spesa farmaceutica
31 Agosto 2026La Basilicata introduce dal 1° ottobre una compartecipazione di 2,50 euro sulle ricette della farmaceutica convenzionata. Esenzioni per reddito e patologia, monitoraggio semestrale e interventi sull'appropriatezza prescrittiva. Sindacati e opposizioni chiedono il ritiro della misura.

La Giunta regionale della Basilicata ha deciso di introdurre un ticket di 2,50 euro sulle ricette per i farmaci erogati in regime di farmaceutica convenzionata, escluse quelle in esenzione, con l'obiettivo di contenere lo sforamento del relativo tetto di spesa registrato nel 2025. La misura, deliberata il 27 agosto e definita dall'assessore regionale alla Salute, Cosimo Latronico, temporanea e necessaria per mantenere l'equilibrio dei conti sanitari, ha sollevato le proteste di sindacati e opposizioni.
La compartecipazione di 2,50 euro si applica alle ricette della farmaceutica convenzionata e non alle singole confezioni: l'importo resta quindi invariato indipendentemente dal numero di medicinali prescritti sulla stessa ricetta. Il ticket non si applica invece alla distribuzione diretta delle farmacie ospedaliere e, secondo quanto precisato dalla Regione, restano così esclusi i medicinali ad alto costo erogati dalle strutture pubbliche.
È previsto un sistema di esenzioni per reddito, patologia e altre condizioni tutelate. In particolare, la quota viene azzerata per tutti i codici di reddito nazionali e regionali, compresi quelli da E01 a E05, e per i pazienti oncologici, i malati cronici e rari, gli invalidi civili, di guerra, del lavoro e per servizio, le vittime del terrorismo, i cittadini danneggiati da trasfusioni o vaccini obbligatori, gli stranieri già esenti, i detenuti e gli internati. L'esenzione opera automaticamente sulla base della condizione già registrata nel Sistema Tessera Sanitaria, senza ulteriori adempimenti per il cittadino.
Secondo i dati del Sistema Tessera Sanitaria richiamati dalla Regione, su circa 7 milioni di ricette annue in Basilicata il 40% presenta già un codice di esenzione per patologia o reddito. "In pratica chiediamo un aiuto a chi può e a chi ha le risorse, non colpiamo di certo i fragili", ha detto Latronico durante la conferenza stampa di presentazione della misura.
La Regione definisce il ticket una misura temporanea, che sarà sottoposta a monitoraggio e rivalutazione ogni sei mesi per verificarne l'impatto sui consumi. “La misura ha carattere temporaneo – ha sottolineato Latronico – e sarà sottoposta a monitoraggio e rivalutazione semestrale per verificarne l’impatto effettivo sui consumi. Mentre molte regioni sono state costrette a utilizzare la leva fiscale massima a causa dei disavanzi, noi facciamo un intervento mirato di consolidamento per mantenere il nostro primato economico ed evitare piani di rientro. Oggi, infatti, la stabilità dei nostri conti ci permette di procedere speditamente con le procedure occupazionali, tra cui il corso-concorso per 500 infermieri di famiglia e comunità che porterà all’assunzione a tempo indeterminato di ben 260 professionisti già nel corso dell’anno”.
La compartecipazione si inserisce, secondo la Regione, in una strategia più ampia di contenimento della spesa e promozione dell'appropriatezza prescrittiva. Latronico ha riferito che in Basilicata il livello di inappropriatezza raggiunge il 45%. Sul fronte degli interventi, la Regione ha annunciato, insieme ai medici di medicina generale delle province di Potenza e Matera, una campagna di sensibilizzazione sull'uso dei farmaci biosimilari. Parallelamente proseguono le azioni di efficientamento della spesa farmaceutica diretta attraverso acquisti centralizzati a costi inferiori, anche grazie agli accordi di collaborazione strategica con la Regione Piemonte.
Alla base della decisione c'è il superamento nel 2025 del tetto della spesa farmaceutica convenzionata. Secondo quanto riferito dalla Regione, la spesa si è attestata a circa 92 milioni di euro rispetto a un tetto di circa 84 milioni, con uno scostamento da coprire quantificato in circa 7 milioni. Il monitoraggio dell'Agenzia italiana del farmaco (Aifa) richiamato dalla Regione indica uno scostamento dello 0,58% rispetto al tetto programmato.
“Il provvedimento – ha precisato Latronico – non nasce da una scelta arbitraria, ma è un atto dovuto in applicazione della normativa nazionale. Il monitoraggio dell’Agenzia Italiana del Farmaco relativo al 2025 ha infatti rilevato per la Basilicata uno scostamento dello 0,58% rispetto al tetto programmato sulla spesa farmaceutica convenzionata pari a circa 7 milioni di euro”.
Latronico ha inoltre ricordato che “nel 2025 il tetto della farmaceutica convenzionata è stato superato da otto Regioni, Abruzzo, Calabria, Campania, Lombardia, Molise, Puglia, Basilicata e Sardegna e tutte, ad eccezione di quest'ultima, hanno introdotto, già da anni, misure di compartecipazione alla spesa da parte del cittadino”.
La misura ha suscitato le proteste delle organizzazioni sindacali e delle opposizioni in Consiglio regionale. Cgil, Cisl e Uil hanno organizzato un presidio davanti alla sede della Regione in concomitanza con la conferenza stampa dell'assessore, mentre i consiglieri regionali di minoranza hanno chiesto alla Giunta di ritirare la delibera e di portare il confronto in Consiglio regionale prima dell'entrata in vigore della compartecipazione.
Tra i punti contestati ci sono il gettito effettivamente atteso dal ticket, il criterio con cui è stato determinato l'importo di 2,50 euro e la durata del provvedimento. Le opposizioni chiedono in particolare che vengano precisate le condizioni in base alle quali la misura, definita temporanea dalla Regione e sottoposta a rivalutazione semestrale, potrà essere ridotta o eliminata.
Critiche anche sull'utilizzo della compartecipazione come strumento per favorire l'appropriatezza. “Non contestiamo la necessità di governare la spesa farmaceutica e di contrastare sprechi e inappropriatezze – affermano i consiglieri di minoranza –. Contestiamo che, quando il sistema supera i tetti di spesa, la misura immediatamente operativa sia quella che presenta il conto ai cittadini, mentre gli interventi sull’appropriatezza prescrittiva, sui farmaci equivalenti e biosimilari, sugli acquisti e sull’organizzazione vengono ancora indicati come azioni da rafforzare. Il farmaco viene prescritto dal medico, non dal paziente e non si può pensare di governare l’appropriatezza utilizzando il ticket come principale leva sui cittadini”.
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