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22 Luglio 2021

Contratto. Dipendenti farmacie: crescono disagi da mancato rinnovo. I nodi sul tavolo in vista del prossimo incontro


Dalla crisi sanitaria ai vaccini in farmacia, è sempre più complesso il contesto con cui si trova ad operare il farmacista con un contratto nazionale scaduto da oltre otto anni

Dalle difficoltà poste dalla crisi sanitaria, con uno scenario in continua evoluzione, ai vaccini in farmacia, è sempre più complesso il contesto con cui si trova a dover avere a che fare chi opera in farmacia. Con una situazione di partenza che vede un contratto nazionale di lavoro scaduto da oltre otto anni per le farmacie private e sei per quelle comunali. Il tavolo delle trattative prosegue e un prossimo incontro dovrebbe esserci a fine settimana, così come continua anche la mobilitazione dei lavoratori. Vale la pena fare un punto.

Scenario in evoluzione con continue novità accentua stato di crisi dei dipendenti di farmacia

La crisi sanitaria vede uno scenario in continua evoluzione, che introduce via via continue novità nel lavoro in farmacia e nella figura del farmacista. Nelle strategie per il prossimo periodo, le vaccinazioni e il tracciamento, attraverso i tamponi, continueranno a essere determinanti. Le farmacie si sono fin da subito messe a disposizione in risposta delle necessità dei cittadini e del Ssn e la figura del farmacista, in breve tempo, ha vissuto grandi evoluzioni. Tale situazione se, da un lato, ha messo in luce ancora di più il valore professionale di chi opera in farmacia, dall'altro, ha reso più evidente lo stato di disagio dei dipendenti, legato, in primo luogo, a un contratto scaduto da oltre otto anni, ma anche al fatto che le nuove mansioni non hanno visto una concertazione preventiva, che garantisse tutele o un riconoscimento economico.

Proseguono trattative e mobilitazione. Fissato prossimo incontro

In particolare, a questo proposito, dalla Filcams Cgil era già stato sottolineato come i farmacisti, abbiano iniziato le somministrazioni di vaccini, che stanno prendendo via via piede in molte regioni, senza, tuttavia, che fossero state scritte in maniera chiara le regole - sia dal punto di vista economico, sia, soprattutto, sulle coperture assicurative relative alle responsabilità civili -, e senza che fossero stati condivisi e discussi insieme ai lavoratori protocolli di gestione. Come aveva messo in luce Farmacie.blog, il blog di confronto della Cgil dedicato al settore, a inizio maggio c'è stata la ripresa effettiva della trattativa con Federfarma e un primo incontro con Assofarm. Le trattative, in particolare con Federfarma, sono proseguite con altri incontri e un ulteriore appuntamento è schedulato per la fine della settimana.

Salario, permessi, flessibilità i punti aperti

Da parte delle sigle confederali è stato fin da subito deciso di "affiancare e sostenere le trattative con un percorso di coinvolgimento dei lavoratori, cominciato con un primo giro di assemblee regionali svoltesi nel mese di maggio" e proseguito a giugno "con una prima forma di mobilitazione pubblica dei lavoratori, attraverso presidi regionali nei capoluoghi, pur senza la proclamazione di sciopero, davanti alle Prefetture", per "cominciare a dare visibilità" e "sensibilizzare le istituzioni alla situazione contrattuale di chi lavora nelle farmacie". In particolare, dopo le manifestazioni del 23 giungo - a Milano, Firenze e Roma - "le Prefetture hanno ricevuto le delegazioni di Milano e Firenze e hanno preso l'impegno di scrivere al Ministro della Salute e al Ministro del Lavoro per segnalare la situazione contrattuale nelle farmacie (nuove mansioni nella pandemia, contratti ancora fermi al 2013 o 2015, e nessun accordo nazionale, neanche a garanzia della sicurezza sul lavoro). La delegazione sindacale del presidio a Montecitorio è stata ricevuta invece dal vicepresidente della Camera e presidente della Fofi Andrea Mandelli, che ha ascoltato a lungo le difficoltà attuali dei collaboratori delle farmacie e dello stato del confronto sul rinnovo del Ccnl che sono stati portati alla sua attenzione". Secondo quanto riferisce una recente nota Uiltucs "i punti nodali continuano a essere i permessi retribuiti e il salario, punti sui quali ancora non si è definita una intesa verbale. Punte di discussione più avanzate si stanno registrando sul tema della professionalità, sul tema del welfare e del fondo sanitario integrativo da inserire nel contratto e dei diritti sindacali". Nel dettaglio, come già era stato rilevato, "mancano ancora risposte in particolare per quanto riguarda il periodo di vacanza contrattuale, e ci sono punti da chiarire, quali per esempio le richieste da parte datoriale relative a permessi, flessibilità e organizzazione del lavoro". Ora si attende "il prossimo appuntamento negoziale previsto per il 23 luglio".

TAG: FARMACISTI, CONTRATTO COLLETTIVO NAZIONALE DI LAVORO (CCNL), RINNOVO DEL CONTRATTO, FARMACISTA

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