malattia epatica
25 Settembre 2026Obesità, diabete, ipertensione e dislipidemia possono aiutare il farmacista a individuare le persone a rischio di malattia epatica metabolica. Susan Cornell richiama l’importanza del counselling sugli stili di vita e sul corretto uso delle terapie

Obesità, pre-diabete o diabete di tipo 2 (T2D), ipertensione e dislipidemia sono i quattro fattori chiave sui quali il farmacista dovrebbe porre l’attenzione per identificare le persone a rischio di malattia epatica steatosica associata a disfunzione metabolica (MASLD). A spiegarlo è Susan Cornell, della Midwestern University di Downers Grove (USA), che in un’intervista a PharmacyTimes discute del ruolo del farmacista in questo ambito, ponendo l’accento sull’importanza del counselling e sottolineando che i farmaci si affiancano allo stile di vita.
La MASLD, caratterizzata dalla presenza di grasso nel fegato, è una condizione spesso asintomatica, che può evolvere in infiammazione, fibrosi e steatoepatite associata a disfunzione metabolica (MASH), una forma di danno al fegato in cui gli epatociti si riempiono di grasso. L'obiettivo terapeutico, dunque, è in primo luogo ridurre il grasso nel fegato e poi evitare che tale grasso danneggi l’organo. Dal momento che il grasso causa infiammazione, l’obesità, in particolare l’adiposità centrale, rappresenta un problema per chi ne soffre.
Le persone con diabete di tipo 2 hanno una probabilità del 70% di presentare grasso nel fegato, contro il 20% di chi ha il diabete di tipo 1, ma la differenza, come evidenzia l’esperta, dipende soprattutto dal peso corporeo e dallo stile di vita. Quando il farmacista interagisce con persone con diabete, in sovrappeso o con obesità, dovrebbe valutare la pressione e i livelli di colesterolo. Valori elevati di trigliceridi o bassi livelli di lipoproteine ad alta densità (HDL) sono fattori di rischio che dovrebbero spingere il farmacista a proporre uno screening. Lo strumento utilizzato per una rapida valutazione è l'indice FIB-4, che si basa su quattro parametri: enzimi epatici (AST – aspartato aminotransferasi e ALT – alanina aminotransferasi), conta piastrinica ed età. In questo modo, si può consigliare al paziente di rivolgersi a uno specialista, in modo da arrivare il prima possibile a una diagnosi e avviare tempestivamente le cure per ridurre l'accumulo di grasso epatico prima che si verifichino danni al fegato.
Uno dei ruoli chiave del farmacista è quello di ricordare alle persone che i farmaci non sostituiscono lo stile di vita, ma vi si aggiungono. Quindi, secondo l’esperta, è importante sensibilizzare a modificare le abitudini: scegliere cibi sani, evitando alimenti ultra-processati che favoriscono l’accumulo di grasso nel fegato, praticare attività fisica, dormire bene, ridurre lo stress o smettere di fumare.
I farmacisti, poi, non devono dare per scontato che il paziente sappia come assumere correttamente il farmaco, o quando farlo, per ottenere la massima efficacia riducendo al minimo gli effetti collaterali. Uno degli aspetti su cui si deve intervenire, è verificare che la tecnica di iniezione sia corretta o, nel caso di farmaci orali, che l'assunzione avvenga nel modo giusto.
Anche la conservazione del farmaco è importante, per cui è utile ricordare di tenere il farmaco nella confezione originale o di conservare in frigorifero una penna per farmaci iniettabili ancora sigillata. Bisogna, poi, sensibilizzare rispetto ai possibili effetti collaterali. Se dovessero manifestarsi nausea o vomito, infatti, il paziente potrebbe smettere di assumere il farmaco, senza rendersi conto che tali sintomi indicano che il trattamento sta funzionando.
Secondo Cornell, in ultimo, nell’attività di counseling i farmacisti sottovalutano il proprio valore, senza capire che il paziente si rivolge a loro in cerca di aiuto. È importante, invece, dedicare del tempo a chi soffre di diabete, piuttosto che di malattie epatiche o problemi di gestione del peso, cogliendo l’occasione per aiutare queste persone a mantenere una buona qualità di vita.
Fonte
PharmacyTimes. Expanding role in MASLD screening and care. https://www.pharmacytimes.com/view/pharmacists-expanding-role-in-masld-screening-and-care
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