Digitalizzazione sanità, tecnologia strumento efficace per rimanere al fianco del paziente
La pandemia ha dato una spinta al processo di digitalizzazione e ha ridotto le distanze tra operatore e paziente, ma l'uso diffuso degli strumenti digitali può far perdere in termini di relazione
Gli strumenti digitali sono una grande occasione per ridurre le distanze tra operatore e paziente, ma è necessario che non si sostituiscano nella gestione del paziente, ma siano al servizio della relazione, che deve rimanere al centro: se ne è parlato nell'incontro virtuale "La farmacia e l'umanizzazione delle cure nell'era del digitale", nell'ambito di FarmacistaPiù, congresso dei farmacisti, in corso sul web fino al 22 novembre. Se da una parte la pandemia Covid-19 ha dato una spinta al processo di digitalizzazione e risolvendo problemi reali dovuti al distanziamento sociale, dall'altra il rischio di un uso diffuso di strumenti digitali è quello di perdere in termini di relazione. Ora è necessario tenere al centro la condivisione e la comprensione dei bisogni delle persone. «Chi opera in un contesto sanitario, che sia infermiere medico o farmacista, ma anche amministratore, ha il dovere di offrire il meglio per la salute. E per agire bisogno conoscere. Il primo compito, dunque, dell'operatore in ambito sanitario è quello di adeguare le proprie conoscenze alla realtà. Conoscenze da trasmettere e utilizzare nel cosiddetto rapporto medico/paziente che va inteso come una reale alleanza e complicità tra operatore e malato» ha spiegato Maria Domenica Cappellini, professore ordinario di Medicina interna presso l'Università degli Studi di Milano. «Oggi come medici abbiamo più strumenti digitali, per fare scelte migliori in ambito clinico, ma questi non bastano se il sapere non è condiviso ed adattato alla persona beneficiaria del sapere» ed ha concluso «credo che questa pandemia possa essere occasione di grande riflessione sulla condivisione e sulla compartecipazione. Il farmacista può avere un ruolo in questo senso».
Il paziente al centro della cura
Se è vero che «l'esigenza del paziente è quella di essere posti al centro della cura» come ha affermato Davide Petrosillo, vicepresidente Farma Academy «la digitalizzazione è una opportunità per il farmacista. Ma deve essere chiaro, per esempio in un teleconsulto, che è il suo farmacista a raggiungerlo sfruttando strumenti che permettono la comunicazione in un momento in cui non è consentita interazione umana, come quello attuale. I farmacisti non vedono di buon occhio l'e-commerce, ma devono rendersi conto che è già una realtà: si deve però sfruttarla per fornire servizi». Peculiarità del farmacista è «quella di rimanere al passo con i tempi, pur rimanendo una figura di prossimità» ha affermato Salvatore Butti, General Manager & Managing Director Eg Stada Group «ancor più nelle farmacie rurali, dove è il farmacista ha funzione di orientamento verso le altre figure del sistema sanitario nazionale» e sottolinea «gli strumenti digitali possono essere utili per l'aderenza alla terapia e la telemedicina, ma possono assumere un ruolo rilevante anche nella formazione».
La pandemia ha evidenziato problemi del Ssn
Indubbiamente dal punto di vista digitale l'emergenza sanitaria ha dato una spinta a molti processi, a partire dalla dematerializzazione della ricetta elettronica, che dopo molti anni è stata realizzata in 48 ore. «Gli strumenti digitali possono aiutare il farmacista a rimanere al fianco del cittadino, cioè deve servire non per il commercio, ma per fornire servizi» ha affermato Eugenio Leopardi, presidente Utifar, ed ha aggiunto «La pandemia ci ha insegnato che sono stati fatti tanti errori: tagli alla sanità, pochi medici formati. Ora deve passare il concetto che la farmaceutica non è una spesa, ma un investimento sulla salute del cittadino».
Digitale per diminuire la disomogeneità del Ssn
La pandemia ha poi reso chiari alcuni problemi strutturali del sistema sanitario nazionale, evidenziando le disomogeneità sul territorio e appare chiaro che «non è possibile ad una situazione pre-Covid, dove il sistema sanitario nazionale era un costo da gestire nella sostenibilità economica» ha sottolineato Antonio Gaudioso, segretario generale Cittadinanzattiva «la salute va intesa come uno strumento di sviluppo economico: si pensi per esempio alla ricerca scientifica e tecnologica in termini di brevetti e scoperte» ed ha concluso «la digitalizzazione può ridurre le disuguaglianze. Ora, se mettiamo insieme gli studi dei medici di medicina generale, dei pediatri di libera scelta, e le farmacie, possiamo contare su 70mila punti sul territorio, e non è possibile che con questa diffusione non siano serviti servizi di qualità e che dialoghino tra loro». Attenzione è stata data anche alla questione del reperimento di farmaci online, anche in relazione alla diffusione dell'e-commerce: se in Italia le leggi ci sono, impongono che dietro ad ogni farmacia virtuale c'è una farmacia fisica, è ancora troppo facile reperire da siti stranieri farmaci senza controllo.
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A cura di Redazione Farmacista33
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