Pandemia Covid, Altroconsumo: per tamponi e vaccini farmacie punto di riferimento per i cittadini
Le farmacie sono state un presidio importante sul territorio durante la pandemia grazie alla loro capillarità, ai tamponi a prezzo calmierato, fino al vaccino
Le farmacie sono state un presidio importante sul territorio durante la pandemia Covid, grazie alla loro capillarità sul territorio e al coinvolgimento nella lotta al Covid con tamponi antigenici rapidi a prezzo calmierato, fino al vaccino e alla stampa gratuita del green pass. Lo dicono i 1.500 italiani intervisti da Altroconsumo, che alle farmacie chiedono ancora più servizi.
Gli italiani chiedono ancora più servizi in farmacia
Con riferimento al periodo marzo-aprile 2021, cioè durante la terza ondata epidemica, gli intervistati sono per lo più soddisfatti del servizio offerto e vorrebbero sempre più servizi da affiancare a quelli esistenti: consegna a domicilio dei farmaci in caso di emergenza e un ruolo più attivo del farmacista nel monitoraggio della salute dei pazienti, tra cui poter avere accesso alla loro storia clinica attraverso il fascicolo sanitario e in alcuni casi poter fornire farmaci che richiedono prescrizioni anche in assenza di ricetta. Infine, in caso di non disponibilità del farmaco richiesto, il farmacista dovrebbe indicare in quali altre farmacie trovarlo. A questo ruolo più attivo del farmacista si lega la richiesta degli intervistati di uno spazio nelle farmacie in cui la privacy sia garantita.
Il nodo dei farmaci generici
I cittadini intervistati segnalano uno "scarso impegno sui farmaci generici": nonostante per legge il farmacista deve comunicare al cliente che esiste un farmaco equivalente a quello di marca richiesto, secondo l'indagine, "un intervistato su cinque ha dichiarato che il farmaco generico non gli è stato proposto". Inoltre, "emerge anche una scarsa disponibilità di generici: ben il 39% degli interpellati ha dovuto comprare il farmaco di marca perché il generico non c'era. Infine, il 35% degli intervistati lamenta l'eccessiva presenza nelle farmacie di prodotti come integratori e cosmetici a cui sono spesso dedicati spazi e allestimenti importanti". Su questo aspetto il commento del presidente di Federfarma Marco Cossolo: «I cittadini devono chiedere il generico e denunciare chi fa resistenza a consegnarlo. Bisogna dire, però, che il farmacista guadagna di più sul generico rispetto al farmaco di marca, perché la marginalità è maggiore proprio per incentivarne il ricorso. Penso ci sia un problema culturale per cui gli italiani siano più affezionati al marchio come sinonimo di qualità. Ed è qui che deve intervenire il farmacista spiegando che non ci sono differenze».
Scarsa conoscenza su vendita online farmaci
Tra coloro che hanno comprato prodotti online nell'ultimo anno (uno su tre), ben il 29% dichiara di aver acquistato farmaci con ricetta, operazione vietata per legge. "Un fenomeno ben presente, - commenta Altroconsumo - se all'inizio di agosto i Nas hanno oscurato 95 siti per la vendita di farmaci online. Per quelli da banco, che si possono vendere online, meglio verificare sempre sul sito della farmacia la presenza del logo identificativo nazionale".
Aderenza terapeutica, ruolo attivo del farmacista
Cossolo, spiega anche che il ruolo del farmacista è cambiato per dare al cittadino servizi professionali e prestazioni sanitarie che vanno al di là della sola dispensazione del farmaco: «C'è una valorizzazione del ruolo del farmacista anche per la presa in carico dei pazienti nel seguire l'aderenza terapeutica. Basti pensare che la media nazionale di aderenza alla terapia per le patologie croniche è al 40%, vuol dire che il 60% non si cura adeguatamente. Con tutti i costi per la sanità che questo comporta. Per ovviare a questo problema una volta ricevuta una diagnosi e una prescrizione bisogna accertarsi che il farmaco sia giusto e che il paziente lo prenda nel modo corretto. Come? Con un meccanismo di "dispensazione attiva" che è già stato finanziato nel Pnrr sulle farmacie rurali e che chiediamo sia esteso su tutto il sistema delle farmacie". Ecco come funziona: attraverso gli strumenti informatici vengono messe in circuito le farmacie e anche i medici di base per monitorare l'aderenza alla terapia. Ad esempio, se risulta dispensata una scatola da 30 pastiglie e dopo 35 giorni il paziente non viene a prendere la seconda scatola, vuol dire che non sta seguendo correttamente la terapia. A quel punto si segnala al medico di base».
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A cura di Redazione Farmacista33
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