Infermiere di famiglia, nuova figura istituita in Basilicata. Sarà operativa anche nelle farmacie
La Regione Basilicata istituisce la figura degli infermieri di famiglia e di comunità destinata all'assistenza domiciliare in futuro anche nelle farmacie
La Regione Basilicata istituisce la figura degli infermieri di famiglia e di comunità, operatori sanitari e tecnici specializzati destinati all'assistenza domiciliare, negli ambulatori territoriali e, in futuro, anche nelle farmacie. La prevede una proposta di legge sull'assistenza sanitaria votata all'unanimità dal Consiglio regionale con l'obiettivo di migliorare la continuità assistenziale a favore degli anziani e dei pazienti fragili o cronici e il contenimento della spesa sanitaria, attraverso la riduzione dell'ospedalizzazione.
Farmacie inserite nella medicina del territorio
La legge, si apprende da fonti stampa locali, prevede l'istituzione degli ambulatori territoriali assistenziali attivi h12 per cinque giorni alla settimana e h24 per sette giorni, che saranno costituiti da un gruppo di professionisti composto da medici e da infermieri di famiglia o comunità che opereranno in forma associata. Le attività da assicurare sono cura domiciliare, dimissioni protette, trattamento dell'utente cronico e dell'utente acuto e gestione del sistema informativo condiviso ospedale-territorio. L'infermiere di famiglia è un infermiere che si occupa di assistenza in collaborazione con il medico di famiglia e favorisce, attraverso la formazione e l'addestramento, l'autonomia dei pazienti e dei loro familiari durante il percorso della malattia, riducendo la richiesta di prestazioni sanitarie. Il rapporto di lavoro di questa nuova figura s'instaura con il servizio sanitario regionale. In questo nuovo scenario di sanità territoriale, le farmacie svolgeranno servizi di monitoraggio sulle terapie farmacologiche, di fronte-office (fascicolo sanitario elettronico) e servizi relativi alle prestazioni analitiche di prima istanza (telemedicina; partecipazione alle campagne di screening).
Questa è la direzione immaginata dal Pnrr
«Uno strumento molto importante per dare risposte ai nostri territori ed evitare l'ospedalizzazione - commenta il presidente della giunta regionale Vito Bardi - si tratta di una direzione che la pandemia ha reso evidente nella sua necessarietà: favorire la medicina territoriale per evitare il più possibile il ricorso all'ospedale. Vista la geografia della Basilicata e le sue antiche difficoltà di collegamento, questa visione si impone maggiormente e l'infermiere di prossimità è sicuramente un aiuto concreto ai nostri cittadini. Questa figura sarà inserita nella strategia del piano sanitario regionale, che insieme ad Agenas, ai sindaci e alle parti sociali, stiamo discutendo proprio in questi mesi. E va anche - conclude - nella direzione immaginata dal Pnrr, che prevede l'attivazione di 1.288 case della comunità entro la metà del 2026, la realizzazione di 381 ospedali di comunità e un investimento deciso in favore della telemedicina».
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A cura di Redazione Farmacista33
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