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24 Novembre 2021

Gestione cronicità, Sifact: de-prescrizione e medication review evidence based


La Gestione della cronicità evidence based è il tema del terzo webinar organizzato in occasione del congresso della Sifact

Gestione della cronicità evidence based: la medication review, è il tema del terzo webinar organizzato in occasione del congresso della Società Italiana di farmacia clinica e terapia, Sifact. «Generalmente dell'evidence based se ne parla per delineare le linee guida per il trattamento in acuto o di patologie molto specifiche, mentre nella cronicità non sempre questo tema è affrontato - ha spiegato Vera Damuzzo, farmacista, del Servizio Farmaceutico aziendale AULS2, Vittorio Veneto -. Per questo abbiamo pensato di coinvolgere farmacisti e ricercatori affinché ci portassero esempi pratici di come l'evidence based possa guidare la de-prescrizione e la medication review nella cronicità».

De-prescrizione dei farmaci inappropriati in anziani

Sull'evidence based si fondano i risultati della sperimentazione condotta per due anni sui pazienti delle RSA in Lombardia. «Durante la sperimentazione ci siamo accorti di come, soprattutto nei pazienti anziani, il ricorso a farmaci inappropriati può provocare una serie di conseguenze irreversibili che vanno dal degrado cognitivo, all'ospedalizzazione - ha spiegati Luca Pasina dell'istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri, IRCC di Milano. - Oggi ci sono 36 liste di farmaci inappropriati. In generale le benzodiazepine e fans sono comuni a queste liste e possono causare delirium. Diventa quindi fondamentale la de-prescrizione dei farmaci inappropriati e, soprattutto che questa venga fatta in accordo tra il farmacista e medico». Una testimonianza analoga è arrivata da Vittorio Maio, farmacista del Jefferson College of Population Health della Thomas Jefferson University di Philadelphia, che ha portato ad esempio quanto paesi come il Canada e l'Australia, all'avanguardia sul tema della de prescrizione, stanno già facendo. «La de-prescrizione dei farmaci non vuol dire negare il trattamento efficace, ma evitare conseguenze irreparabili nel percorso clinico di un paziente - ha spiegato Maio - Il processo di de-prescrizione, in cui diventa fondamentale il ruolo del farmacista, nei paesi dove è maggiormente seguito, sta registrando notevoli benefici che vanno dal miglioramento del quadro clinico e della qualità della vista ad una riduzione dei costi per il paziente e il sistema sanitario».

Il modello del farmacista di reparto

Nel 2013 l'ospedale universitario di Udine ha introdotto in via sperimentale la figura del farmacista di reparto. La sperimentazione è durata tre anni. «Il modello del farmacista di reparto ha seguito una serie di pazienti ed è stato responsabile della loro riconciliazione farmacologica - ha spiegato Nicola Lombardi, farmacista del Clinical Homecare, del Cambridge University Hospital -. Nel complesso sono stati fatti 740 interventi di appropriatezza prescrittiva dei farmaci di cui oltre il 93% accettati dai medici. Gli interventi hanno riguardato soprattutto i farmaci antibatterici, anti-Parkinson, e psicolettici. Il risultato è stato un evidente miglioramento dell'assistenza sanitaria". Infine, Roberta Ganzetti, farmacista, del dipartimento di farmacia dell'ospedale Carlo Urbani di Jesi, nel suo intervento ha sottolineato come le prescrizioni inappropriate non riguardano solo i principi attivi del farmaco, ma anche alla forma farmaceutica inappropriata in caso di disfagia soprattutto nei pazienti anziani.

Francesca Malandrucco

TAG: SOCIETà ITALIANA DI FARMACIA CLINICA E TERAPIA (SIFACT), DEPRESCRIZIONE

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