Vaccini bivalenti Covid-19. Le nuove indicazioni dalla circolare del Ministero
Le indicazioni sui nuovi vaccini bivalenti di ministero della Salute, Consiglio superiore di sanità, Agenzia italiana del farmaco e Istituto superiore di sanità, contenute nella nuova circolare ministeriale
Il vaccino bivalente anti-Covid aggiornato alle sottovarianti Omicron 4 e Omicron 5 è raccomandato in via prioritaria per le stesse categorie alle quali è stato consigliato il bivalente adattato a Omicron 1. Sono le indicazioni di ministero della Salute, Consiglio superiore di sanità, Agenzia italiana del farmaco e Istituto superiore di sanità, contenute nella nuova circolare ministeriale di "Aggiornamento delle indicazioni sull'utilizzo dei vaccini a m-Rna bivalenti" diffusa nei giorni scorsi
L'estensione delle indicazioni dei vaccini bivalenti
"A seguito dell'autorizzazione da parte di Ema e Aifa della formulazione bivalente original/BA.4-5 del vaccino Comirnaty" di Pfizer-BioNTech, ricorda il documento, "sono ora disponibili, nell'ambito della campagna di vaccinazione anti Sars-CoV-2/Covid-19, due formulazioni bivalenti di vaccini a mRna: original/Omicron BA.1 di Spikevax" di Moderna "e Comirnaty, e original/BA.4-5 di Comirnaty. Come precisato dalla Cts di Aifa, al momento non ci sono evidenze per poter esprimere un giudizio di uso preferenziale di uno dei diversi vaccini bivalenti oggi disponibili, ritenendosi che tutti possano ampliare la protezione contro diverse varianti e possano aiutare a mantenere una protezione ottimale contro la malattia Covid-19". Pertanto, "le raccomandazioni sull'utilizzo della formulazione original/Omicron BA.1 vengono estese anche alla formulazione original/BA.4-5, senza alcuna distinzione". "Nello specifico - ricorda la circolare - si raccomanda prioritariamente l'utilizzo delle formulazioni di vaccini a mRna bivalenti: come seconda dose di richiamo", ossia quarta dose, "a favore di tutte le persone di età maggiore o uguale a 60 anni, delle persone con elevata fragilità motivata da patologie concomitanti/preesistenti di età >/= 12 anni, degli operatori sanitari, degli ospiti e operatori delle strutture residenziali e delle donne in gravidanza, nelle modalità e tempistiche previste per la stessa; come seconda dose di richiamo, dietro valutazione e giudizio clinico specialistico, ai soggetti con marcata compromissione della risposta immunitaria, per cause legate alla patologia di base o a trattamenti farmacologici, e ai soggetti sottoposti a trapianto emopoietico o di organo solido che hanno già ricevuto un ciclo primario di tre dosi (ciclo primario standard più dose addizionale a distanza di almeno 28 giorni dall'ultima dose) e una successiva prima dose di richiamo, a distanza di almeno 120 giorni da quest'ultima; come prima dose di richiamo" o terza dose, "nelle modalità e tempistiche previste per la stessa, a favore dei soggetti di età >/= 12 anni che non l'abbiano ancora ricevuta, indipendentemente dal vaccino utilizzato per il completamento del ciclo primario".
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A cura di Redazione Farmacista33
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