Farmacista Più, Sif: sviluppo farmaci e vaccini, terapie avanzate, ricerca. Le nuove competenze del farmacista
Sviluppo di farmaci e vaccini, ricerca clinica, farmaci biologici, sono aspetti che dovrebbero appartenere al bagaglio di un farmacista. L'incontro con la Società italiana di farmacologia a FarmacistaPiù
Sviluppo di farmaci e vaccini, terapie avanzate, ricerca clinica, farmaci biologici, tre aspetti dai quali non è possibile prescindere per garantire la funzione di informazione del farmacista, che dovrebbe essere un esperto in grado di informare il cittadino a 360 gradi, considerando interazioni ed eventi avversi dei farmaci, ma sui quali la formazione universitaria non è aggiornata. Se è parlato durante l'incontro "l'incontro La Società italiana di farmacologia (Sif) e il Farmacista del futuro tenutosi nell'ambito della VII edizione del convegno FarmacistaPiù in corso online fino a domenica 22 novembre.
Il farmacista, professione sempre più caratterizzata dalla complessità
«Si tratta - sottolinea Gianni Sava, membro Sif - di temi che dovrebbero appartenere al bagaglio di un farmacista nell'ottica di una formazione professionalizzante. Una professione che sempre più caratterizzata dalla complessità, con l'aumento del numero di farmaci disponibili, lo spostamento di diagnosi e prescrizioni da primary care a cure specialistiche, spesso con somministrazione a livello ospedaliero». «Il luogo di erogazione dei farmaci è strettamente legato al concetto di personalizzazione della terapia - sottolinea Armando Gennazzani, docente di Farmacologia, Università Piemonte Orientale - e dovrebbe avvenire laddove per quei farmaci esista una cultura. La pandemia ha insegnato che la strada percorsa non sempre è stata corretta e che per molti farmaci, per esempio per patologie come diabete e Bpco, oggi in distribuzione diretta, potrebbe essere opportuno fare un passo indietro». Le terapie possono essere personalizzate sulla base delle caratteristiche dei pazienti e alle tipologie e combinazioni di sostanze che stanno assumendo: «il futuro è la stratificazione dei pazienti in base a caratteristiche genetiche o alla presenza di biomarcatori, in modo da avere popolazioni di pazienti più piccole da trattare in modo diverso. Per il passaggio alla distribuzione territoriale è necessario che i farmacisti acquisiscano questo tipo di conoscenze» conclude Gennazzani. Per diffondere una informazione corretta, la Sif mette a disposizione di cittadini e farmacisti alcuni strumenti: un calendario della salute, Sif Magazine, la rivista PharmAdvance, riservata alle attività scientifiche, e una sezione del sito dedicata agli aggiornamenti -pubblicazioni scientifiche e documenti prodotti dai farmacologi della Sif- riguardanti le terapie per Covid-19.
Sempre più ampia la collaborazione tra farmacologi e farmacisti ospedalieri
Importante, durante la pandemia, la collaborazione tra farmacologi e farmacisti ospedalieri, afferma Marcello Pani, segretario nazionale Sifo, per lo svolgimento di una serie di compiti e attività: «Gestione delle carenze e indisponibilità di farmaci e Dpi, attività di galenica clinica, incentivata anche a causa delle carenze con produzione di soluzioni e gel per la disinfezione, richieste e dispensazioni dei farmaci off-label, gestione dell' iter tecnico e amministrativo delle sperimentazioni cliniche, farmacovigilanza e consegna a domicilio di farmaci altrimenti in distribuzione diretta». Commenta Luigi D'Ambrosio Lettieri, presidente della Fondazione Cannavò: «il ruolo del farmacista evolve in una prospettiva di ancoraggio della sua funzione nel sistema sanitario, dove la farmacia ha dimostrato di essere un presidio assistenziale irrinunciabile sul territorio. L'impegno che il farmacista profonde in nuovi sistemi di governance sanitaria deve partire dalla revisione e dall'ampliamento delle competenze già acquisite in una realtà che vede - per il farmacista territoriale, ospedaliero e dei servizi - un sempre maggior orientamento verso le attività assistenziali basate su competenze di natura farmacologica». La figura del farmacista si è evoluta nel tempo, ma la formazione universitaria è governata da leggi che risalgono al 1938, il che rende difficile rendere la laurea professionalizzante. «Sarebbe necessario cambiare l'ordinamento che oggi prevede un numero troppo elevato di Cfu in discipline chimiche, che oggi non sono più necessari» ha precisato Giorgio Racagni, presidente Sif.
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A cura di Redazione Farmacista33
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