Malattia cardiovascolare, donne più a rischio: aggiornate le indicazioni su prevenzione, diagnosi e trattamento
Sono state aggiornate le indicazioni americane su prevenzione, diagnosi e trattamento della malattia cardiovascolare nelle donne. Ecco i consigli degli esperti
Prendere in considerazione gravidanze e menopausa, trattare adeguatamente l'obesità, tenere sotto controllo i fattori di rischio, tenendo in conto che un ritardo nella diagnosi e una gestione non ottimale sono spesso fattori che portano a disparità di cure tra uomini e donne: sono alcune delle strategie per ridurre il gap nella gestione delle malattie cardiovascolari nelle donne. I consigli arrivano da un team americano, guidato da Sarah Jones, del Montefiore Hospital di Pittsburgh (USA), e sono stati descritti su Medical Clinics of North America, andando ad aggiornare le indicazioni su prevenzione, diagnosi e trattamento della malattia cardiovascolare nelle donne.
La malattia cardiovascolare nelle donne
Le malattie cardiovascolari sono la principale causa di morte negli Stati Uniti. Il rischio è più elevato nelle donne, dal momento che queste vanno incontro a disparità nella gestione rispetto agli uomini, inclusi ritardo nella diagnosi e mancanza di linee guida specifiche per il trattamento. Tuttavia, anche per le donne è possibile agire a livello di prevenzione e riduzione del rischio. L'American Heart Association, per esempio, ha esteso la regola "Life's Simple 7", una serie di consigli per mantenere una salute cardiovascolare ideale, a "Life's Essential 8", focalizzata alla promozione di una dieta salutare, regolare esercizio fisico, riduzione dell'esposizione a nicotina, sonno regolare e mantenimento di adeguati livelli di colesterolo e zuccheri nel sangue. A questo scopo, la dieta Mediterranea è un regime alimentare utile a prevenire eventi cardiovascolari e metabolici, come ricordano gli stessi ricercatori americani, evidenziando che questo tipo di alimentazione è nota per ridurre il rischio di malattia cardiovascolare e infarto del 30%.
Controllo del peso e dei livelli di colesterolo e zuccheri
Jones e colleghi, poi, sottolineano che l'obesità determina, per un 64%, l'aumento del rischio di malattia cardiovascolare nelle donne. In persone obese o in sovrappeso, una riduzione di 5-10% del peso, però, può fornire benefici a livello di salute. E una dieta salutare, accompagnata da regolare esercizio fisico, è fondamentale per la riduzione del peso e il suo mantenimento. Per quel che riguarda, invece, controllo di colesterolo e zuccheri, la raccomandazione degli esperti è di ricorrere a terapie farmacologiche, quando necessario. Infine, è utile sottoporsi a un monitoraggio della pressione sanguigna almeno annualmente, con un cambio nello stile di vita qualora i livelli di pressione siano lievemente aumentati, per passare a una terapia con antipertensivi se, invece, si registra un'ipertensione di stadio 1 o 2.
Diagnosi e trattamento
Secondo i ricercatori, per valutare la malattia cardiovascolare è utile includere la sindrome coronarica acuta nella diagnosi differenziale. Se si sospetta la sindrome, poi, bisogna ricorrere all'elettrocardiogramma, ricordando che le donne sono a maggior rischio degli uomini e che, comunque, per le pazienti a basso rischio, è consigliabile la prova da sforzo per rilevare malattia coronarica. Nei pazienti con rischio intermedio, invece, meglio usare tecniche di imaging cardiaco, tenendo conto, però, che per le donne in gravidanza o in allattamento è raccomandabile fare esami che espongano a meno radiazioni possibili. Infine, il team sottolinea che, a causa di un'elevata variabilità nella presentazione dei sintomi, la gestione a lungo termine della malattia cardiovascolare è peggiore nelle donne per un ritardo nelle visite o nella diagnosi. Infine, bisogna tener conto del fatto che le donne hanno una minore probabilità degli uomini di ricevere terapie secondo linee guida specifiche.
Sabina Mastrangelo
Fonte
Medical Clinics of North America (2023) - doi: 10.1016/j.mcna.2022.10.008
Il secondo Report di sostenibilità dell'azienda, relativo al 2025, evidenzia una riduzione del 10,1% dell'intensità delle emissioni, la parità di genere tra i dirigenti, 6.844 ore di formazione ai...
Fidia Farmaceutici amplia il portafoglio con nove brand commercializzati in Italia e in alcuni Paesi extra Ue. Negli ultimi cinque anni ha investito oltre 300 milioni di euro in acquisizioni.
Angelini Pharma annuncia di avere portato a termine l'acquisizione dell'americana Catalyst Pharmaceuticals, rafforzando la sua presenza globale nei settori della salute del cervello e delle malattie...
L’accordo tra Hippocrates e Andi mette in relazione la rete di oltre 600 farmacie Lafarmacia. e gli oltre 28.000 odontoiatri associati ANDI. Tra le aree di sviluppo, iniziative dedicate agli...
A cura di Redazione Farmacista33
Resta aggiornato con noi!
La tua risorsa per news mediche, riferimenti clinici e formazione.
Dichiaro di aver letto e accetto le condizioni di privacy
Un'indagine della Fip fotografa il ruolo del farmacista nel supporto ai disturbi minori: oltre il 70% svolge attività di self-care ogni giorno o più volte alla settimana. Il report evidenzia gli...