farmaci equivalenti
28 Maggio 2026A trent’anni dall’introduzione in Italia, i farmaci equivalenti confermano il loro ruolo nel contenimento della spesa sanitaria e nell’accesso alle terapie. DOC Pharma ripercorre l’evoluzione del settore e il valore della filiera produttiva italiana ed europea.

In 30 anni dalla loro introduzione in Italia i farmaci equivalenti hanno favorito l’accesso alle cure, la tenuta della spesa sanitaria e la valorizzazione della filiera produttiva italiana ed europea, e hanno rappresentato una “leva fondamentale per la sostenibilità del Servizio Sanitario Nazionale”. Lo ha ricordato Riccardo Zagaria, CEO DOC Pharma, che ha celebrato i 30 anni dalla sua fondazione con un evento istituzionale.
Il farmaco equivalente non è solo “un’opzione sostenibile, ma un’opportunità di garantire a più cittadini l’accesso a farmaci di qualità, sicuri ed efficaci, liberando così risorse per l’innovazione e per la presa in carico dei nuovi bisogni di salute” ha commentato Zagaria.
La prima definizione normativa compare con la Legge Finanziaria n. 549 del 1995, entrata in vigore nel 1996, mentre il successivo Decreto Legge n. 323 del 1996, poi convertito nella Legge n. 425/1996, ne ha regolamentato caratteristiche e modalità di commercializzazione.
In una prima fase vennero definiti “medicinali generici”, ossia farmaci a base di principi attivi non più coperti da brevetto, equivalenti per qualità, sicurezza ed efficacia ai medicinali originator. Un ulteriore passaggio è arrivato nel 2005 con la Legge n. 149, che ha sostituito ufficialmente il termine “generico” con “medicinale equivalente”, per sottolineare l’identico valore terapeutico rispetto al farmaco di riferimento.
Il tema dell’accesso ai farmaci assume oggi un’importanza sempre maggiore in un contesto caratterizzato dall’invecchiamento della popolazione, dalla crescita delle patologie croniche e dalla necessità di assicurare continuità terapeutica a fronte di risorse limitate. In questo scenario, il farmaco equivalente si conferma uno strumento fondamentale per coniugare appropriatezza delle cure e sostenibilità del sistema sanitario. Il suo valore, infatti, non risiede soltanto nel costo più contenuto, ma anche nella capacità di ampliare e rendere più stabile l’accesso alle terapie, con ricadute positive per pazienti, professionisti sanitari e servizio pubblico.
In trent’anni, il farmaco equivalente è diventato una leva concreta di accessibilità e sostenibilità: consente di offrire ai cittadini medicinali di qualità, sicurezza ed efficacia equivalenti a quelli di riferimento, contribuendo al contenimento della spesa e alla possibilità di liberare risorse da destinare all’innovazione, all’assistenza e alla presa in carico dei bisogni di salute.
Uno degli aspetti toccati durante l’evento è la qualità del farmaco equivalente che passa anche dalla solidità della filiera ed è stato messo in evidenza che questo significa “affidarsi a una rete produttiva fortemente radicata in Italia ed Europa: il 70% della fornitura proviene da 48 siti produttivi italiani, il 28% da 61 siti produttivi europei e solo il 2% da 11 siti extra-europei. Un modello che valorizza il “Made in Italy” farmaceutico e la prossimità produttiva europea, elementi sempre più centrali per garantire qualità, sicurezza degli approvvigionamenti e continuità terapeutica sul territorio nazionale”.
DOC Pharma è nata nel 1996, negli stessi anni in cui il mercato dei farmaci equivalenti iniziava a svilupparsi in Italia, e ha accompagnato l’evoluzione di un segmento che nel tempo ha assunto un ruolo sempre più rilevante per il Servizio sanitario nazionale. Nel 2025 l’azienda ha registrato un fatturato di 350 milioni di euro ed è indicata come seconda azienda per fatturato nel mercato italiano dei farmaci equivalenti e quinta nel retail farmaceutico nazionale.
Il portafoglio dell’azienda resta fortemente concentrato sugli equivalenti, che rappresentano il 70% dell’offerta, mentre il restante 30% è costituito da prodotti branded e OTC. Negli ultimi anni la società ha inoltre avviato un percorso di evoluzione che ha portato al passaggio da DOC Generici a DOC Pharma, con un ampliamento della presenza in nuove aree terapeutiche e nel mercato della salute, mantenendo però il farmaco equivalente come elemento centrale della propria attività.
“Il farmaco equivalente resta il cuore della nostra identità, ma quella stessa cultura dell’accesso ci guida oggi verso un perimetro più ampio” ha dichiarato Riccardo Zagaria, CEO di DOC Pharma, sottolineando anche il valore strategico della filiera produttiva italiana ed europea per garantire “qualità, continuità terapeutica e sicurezza degli approvvigionamenti”.
Secondo quanto emerso nel corso dell’evento, i 30 anni dell’azienda rappresentano anche l’avvio di una nuova fase di sviluppo, orientata al rafforzamento del ruolo di piattaforma farmaceutica italiana, con attenzione sia alla continuità terapeutica sia alla sostenibilità del sistema sanitario.
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