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Politica e Sanità

01 Settembre 2026

Corruzione in sanità: farmaci, prescrizioni e rapporti con l’industria tra gli ambiti più esposti. Anac aggiorna catalogo rischi

L’Autorità nazionale anticorruzione (Anac) ha approvato il Catalogo dei principali rischi corruttivi e delle misure di prevenzione nel settore sanitario. Tra gli ambiti affrontati prescrizioni di farmaci, rapporti tra professionisti e aziende, informazione scientifica, ricerca biomedica e appalti. Nelle sperimentazioni cliniche il documento richiama espressamente anche il ruolo dei farmacisti.

di Redazione Farmacista33


Corruzione in sanità: farmaci, prescrizioni e rapporti con l’industria tra gli ambiti più esposti. Anac aggiorna catalogo rischi

Le prescrizioni dei farmaci, i rapporti tra industria e professionisti sanitari, la ricerca biomedica e le sperimentazioni, il marketing e la promozione di farmaci e dispositivi sono tra le attività che per l’Autorità nazionale anticorruzione (Anac) sono “particolarmente esposte a fenomeni di maladministration o corruzione”. Su questi e altri ambiti si concentra il nuovo Catalogo dei rischi corruttivi e delle misure di prevenzione nel settore sanitario, approvato con la delibera n. 318 del 29 luglio 2026, che individua i principali rischi e suggerisce le misure per mitigarli. Aziende ed enti del Servizio sanitario nazionale possono fare riferimento al Catalogo per predisporre e aggiornare la sottosezione “Rischi corruttivi e trasparenza” dei Piani integrati di attività e organizzazione (Piao).

Il Catalogo, spiega Anac, riprende e integra le indicazioni contenute negli approfondimenti dedicati alla sanità dell’Aggiornamento 2015 al Piano nazionale anticorruzione (Pna) e del Pna 2016, che, per quanto riguarda rischi e misure affrontati nel nuovo documento, “sono da intendersi integralmente sostituiti e superati”.

Prescrizioni di farmaci, reportistica per individuare le anomalie

Nell’area relativa alla regolamentazione del sistema sanitario, Anac prende in considerazione i meccanismi di autorizzazione, selezione e accreditamento di prodotti, strutture e professionisti e i processi di selezione dei prodotti da inserire nei prontuari, nei listini o nei cataloghi utilizzati dalle strutture sanitarie.
Tra i rischi viene indicato l’“abuso di autonomia professionale da parte del medico al fine di favorire la scelta di una determinata prestazione e l’utilizzo di specifici prodotti sulla base di ricompense o sollecitazioni esterne”.

Tra le misure indicate dall’Autorità rientra l’incremento dell’interoperabilità dei sistemi informativi, “al fine di rendere più immediata la correlazione tra prescrizioni, percorsi clinici e fabbisogni assistenziali”. Il Catalogo prevede inoltre una reportistica annuale quantitativa sulle prescrizioni di farmaci in ambito extraospedaliero, basata su dati che consentano “di correlare il farmaco prescritto con il medico prescrittore”, per individuare eventuali anomalie prescrittive.

A questa misura si affianca una relazione annuale destinata al Dipartimento competente dell’Asl, con le circostanze che giustificano le eventuali prescrizioni inappropriate emerse dalla reportistica e le misure correttive adottate. Anac indica inoltre il “rigoroso rispetto del regolamento aziendale relativo alle modalità di accesso e ai rapporti tra il dipartimento farmaceutico, gli informatori scientifici e le aziende farmaceutiche o di dispositivi medici” e la pianificazione di controlli amministrativi sulle prescrizioni.

Marketing dei farmaci e rapporti con l’industria

Un capitolo specifico è dedicato al marketing e alla promozione di farmaci, dispositivi e altre tecnologie sanitarie. Anac richiama i rischi che riguardano “le fasi di preparazione, dispensazione, approvvigionamento, somministrazione e smaltimento dei farmaci” e quelli legati alle attività di marketing e promozione. Tra questi indica l’“indebito condizionamento dei medici nella prescrizione di farmaci o nella scelta di dispositivi medici”, attraverso regali, finanziamenti per convegni, consulenze fittizie o sponsorizzazioni di viaggi, e l’abuso dell’autonomia professionale nella prescrizione. Sono inoltre richiamate la pubblicità informativa di farmaci o dispositivi non trasparente, rigorosa e basata su conoscenze scientifiche e la diffusione di informazioni ingannevoli.

Tra le misure, il Catalogo indica una reportistica per individuare anomalie prescrittive attraverso l’associazione farmaco-prescrittore e farmaco-paziente, la pubblicazione dei rapporti tra aziende e organizzazioni sanitarie, regole specifiche per consulenze, sponsorizzazioni e omaggi e la pubblicazione nel Registro “Sanità trasparente” dei trasferimenti di valore tra aziende e professionisti sanitari.

Anac prevede inoltre una “formazione periodica obbligatoria sui rischi corruttivi nei rapporti con gli informatori scientifici” e il “tracciamento degli incontri tra medici e informatori scientifici”, anche con strumenti automatizzati. Tra le misure figurano anche la segnalazione all’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) delle pubblicità scorrette o ingannevoli e attività ispettive a campione sulla trasparenza e correttezza dell’informazione scientifica e dell’attività promozionale nell’ambito di convegni e congressi.

Ricerca biomedica e sperimentazioni cliniche, il riferimento ai farmacisti

Il Catalogo dedica un capitolo alla ricerca biomedica e alla sperimentazione clinica, definite un settore “particolarmente esposto a rischi corruttivi” anche per il valore economico delle sperimentazioni, gli stretti rapporti tra settore pubblico e privato e i conflitti di interesse connessi al finanziamento della ricerca.
In questo ambito Anac richiama espressamente anche i farmacisti. Secondo il documento, “medici e farmacisti possono essere corrotti (o indotti con vantaggi) per favorire la prescrizione o la diffusione di un determinato farmaco oggetto di sperimentazione, influenzando la pratica clinica”.

Nella parte dedicata ai rapporti tra industria farmaceutica o dei dispositivi medici e ricercatori e medici, tra i rischi vengono indicati finanziamenti “occulti o indebiti”, pagamenti per “consulenze”, partecipazioni ad advisory board o conferenze che possono fungere da incentivo indiretto alla prescrizione di farmaci o all’utilizzo di specifici dispositivi, “ghost writing” e favoritismi negli esiti della ricerca a vantaggio dei prodotti dell’industria.
Tra le misure Anac indica dichiarazioni annuali sull’assenza di conflitti di interesse, comprendenti anche eventuali interessi finanziari, consulenze, sponsorizzazioni per convegni, borse di studio e partecipazioni a comitati scientifici, oltre alla condivisione dei dati grezzi delle sperimentazioni e alla trasparenza sui trasferimenti di valore.

Un ulteriore riferimento esplicito ai farmacisti compare nella gestione dei pazienti coinvolti nei trial. Il Catalogo prevede la sottoscrizione, da parte di “tutti i membri del team di ricerca (investigatori, coordinatori, farmacisti)”, di dichiarazioni di assenza di conflitti di interesse, “in particolare con lo sponsor del Trial”. Tra le altre misure sono indicate tracciabilità dei pagamenti, trasparenza nel reclutamento, audit periodici, digitalizzazione e tracciabilità dei dati e formazione continua su etica e anticorruzione. È prevista anche, “ove possibile”, la rotazione dei sanitari e tecnici coinvolti nella stesura dei capitolati, nella selezione dei pazienti o nella gestione dei farmaci sperimentali, “per prevenire relazioni troppo strette con lo sponsor”.

Appalti sanitari, fabbisogni e infungibilità

Nell’area degli appalti sanitari, il Catalogo prende in esame, tra gli altri aspetti, la programmazione e la definizione dei fabbisogni. Per il rischio di acquisti non necessari Anac indica procedure tracciate per la rilevazione dei fabbisogni, criteri per stabilirne le priorità e la “tracciabilità dei percorsi dalla fase dello stoccaggio a quella della somministrazione/consumo”. La pianificazione degli approvvigionamenti deve inoltre tenere conto dei dati disponibili per evitare sovradimensionamenti e sprechi o il ricorso a procedure in deroga dovute a una programmazione inadeguata.

Una specifica sezione riguarda le valutazioni di infungibilità di beni e servizi. Il rischio individuato è che “funzionari pubblici o professionisti sanitari dichiarano l’infungibilità di beni e servizi fungibili al fine di ricorrere a procedure di acquisizione in deroga con un unico operatore economico”. Tra le misure vengono indicate un’accurata motivazione dell’infungibilità, la verifica dei presupposti per la deroga alle procedure ordinarie e la verifica dei prezzi di riferimento dei beni e servizi a maggiore impatto.

Fonte

https://www.anticorruzione.it/-/news.24.08.2026.catalogo.anac.sanita 

TAG: SANITà PUBBLICA

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