Politica sanitaria
30 Luglio 2025Dopo mesi di impasse, il governo Meloni interviene sulla governance dell’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali, approvando in Consiglio dei ministri un decreto che dispone il commissariamento dell’ente
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Dopo mesi di impasse, il governo Meloni interviene sulla governance dell’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali, approvando in Consiglio dei ministri un decreto che dispone il commissariamento dell’ente.
La gestione dell’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas) passa temporaneamente nelle mani di Americo Cicchetti, già direttore generale della Programmazione sanitaria presso il Ministero della Salute. La nomina formale è attesa con un Dpcm in arrivo il 4 agosto, e il mandato commissariale dovrebbe estendersi fino al 31 dicembre 2025.
La decisione si è resa necessaria per superare una situazione di stallo che dura da otto mesi. La Conferenza Stato-Regioni, che avrebbe dovuto raggiungere un’intesa sulla nuova presidenza, non è riuscita a trovare un accordo a causa di contrasti politici. Di conseguenza, l’agenzia si è trovata in una condizione di paralisi decisionale, con un Consiglio di amministrazione ridotto a soli due membri e senza il quorum per deliberare. Dopo le dimissioni del direttore generale Domenico Mantoan a dicembre scorso e il passaggio di consegne tra presidenti facenti funzione – da Manuela Lanzarin a Milena Vainieri, il cui mandato è terminato il 20 luglio – l’Agenas era di fatto bloccata.
Il commissariamento si pone dunque l’obiettivo di riattivare un nodo centrale del sistema sanitario, dal momento che Agenas svolge un ruolo chiave nella valutazione delle performance regionali, nella gestione dei flussi del Pnrr Salute, nella certificazione del raggiungimento degli obiettivi e nel monitoraggio dell’attuazione della riforma della sanità territoriale (DM77), oltre a coordinare la piattaforma per le liste d’attesa. Proprio su questo fronte, i dati aggiornati al 20 dicembre 2024 segnalano che, delle 1.717 Case della Comunità previste, solo il 2,7% risulta pienamente operativo.
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