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31 Marzo 2022

Disturbi del sonno aumentano rischio cardiovascolare. Come riconoscerli e misurarli


Uno studio ha valutato l'impatto sulla salute del cuore dei problemi del sonno, considerando più aspetti esaminando dati riferiti da pazienti e i risultati dell'actigrafia

Soffrire contemporaneamente di diversi disturbi del sonno determina un aumento del rischio di malattie cardiovascolari del 140%. È quanto ha osservato uno studio coordinato da Soomi Lee dell'Università della South Florida di Tampa (USA). I risultati della ricerca sono stati pubblicati su Scientific Reports e hanno evidenziato anche differenze tra uomini e donne, sia a livello di valutazione del sonno che di rischio di malattie cardiache.


Visione multidimensionale della qualità del sonno

Secondo i ricercatori americani, un sonno scarso o insufficiente è un fattore di rischio per le malattie cardiache, ma gli studi condotti finora si sono focalizzati soprattutto su parametri singoli quali durata del sonno, qualità o insonnia. Una visione multidimensionale del sonno, invece, potrebbe dare più indicazioni. Per esempio, è stato osservato che una persona che ha due problemi di sonno, che dorme di meno e non è soddisfatta dal sonno, può avere un rischio cardiaco più elevato rispetto ad individui che hanno un solo disturbo. Per questo è importante valutare come si dorme sotto diversi aspetti, soprattutto nelle persone di mezz'età che possono avere più disturbi del sonno, che a loro volta possono determinare riduzione della produttività a livello lavorativo, alterazione della funzionalità immunitaria, aumento del rischio di malattie cardiache e morte precoce.


Misurare la qualità del sonno

Per misurare e definire un sonno in salute si possono considerare vari parametri, che sono regolarità nel sonno, soddisfazione dal sonno, essere svegli durante le ore di veglia, tempo, efficienza e durata del sonno (Ru-SATED). Il sesso, inoltre, sembra giocare un ruolo su qualità e durata del sonno e rischio di malattia cardiaca. Per esempio, è stato visto che gli uomini hanno una probabilità di sviluppare prima apnee ostruttive del sonno e possono avere un rischio del 7-8% più alto di soffrire di malattie cardiache rispetto alle donne. Di contro, le donne hanno una maggiore probabilità di riferire sintomi dell'insonnia a causa di differenze a livello degli ormoni sessuali che hanno un impatto sui ritmi circadiani. Per la ricerca, Lee e colleghi hanno preso in considerazione dati da 6.820 adulti dallo studio Midlife in the United States. Alcuni partecipanti hanno fornito informazioni sul loro sonno auto-riferite, mentre 663 persone coinvolte nello studio, oltre ad auto-riferire la qualità del proprio sonno, si sono sottoposte ad actigrafia, un esame strumentale che valuta il sonno con una scala di punteggi. Un punteggio più alto indicava più problemi di sonno e dall'analisi statistica è emerso che i problemi di sonno auto-riferiti determinavano un aumento del rischio cardiovascolare del 54%, mentre un valore composito actigrafia/informazioni auto-riferite determinava un aumento del rischio del 141%.

Differenze di genere: cuore degli uomini più a rischio

Ci sono state, poi, differenze in base al sesso dei partecipanti. Per esempio, è emerso che rispetto agli uomini, le donne avevano leggermente più problemi di sonno sulla base di quanto auto-riferito, una differenza che invece non c'era quando si consideravano anche i dati ottenuti dall'actigrafia, oltre alle informazioni riferite dalle donne. Gli uomini, inoltre, avevano una maggiore probabilità di avere malattia cardiaca rispetto alle donne. Tuttavia, il sesso non modificava l'associazione tra salute del sonno composita e rischio di malattia cardiaca. Considerando i parametri specifici nella valutazione del sonno auto-riferita, inoltre, i ricercatori hanno osservato che la soddisfazione del sonno, l'essere vigili durante le ore di veglia e l'efficienza erano indipendentemente associati a malattie cardiache, mentre regolarità e durata del sonno erano indipendentemente associati a malattia cardiaca. Per quel che riguardava i parametri valutati anche con l'actigrafia, invece, regolarità, soddisfazione e tempo erano indipendentemente associati a malattia cardiaca.

Sabina Mastrangelo

Fonti: Sci Rep (2022) - doi: 10.1038/s41598-022-05203-0

TAG: DISTURBI DEL SONNO, ALTERAZIONI DEL SONNO, MALATTIE CARDIOVASCOLARI

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