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04 Settembre 2026

Ticket su ricette in Basilicata: le ragioni della misura e il criterio di equità sociale

La Basilicata ha introdottp il ticket sulla ricetta farmaceutica convenzionata, con un tetto massimo di 2,50 euro indipendentemente dal numero di confezioni. Esclusi distribuzione diretta e pazienti esenti. La misura sarà monitorata ogni sei mesi.

di Redazione Farmacista33


Ticket su ricette in Basilicata: le ragioni della misura e il criterio di equità sociale

Il ticket sui farmaci introdotto in Basilicata è un “passo obbligato” ma strutturato con equità perché interessa esclusivamente la ricetta farmaceutica convenzionata e non la singola confezione di farmaco. Questo, oltre a differenziare la Basilicata da tutte le altre realtà regionali, tutela i pazienti politrattati. A dare alcuni chiarimenti sulla scelta della regione è l’assessore alla Salute e Politiche della Persona, Cosimo Latronico, che in una nota stampa illustra i dettagli della deliberazione della Giunta regionale numero 544.

Ticket passo obbligato: i dati della spesa farmaceutica convenzionata

L’assessore spiega che il monitoraggio dell’Aifa sull’esercizio 2025 “ha rilevato per la Basilicata un’incidenza della spesa farmaceutica convenzionata pari al 7,38% del Fondo Sanitario Regionale, a fronte di un tetto programmato del 6,80%. Uno scostamento in valore assoluto di circa 7 milioni di euro che, per legge nazionale, impone alle Regioni l’adozione di misure di contenimento”.
“Non agire – sottolinea Latronico - avrebbe comportato la perdita automatica dell’accesso al finanziamento integrativo a carico dello Stato, un danno economico enorme che avrebbe paralizzato i servizi sanitari regionali”.

Nel 2025 il tetto della spesa farmaceutica convenzionata è stato superato da ben otto regioni, e in tutte, tranne la Sardegna, avevano già introdotto da anni misure di compartecipazione alla spesa. “Questo – sottolinea l’assessore - è già un dato che dimostra quanto la nostra regione abbia resistito nel tempo per non gravare sui cittadini. La Basilicata non ha introdotto alcuna quota di compartecipazione fino a quando è stato normativamente possibile, inserendosi in un macro contesto in cui la stragrande maggioranza delle regioni italiane applica già forme di ticket sulla farmaceutica”.

Distribuzione diretta esclusa dalla misura

L’Assessore chiarisce inoltre che “lo sforamento e il conseguente ticket riguardano esclusivamente la spesa convenzionata, ovvero i farmaci prescritti dai medici di base e ritirati dai cittadini nelle farmacie territoriali. Al contrario, la distribuzione diretta, che avviene direttamente attraverso le strutture sanitarie pubbliche e gli ospedali, è stata volutamente e totalmente esclusa dal provvedimento. Questo canale intercetta infatti i medicinali ad alto costo necessari per le patologie di maggiore gravità, i percorsi oncologici e le terapie salvavita continuative. Tassare la diretta avrebbe significato colpire i malati gravi nel momento del bisogno assistenziale più acuto, cosa che abbiamo fermamente evitato”.

Ticket sulla ricetta non sulle confezioni di farmaci

Latronico precisa che pur facendo “questo passo obbligato” la Basilicata si differenzia dalle altre Regioni perché è “l’unica ad aver introdotto esclusivamente una quota per ricetta e non per confezione di farmaco. Questo significa che l’onere massimo per prescrizione resta bloccato a 2,50 euro, a prescindere dal numero di scatole di medicinali inserite nella ricetta. Si tratta di una misura esplicitamente studiata per tutelare i pazienti politrattati, che altrimenti, come altre regioni, avrebbero subito un insostenibile effetto moltiplicativo sui costi”.
Inoltre il perimetro delle esclusioni è totale e cumulativo, coprendo integralmente la vulnerabilità sanitaria, economica e sociale. L’ esenzione è assoluta per patologie croniche, invalidanti, malattie rare, terapia del dolore cronico, invalidi civili, di guerra, del lavoro e di servizio. Nessuna quota per i cittadini sotto le soglie di reddito previste (codici E01-E05), disoccupati, titolari di assegno sociale o pensione al minimo, nonché vittime del terrorismo, detenuti e stranieri esenti. Di fatto “circa il 40% delle ricette regionali complessive resterà totalmente esente da qualsiasi pagamento”, rassicura Latronico.

Previsto monitoraggio semestrale

Latronico inquadra infine l’introduzione del ticket nella scelta della Giunta di non intervenire sull’addizionale regionale IRPEF, mantenuta all’aliquota unica dell’1,23%, il minimo previsto dalla normativa nazionale per tutti gli scaglioni di reddito. “Abbiamo preferito non attivare una leva fiscale generalizzata che avrebbe colpito indiscriminatamente tutti i lavoratori, scegliendo invece una misura selettiva e monitorata sul consumo farmaceutico occasionale”, afferma l’assessore.

Una scelta che, secondo Latronico, si differenzia da quella adottata da Molise e Puglia, dove nel 2026 sono state aumentate le aliquote IRPEF per far fronte ai disavanzi della spesa sanitaria. L’applicazione della misura sarà sottoposta a monitoraggio ogni sei mesi attraverso i dati del Sistema Tessera Sanitaria, “per valutarne l’impatto reale ed essere pronti a una rivalutazione immediata qualora le condizioni di bilancio lo permettano”.

Fonte

https://www.regione.basilicata.it/ticket-applicato-massimo-criterio-di-equita-sociale/

ph.cr.magnific

TAG: TICKET FARMACI, SPESA FARMACEUTICA, BASILICATA

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