Tamponi rapidi, verso accordo con i medici di famiglia. Ecco cosa prevede
Si avvia verso un accordo la contrattazione con i medici di medicina generale per l'esecuzione dei tamponi rapidi per il Covid-19 negli studi di medici di famiglia e pediatri. I punti e le criticità
Si avvia verso un accordo la contrattazione con gli Mmg per l'esecuzione dei tamponi rapidi per il Covid-19, oltre che per la diagnostica di base, negli studi dei medici di famiglia e dei pediatri di libera scelta. Dopo il confronto interlocutorio dei rappresentati della categoria con il Comitato di settore delle Regioni, i sindacati si confrontano con la Sisac, in una trattativa a oltranza. A quanto apprende dalle agenzie, anche le risorse economiche sono state messe sul tappeto: il ministero della Salute stanzia 30 milioni di euro fino al 31 dicembre, nel prossimo decreto Ristoro.
Tamponi: a chi farli
Obiettivo della parte pubblica è a far erogare i tamponi, nel periodo influenzale (per favorire la diagnosi differenziale tra Covid-19 ed influenza) ai medici di assistenza primaria e pediatri, con possibilità di estenderla a medici di continuità assistenziale, 118, servizi, attività territoriali programmate ed Usca. Secondo l'accordo, dal medico di famiglia potrebbero fare i tamponi i contatti stretti di persone positive asintomatiche; pazienti per i quali il medico ritiene necessario il tampone durante una visita; e, in piccola parte, tutti gli altri assistiti. Oltre ai medici di famiglia e ai pediatri, il coinvolgimento nell'esecuzione di tamponi - e nel budget - riguarda anche i medici di continuità assistenziale (ex guardia medica), quelli di medicina dei servizi, quelli delle Usca e i medici dell'emergenza sanitaria territoriale.
Remunerazione: 18 euro in studio, 12 euro se fatto in altre strutture
I fondi non sono considerato tantissimi in quanto, dividendo la cifra per 50mila medici di famiglia il contributo è di circa 600 euro su due mesi. Sul tavolo delle trattive, una remunerazione per i medici di 18 euro per i tamponi eseguiti in studio e 12 euro se il test viene fatto in altre strutture, dalle case della Salute e tutte le strutture complesse dei medici di famiglia, fino agli ambulatori messi a disposizione dalle Asl o nei tendoni della Protezione Civile. Parte integrante dell'accordo, in discussione oggi, è la diagnostica negli studi dei medici di famiglia (ecografi, elettrocardiografi ecc) che viene considerata uno strumento importante dalla parte pubblica anche per ridurre la pressione sugli ospedali. Per questa parte, già nella scorsa finanziaria, il Governo ha stanziato 235 milioni da destinare agli acquisti di piccole apparecchiature.
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A cura di Studio Legale Farmatutela
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