Manovra 2027
06 Ottobre 2026Le previsioni indicano una spesa sanitaria di circa 151,7 miliardi nel 2027, ma un’incidenza sul Pil al 6,3%. In attesa della manovra, Anelli chiede un piano straordinario per valorizzare i professionisti e contrastare la fuga dal servizio pubblico.

La spesa sanitaria è prevista in crescita nei prossimi anni, ma resta da definire l’entità delle risorse aggiuntive che saranno destinate al Servizio sanitario nazionale (Ssn) con la prossima legge di Bilancio. Il Documento programmatico di finanza pubblica (Dpfp) 2026 indica per il 2027 una spesa di circa 151,7 miliardi di euro, con un’incidenza sul Prodotto interno lordo (Pil) che passa dal 6,4% del 2026 al 6,3%.
Il quadro a legislazione vigente contenuto nel Dpfp prevede una spesa sanitaria di 148,8 miliardi nel 2026, che sale a circa 151,7 miliardi nel 2027, 155,6 miliardi nel 2028 e poco più di 160 miliardi nel 2029. Il rapporto con il Pil è invece previsto al 6,3% per tutto il triennio 2027-2029.
La diminuzione dell’incidenza rispetto al 2026 non corrisponde quindi a una riduzione della spesa in valore assoluto, ma a un diverso andamento rispetto alla ricchezza prodotta dal Paese. Queste cifre descrivono inoltre la previsione di spesa sulla base delle norme vigenti: non rappresentano nuovi stanziamenti della prossima manovra, né coincidono con il finanziamento del Fondo sanitario nazionale.
Nel dibattito sulla manovra interviene il presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri (Fnomceo), Filippo Anelli, che chiede di dare priorità alla valorizzazione dei professionisti sanitari.
Sulle risorse da destinare al settore, Anelli considera positivo l’intervento del ministro della Salute, Orazio Schillaci, che “ha chiesto 6 miliardi e mezzo per il settore”. Una richiesta il cui esito resta da definire con la legge di Bilancio. Per Anelli , la destinazione delle risorse deve partire dal personale. “La priorità assoluta rimane quella dei professionisti. Abbiamo bisogno, oggi più che mai, di un piano straordinario di valorizzazione delle professioni sanitarie, dei medici e degli infermieri in particolare, perché senza questo non si risolvono i problemi delle liste d'attesa, non si risolvono i problemi dell'attrattività per bloccare la fuga dal sistema pubblico. Se vogliamo conservare un servizio sanitario universalistico dobbiamo partire dai professionisti”, dichiara all’Adnkronos Salute.
Anelli richiama le difficoltà di accesso alle prestazioni e la rinuncia alle cure, sottolineando che “non siamo più in una situazione di allarme: siamo già in una situazione di criticità”. Nel suo intervento riconosce anche le richieste delle Regioni, che sollecitano maggiori risorse per sostenere l’aumento dei costi, ma ribadisce la centralità degli interventi sul personale.
A sostegno della richiesta cita un recente studio dell’Anaao sulla fuga dagli ospedali, riferendo che il numero delle dimissioni ha superato quello dei pensionamenti. “Questo significa che il sistema non regge più: la gente va via, i carichi di lavoro sono sempre più pesanti, la burocrazia opprime. Quindi per molti è meglio lavorare fuori dal Ssn, lavorare in libera professione”.
Il piano straordinario, conclude Anelli, è una richiesta avanzata dal 2021: “Oggi credo che questo diventi assolutamente indispensabile se vogliamo mantenere un sistema sanitario universalistico”.
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