Green pass e tamponi, le nuove regole in vigore e le misure in arrivo
Durata del Green Pass, carta verde rafforzata, terza dose sono i possibili elementi della strategia di contrasto al Covid-19 del prossimo periodo
Durata del Green Pass, carta verde rafforzata, terza dose sono i temi al centro dell'attenzione in questo momento come possibili elementi della strategia di contrasto al Covid-19 del prossimo periodo. Intanto, ha ricevuto l'ok con fiducia anche alla Camera il cosiddetto decreto Green Pass esteso, ora convertito in legge, che nell'iter parlamentare ha visto l'introduzione di alcune modifiche. Ecco le novità in vigore e le misure a cui si sta lavorando.
Decreto Green Pass sul lavoro convertito in legge. Le principali modifiche
Tra le principali misure contenute nel provvedimento c'è l'obbligo della Certificazione verde sul lavoro ma, durante l'iter parlamentare, sono state introdotte alcune modifiche. In particolare, una di queste, riguarda gli obblighi di controllo in capo ai datori di lavoro, pubblici e privati. Con una modifica approvata al Senato (al comma 1, capoverso 5, dell'articolo 1 e del comma 1, capoverso 5, dell'articolo 3) è stato previsto che i lavoratori, pubblici e privati, possano richiedere di consegnare copia della certificazione verde Covid, con conseguente esonero dai controlli per tutta la durata della validità. Tale previsione ha visto un intervento del Garante della privacy, che si è espresso con parere contrario, e non si escludono, come evidenziano le agenzie, interventi correttivi in prossimi provvedimenti legislativi. In merito poi alla scadenza del Green pass, qualora questa cada nel corso della giornata lavorativa, viene concesso al dipendente di permanere nel luogo di lavoro fino al completamento dell'impegno quotidiano. Un'altra modifica concerne i test antigenici rapidi (art. 4): confermata la proroga dal 30 novembre al 31 dicembre 2021 per la loro somministrazione a prezzi contenuti, a cui sono chiamate ad attenersi le farmacie - qualora li offrano ai cittadini. Prevista poi, l'esecuzione gratuita per i soggetti che non possono ricevere o completare la relativa vaccinazione. Per tutti gli interventi è stata disposta la spesa di 115,85 milioni di euro per il 2021. Nel dettaglio delle farmacie sono state stabilite, in caso di inosservanza, sanzioni amministrative.
Durata Green Pass e carta verde rinforzata: le possibili misure in arrivo
Intanto, è sempre più accesa la discussione nel Governo e anche tra le Regioni sulla strategia per affrontare la quarta ondata. Tra le ipotesi su cui da giorni si sta discutendo c'è quella, come già anticipato, di ritoccare la durata del Green Pass. L'orientamento vede un taglio a nove mesi (più facilmente gestibile) o a sei mesi. Una volta che si dovesse mettere mano all'impianto del Green Pass potrebbe venire adeguato anche il periodo relativo alla guarigione da Covid, che potrebbe essere allineato. L'ipotesi di taglio al Green Pass è sostenuta anche da Guido Rasi, ex direttore esecutivo dell'Agenzia europea del farmaco e consulente del commissario straordinario all'emergenza Covid-19, Francesco Paolo Figliuolo: la riduzione «a 9 mesi o a 6 mesi, come si deciderà in base ai numeri della pandemia, diventa un atto logico quando si conferma che il terzo livello di protezione del vaccino anti Covid, quello della trasmissione del virus, diminuisce progressivamente dopo i 6 mesi» ha detto all'Adnkronos Salute. Ma molti esperti sottolineano come occorra prima attivare la macchina dei richiami vaccinali per tutti, operazione che andrebbe studiata molto bene e che rende un Green pass a sei mesi molto più complesso.
Regioni in pressing per rivedere misure e restrizioni
Da parte delle Regioni - con posizioni che comunque non sono unitarie - si spinge in alcuni casi verso un green pass rafforzato, con restrizioni, in caso di cambio colore, solo per non vaccinati. Il modello a cui si guarda è quello cosiddetto 2G della Germania che di fatto creerebbe due tipologie di carte verdi, quella da vaccino e guarigione, e quella da tampone. Proprio oggi, nel corso della conferenza stato regioni è stata ribadita la richiesta di un incontro urgente con il Governo. «Le Regioni - ha spiegato il presidente della Conferenza, Massimiliano Fedriga - sono preoccupate per il peggioramento dello scenario di rischio epidemiologico in alcune aree del Paese ed anche per la ricaduta che tale situazione potrebbe avere sulla ripresa economica e sulle attività sociali, a pochi giorni dall'avvio della stagione turistica invernale e a poche settimane dalle festività natalizie. È urgentissima una comune riflessione Governo-Regioni sulla tenuta delle regole attualmente vigenti che furono adottate in assenza dell'attuale percentuale di vaccinati e dello strumento della certificazione verde. L'obiettivo è quello di mettere in sicurezza sia il sistema sanitario, sia le attività economiche e sociali, anche per anticipare eventuali scenari di criticità. Occorre individuare interventi condivisi partendo dalla considerazione dei danni economici incalcolabili legati all'incertezza che i prossimi passaggi di zona rischierebbero di provocare alle attività e dobbiamo accelerare la campagna vaccinale, partendo sin da subito con la somministrazione della terza dose a tutti i cittadini». Sull'idea di creare due corsie per vaccinati e non vaccinati è intervenuto anche Pierpaolo Sileri, sottosegretario alla Salute, su Radio Cusano Campus: «C'è qualche area del Paese che rischia di finire in zona gialla, ma la zona gialla non prevede grosse restrizioni, quindi al momento non vi è motivo di fare restrizioni per i non vaccinati, cosa che eventualmente può essere valutata se qualche territorio dovesse passare in arancione". Questa possibilità "va tenuta sul tavolo, come tante altre opzioni, e si valuta di settimana in settimana a seconda dell'evoluzione dei numeri».
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A cura di Redazione Farmacista33
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