Farmacologia
07 Ottobre 2026La Società italiana di farmacologia chiede che nell’aggiornamento dei Livelli essenziali di assistenza vengano inclusi anche i test farmacogenetici, utili a personalizzare le terapie

Garantire a tutti i pazienti l’accesso agli esami che aiutano a scegliere e utilizzare i farmaci in sicurezza e riconoscere la consulenza farmacologica clinica tra le prestazioni del Servizio Sanitario Nazionale. Queste le richieste della Società italiana di farmacologia sull’aggiornamento dei Livelli essenziali di assistenza.
La personalizzazione delle terapie è un caposaldo della medicina moderna, eppure, secondo la Sif, questo principio non trova ancora pieno riconoscimento nei nuovi Lea. Restano, infatti, lacune importanti nell’accesso ai test farmacogenetici, che permettono di capire come le caratteristiche genetiche di una persona possano influenzare la risposta ai farmaci e di orientare il trattamento in base alle esigenze individuali.
“Questi esami possono aiutarci a personalizzare le terapie e a ridurre il rischio di effetti indesiderati anche molto gravi. È necessario che le indicazioni per utilizzare i farmaci in sicurezza trovino una risposta coerente nelle prestazioni garantite dal Servizio sanitario nazionale”, spiega Erika Cecchin, responsabile della Sosd di Farmacologia sperimentale e clinica del Centro di riferimento oncologico, Irccs, di Aviano.
Tra le criticità segnalate vi sono gli esami utilizzati prima di alcune chemioterapie per individuare pazienti a maggior rischio di tossicità grave e quelli previsti prima dell’impiego di alcuni farmaci contro l’Hiv. La Sif chiede che sia esplicitamente riconosciuto il loro utilizzo per guidare le terapie, con regole di accesso chiare e uniformi.
“La possibilità di accedere a un esame utile per la sicurezza di una terapia non dovrebbe dipendere dal territorio in cui si vive. Servono percorsi omogenei, che consentano di utilizzare i risultati dei test per orientare le scelte terapeutiche e proteggere i pazienti”, sottolinea Valeria Conti, associata di Farmacologia e direttrice della Uos di Farmacogenetica dell’Aou San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona di Salerno.
La Sif chiede, in definitiva, di ampliare l’accesso ai test di comprovata utilità clinica e introdurre una prestazione specifica di consulenza farmacologica clinica per garantire condizioni omogenee su tutto il territorio nazionale.
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