. Le risorse dovrebbero inoltre chiarire quando il problema richieda l’invio all’odontoiatra e come comunicarlo agli altri professionisti.
Secondo gli autori, l’integrazione di questi strumenti nella gestione dei medicinali, insieme a una formazione mirata e a percorsi di invio più chiari, può sostenere il farmacista nel riconoscimento e nella segnalazione precoce dei rischi per la salute orale negli anziani in politerapia.
Fonte
https://link.springer.com/article/10.1007/s11096-026-02225-w
ph.cr.magnific
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