Vaccinazioni
09 Ottobre 2026Approvato in Veneto lo schema di accordo regionale che affianca ad antinfluenzale e anti-Covid tre nuove vaccinazioni, con destinatari specifici e un corso aggiuntivo obbligatorio di quattro ore per i farmacisti. Per l’encefalite da zecca l’offerta è limitata al territorio dell’Ulss 1 Dolomiti. Definiti anche i compensi per le somministrazioni.

Le farmacie del Veneto potranno ampliare l’offerta vaccinale ai richiami contro difterite, tetano e pertosse, alla vaccinazione antipneumococcica per specifiche fasce di età e a quella contro l’encefalite da zecca nel territorio dell’Ulss 1 Dolomiti. La Giunta regionale, con la delibera n. 1058 del 1° ottobre 2026, pubblicata nel Bollettino ufficiale del 6 ottobre, ha approvato lo schema di Accordo integrativo regionale, definendo destinatari, formazione e remunerazione delle prestazioni nelle farmacie pubbliche e private convenzionate. Le nuove vaccinazioni si affiancano a quelle antinfluenzali e anti-Covid, già consolidate nella rete delle farmacie venete. L’accordo avrà durata fino al 30 giugno 2029,
La delibera raccoglier l'indicazione sulla possibilità di somministrare in farmacia i vaccini individuati dal Piano nazionale di prevenzione vaccinale. La scelta delle vaccinazioni e delle popolazioni destinatarie resta inserita nella programmazione regionale, in relazione alle esigenze epidemiologiche e organizzative del territorio.
Nello specifico, per la vaccinazione contro difterite, tetano e pertosse (dTpa), l’offerta in farmacia riguarda i cittadini di almeno 18 anni già immunizzati con il ciclo primario e che necessitano di un richiamo secondo il Piano nazionale di prevenzione vaccinale.
La vaccinazione antipneumococcica con vaccino coniugato è invece rivolta ai soggetti che, nel corso dell’anno solare, compiono dai 66 ai 70 anni, non già immunizzati e già invitati attivamente alla vaccinazione dall’Azienda Ulss competente.
Per l’encefalite da zecca (Tbe), la possibilità di somministrazione è circoscritta al territorio dell’Ulss 1 Dolomiti, dove la Regione identifica un rischio epidemiologico tale da giustificare una campagna di sanità pubblica. In farmacia potranno essere vaccinati i maggiorenni già immunizzati con il ciclo primario che devono effettuare un richiamo, oppure coloro che hanno già ricevuto le prime due dosi e devono completare il ciclo primario con la terza, nel rispetto delle tempistiche previste.
Per l’antinfluenzale, l’offerta a carico del Servizio sanitario nazionale riguarda tutti i soggetti di almeno 60 anni e quelli tra 12 e 59 anni individuati dalla circolare ministeriale relativa alla campagna. Nella stessa fascia 12-59 anni è prevista anche la somministrazione a pagamento per chi non ha diritto alla gratuità. L’anti-Covid è rivolto alla popolazione destinataria di almeno 12 anni, secondo le indicazioni statali e regionali.
Per somministrare i tre nuovi vaccini non stagionali, i farmacisti dovranno frequentare preventivamente un corso obbligatorio di formazione a distanza di quattro ore, accreditato per l’Educazione continua in medicina. Il percorso si aggiunge alla formazione obbligatoria organizzata dall’Istituto superiore di sanità prevista dalla normativa nazionale.
L’organizzazione e l’erogazione del corso, negli ultimi mesi del 2026, sono affidate alla Fondazione Scuola di Sanità Pubblica, in collaborazione con la Direzione regionale competente in materia di prevenzione. La formazione riguarderà le specificità dell’offerta veneta, i cicli vaccinali, la gestione e il corretto impiego dei vaccini, per garantire sicurezza e qualità del servizio e favorire il raccordo con i servizi vaccinali regionali.
La delibera definisce anche le condizioni che escludono la somministrazione in farmacia. Non possono essere vaccinati i soggetti con una precedente reazione allergica o anafilattica a una vaccinazione o ad altre sostanze, come farmaci o alimenti. Sono inoltre escluse le persone con condizioni di immunocompromissione legate a terapie o situazioni cliniche, con un’eccezione per le vaccinazioni antinfluenzale e anti-Covid, che possono essere erogate in farmacia anche in queste condizioni.
Il triage prevaccinale deve inoltre rilevare eventuali controindicazioni o precauzioni definite dall’Istituto superiore di sanità. Tra queste è incluso lo stato di gravidanza, anche presunto, con l’eccezione della vaccinazione antinfluenzale, somministrabile in farmacia anche alle donne in gravidanza.
Per ciascuna somministrazione a carico del Servizio sanitario nazionale, il provvedimento prevede un compenso di 7,50 euro per l’antinfluenzale, 10,66 euro per l’anti-Covid e 8,16 euro per ciascuno dei tre nuovi vaccini: dTpa, antipneumococcico coniugato e anti-TBE.
Gli importi tengono conto del compenso di 6,16 euro per l’atto professionale stabilito dal Protocollo nazionale del 28 luglio 2022, del percorso formativo obbligatorio, della gestione del vaccino e delle spese sostenute dalle farmacie, compresi gli oneri della distribuzione intermedia. Per l’antinfluenzale somministrato ai cittadini senza diritto alla gratuità, il costo a carico dell’utente comprende invece 6,16 euro per l’inoculo più il prezzo al pubblico del vaccino.
La gestione dei vaccini, inclusa la distribuzione, è affidata ad Azienda Zero, attraverso l’Unità operativa complessa Logistica. Ad Azienda Zero compete anche la gestione delle funzionalità informatiche per registrare le somministrazioni nel Sistema informativo dell’Anagrafe vaccinale regionale. Le attività trovano copertura nelle risorse vincolate dalla legge di Bilancio 2026 per i servizi erogati dalle farmacie. Nel confronto sullo schema regionale, Federfarma Veneto ha formalizzato il proprio parere favorevole il 17 settembre, mentre Assofarm non ha rappresentato obiezioni.
Fonte
https://bur.regione.veneto.it/BurvServices/pubblica/DettaglioDGR.aspx?id=593167
ph.cr.magnific
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