Salute benessere
22 Dicembre 2023 Servono risorse per organizzare e rendere il servizio di consulenza da parte dello psicologo in farmacia, lo ha chiesto in Consiglio regionale, il presidente di Federfarma Varese Luigi Zocchi consigliere di Fratelli d’Italia

Il servizio di consulenza da parte dello psicologo in farmacia laddove garantito ha dato buoni frutti, ora servono risorse per organizzare e rendere il servizio disponibile nelle farmacie sul territorio regionale della Lombardia. Lo ha chiesto in un ordine del giorno in Consiglio regionale, il consigliere di Fratelli d’Italia, Luigi Zocchi presidente di Federfarma Varese, sottolineando che “in più sedi è stata evidenziata una crescente incidenza di forme di disagio psicologico, spesso nella popolazione giovanile, non da ultimo legate alle misure adottate per il contenimento della pandemia Covid19: si ritiene pertanto fondamentale offrire maggiori opportunità per un primo avvicinamento ad un supporto psicologico al fine di valutare sin dal principio l’eventuale necessità di un’assistenza più strutturata”.
Protocollo operativo efficace
“Da oltre dieci anni in alcune province e comuni d’Italia viene svolto il servizio “Lo Psicologo in Farmacia” con risultati straordinari – ha dichiarato Zocchi. – Le diverse modalità di attuazione del servizio hanno portato, già a partire dal 2018, a creare un gruppo di studio con la presenza di rappresentanti delle categorie professionali interessate (Farmacisti e Psicologi), di esponenti politici e di funzionari di massimo livello del Ministero della Salute. Questo gruppo di lavoro ha realizzato un “protocollo operativo” per il servizio dello psicologo in farmacia sottoscritto dal Ministero il 22/05/2019; in quell’occasione Federfarma Nazionale, il Consiglio nazionale degli Ordini degli Psicologi ed il Ministero della salute si trovarono completamente d’accordo”.
Zocchi ha citato l’esempio della provincia di Varese, dove la maggior parte dei costi sono stati sostenuti da Federfarma Varese con il contributo iniziale di alcuni Comuni e dei servizi sociali della ex ASL. “Ogni anno sono stati effettuati tra 1.000 e 1.300 colloqui e sono stati rilevati ed inviati ai servizi della ATS tra 40 e 50 persone ogni anno, individui che, pur manifestando patologie anche gravi, a volte di interesse psichiatrico più che psicologico, non erano mai entrati in contatto con alcun tipo di struttura, né pubblica né privata. Infine, il servizio svolto nelle farmacie, massimo livello di territorialità sanitaria e già convenzionate per legge con la Regione, rende facile l’accesso spontaneo senza bisogno di filtro da parte del medico di base e che la normativa sulla “Farmacia dei servizi”, recentemente perfezionata e meglio specificata dalla DG Welfare Lombardia, permette sicuramente l’effettuazione del servizio, su base volontaria, da parte delle farmacie adeguatamente attrezzate”.
Un servizio che, laddove garantito, ha dato buoni frutti e, sostiene Zocchi, va esteso all’intera Regione. “Del resto – ha concluso Zocchi – le farmacie sono presidi territoriali a contatto col cittadino e possono segnalare prima e meglio di altre situazioni problematiche altrimenti ignorate e a rischio di peggioramento. Inutile dire, aggiunge, che la pandemia ha reso tutto il quadro ancor più critico e che il rafforzamento del servizio può aiutare persone con disagi gravi quanto nascosti”.
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