farmaceutica
01 Agosto 2025Trump invia lettere ai CEO delle principali aziende farmaceutiche: 60 giorni per applicare il prezzo più basso nei programmi pubblici. L’industria replica: Così si danneggia l’innovazione Usa

Il presidente Usa Trump sta intensificando la pressione sulle principali aziende farmaceutiche affinché allineino i prezzi dei farmaci negli Stati Uniti a quelli disponibili per i pazienti in altri Paesi: ha inviato una lettera a 17 CEO di grandi aziende del settore imponendo di adeguare i prezzi americani al cosiddetto “prezzo della nazione più favorita” (Most Favored Nation pricing) cioè il prezzo più basso pagato per un farmaco in un Paese simile. Chiede inoltre che le aziende garantiscano che Medicaid, Medicare e le assicurazioni paghino quel prezzo per tutti i nuovi farmaci. Tempo per adeguarsi: 60 giorni.
La direttiva nasce da un ordine esecutivo che Trump ha firmato a maggio, in cui intimava alle aziende di intraprendere questa strada sui prezzi, minacciando conseguenze. Secondo l’amministrazione, i prezzi di alcuni farmaci di marca negli USA sono più di tre volte superiori a quelli di altri Paesi sviluppati.
In quell’ordine esecutivo, Trump aveva anche incaricato il Dipartimento della Salute e dei Servizi Umani (HHS) di elaborare obiettivi di prezzo entro 30 giorni. Ma Trump ha lasciato intendere che le discussioni tra i funzionari dell’HHS e le aziende non hanno prodotto risultati soddisfacenti e ora alza il tiro: “Se non agirete, useremo ogni strumento a nostra disposizione per difendere le famiglie americane dagli abusi sul prezzo dei farmaci”.
“Gli americani sono stufi di pagare il prezzo dell’innovazione per conto di altri Paesi che impongono tariffe ridotte ai produttori,” scrive Trump nella lettera. - Da oggi non accetterò più scuse, solo impegni concreti che portino sollievo immediato alle famiglie americane”.
Diverse emittenti usa hanno indicato i punti principali della proposta in cui si richiede che tutti i farmaci forniti a pazienti Medicaid siano venduti al prezzo più basso praticato in un Paese sviluppato e che per i nuovi farmaci, la stessa logica si applichi anche a Medicare e al mercato assicurativo privato. Inoltre, le aziende farmaceutiche devono reinvestire i profitti esteri per abbassare i prezzi sul mercato Usa e devono essere avviati programmi per la vendita diretta ai consumatori o alle imprese a prezzi calmierati.
Già durante il primo mandato, Trump aveva tentato di introdurre una regola simile per Medicare, ma fu bloccata dai tribunali e poi revocata da Biden. L’attuale ordine esecutivo ha una portata molto più ampia e punta chiaramente a ottenere un effetto politico immediato, anche in assenza di strumenti normativi.
I titoli di diverse aziende che hanno ricevuto le lettere sono scesi tra l’1,5% e quasi il 5% giovedì. L’indice S&P 500 Pharmaceuticals Industry ha chiuso la giornata in calo di quasi il 3%. La stessa PhRMA, lobby Usa delle aziende del settore, ha criticato duramente la mossa: “Importare i controlli sui prezzi dall’estero minaccia la leadership americana nel settore biotecnologico,” ha affermato Alex Schriver, vicepresidente senior di PhRMA. - Il vero problema è il ruolo degli intermediari nella filiera e la riluttanza degli altri Paesi a pagare il giusto per le innovazioni”.
Secondo gli esperti, Trump non ha attualmente il potere legale per obbligare i produttori a vendere i propri farmaci ai prezzi da nazione più favorita in nessun mercato, ha spiegato Spencer Perlman, direttore della ricerca sulle politiche sanitarie di Veda Partners, società di consulenza per investitori istituzionali e aziende.
Potrebbe tentare un progetto pilota tramite il CMS Innovation Center l’agenzia federale degli Stati Uniti che gestisce i programmi Medicare, Medicaid), ma ci si attende una pioggia di ricorsi.
“Trump sta cercando di fare pressione pubblica affinché le aziende farmaceutiche facciano volontariamente ciò che lui non ha l’autorità legale per imporre - osserva Chris Meekins direttore della ricerca sulle politiche sanitarie di Raymond James. - È un gioco politico ad alta visibilità”.
Il risultato finale, secondo Meekins, potrebbe essere un aumento dei prezzi o un accesso ritardato ai farmaci in altri Paesi. Ma è improbabile che questa strategia porti benefici concreti ai pazienti americani. “La maggior parte degli americani non vedrà alcuna differenza nei prezzi che paga per i farmaci” ha affermato.
Se l'articolo ti è piaciuto rimani in contatto con noi sui nostri canali social seguendoci su:
Oppure rimani sempre aggiornato in ambito farmaceutico iscrivendoti alla nostra newsletter!
POTREBBERO INTERESSARTI ANCHE
17/06/2026
A Modena i contenitori per la raccolta di campioni biologici non vengono più distribuiti gratuitamente nelle farmacie ai cittadini non esenti, che devono acquistarli oppure ritirarli senza costi...
A cura di Redazione Farmacista33
17/06/2026
Parlamento e Consiglio Ue hanno raggiunto un accordo politico: per i cosmetici contenenti sostanze CMR saranno ridotti i tempi di permanenza sul mercato rispetto alla proposta iniziale della...
A cura di Redazione Farmacista33
16/06/2026
Nell'ambito della revisione del Prontuario farmaceutico l'Aifa starebbe valutando un nuovo sistema per definire i prezzi di riferimento dei farmaci a brevetto scaduto. L'ipotesi riguarderebbe...
A cura di Redazione Farmacista33
16/06/2026
In Regione Campania è stato proposto di rivalutare l'attuale distribuzione di tirzepatide per il diabete di tipo 2 e di valutarne il passaggio alla Distribuzione per conto. Il ritiro nelle farmacie...
A cura di Redazione Farmacista33

©2026 Edra S.p.a | www.edraspa.it | P.iva 08056040960 | Tel. 02/881841 | Sede legale: Viale Enrico Forlanini 21 - 20134 Milano (Italy)