Farmaceutica, l’innovazione per il rilancio del Mezzogiorno
Pur nella gravità degli effetti sull'economia, peggiori di quelli del dopoguerra, l'impatto del Covid sul settore farmaceutico evidenzia una totale controtendenza rispetto all'insieme dell'economia: aumentano imprese e export
«La filiera farmaceutica è uno dei settori che hanno meno patito la grave crisi provocata dal coronavirus, anzi ha dimostrato la sua importanza economica e strategica per il Paese e in particolare per il Mezzogiorno. La pandemia ci ha anche insegnato come siano cruciali le capacità ricerca, innovazione e produzione di nuovi farmaci e la qualità del servizio sanitario». Lo ha affermato il ministro dell'Università e della ricerca Gaetano Manfredi durante un webinar organizzato oggi da Farmindustria e Srm (centro studi del Gruppo Intesa San Paolo), che ha illustrato i risultati dello studio sulla filiera farmaceutica di fronte alla sfida del Covid-19.
Settore farmaceutico in positivo rispetto al resto dell'economia: aumentano export e imprese
Manfredi ha sottolineato anche come sia importante utilizzare la qualità della nostra ricerca come fattore di attrazione di nuovi investimenti e ha manifestato la forte determinazione a rafforzare gli strumenti per attrarre investimenti produttivi, contribuendo a qualificare i livelli di produzione, grazie sia a una maggior competitività del sistema formativo sia al sostegno fiscale ai grandi gruppi internazionali. Uscirà così rafforzata la capacità di creare nuova impresa ad altissimo contenuto tecnologico, che faccia da leva a tutto il tessuto economico. Pur nella gravità degli effetti sull'economia, peggiori di quelli del dopoguerra, l'impatto del Covid sul primo trimestre dell'anno evidenzia un settore farmaceutico in totale controtendenza rispetto all'insieme dell'economia: l'export è aumentato di oltre il 24% su base annua per l'Italia e del 14,9% per il Mezzogiorno. Cresce il numero delle imprese: +0,4% per l'Italia e +0,8% per le regioni del Sud. È quanto emerge dallo studio di Srm, che evidenza anche come il farmaceutico potrà rappresentare uno dei settori trainanti del recupero dell'Italia dopo la pandemia. Come spiegato da Massimo Deandreis, direttore generale di Srm. In particolare, emerge che il nostro Paese occupa un importante ruolo di leadership per quanto riguarda la produzione e l'export di farmaci e la filiera farmaceutica meridionale partecipa con 124 unità locali (il 16,6% del totale Italia) e con 5.520 addetti (il 9% del dato nazionale). Il Mezzogiorno può contare su grandi capacità in termini di competenze e skills produttivi e di ricerca e può risultare di particolare interesse per il rilancio di taluni processi produttivi, per far crescere la ricerca clinica e per attrarre investimenti di qualità e di prospettiva sul territorio. Grazie alle sue potenzialità, potrebbe, quindi, essere al centro di nuovi percorsi di crescita per configurare nuove prospettive a livello Paese.
Innovazione e orientamento green
Il presidente di Srm Paolo Scudieri ha rilevato anche come il farmaceutico spicchi per innovazione e orientamento green. L'innovazione 4.0 nella produzione e il principio della "sostenibilità" dei processi caratterizzano ormai il 90% delle imprese. Negli ultimi dieci anni sono diminuiti sia i consumi energetici del 54% che le emissioni di gas climalteranti, con un -74%. Ha anche lanciato un appello perché il Mezzogiorno, le cui Università già spiccano per la qualità della ricerca, possa dotarsi di infrastrutture e realtà aziendali che sappiano attrarre le menti che stanno lasciando le nostre regioni. «Le imprese del farmaco sono un asset fondamentale per l'Italia, anche nel Sud. Nelle loro diversità - a capitale nazionale o estero, grandi, medie o piccole - sono di fatto una realtà importante dal punto di vista economico, occupazionale e sociale. Grazie alla qualità delle risorse umane, all'efficienza dell'indotto e alle sinergie con centri clinici, università, centri di ricerca e start up, rappresentano un modello di open innovation che può dare molto al territorio. I dati presentati dallo studio Srm confermano inoltre che, nonostante le difficoltà dell'emergenza Covid-19, il settore farmaceutico può essere motore di rilancio del Sud», ha concluso il presidente di Farmindustria Massimo Scaccabarozzi.
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A cura di Redazione Farmacista33
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