Menopausa, farmaco non ormonale riduce sintomi: i primi risultati dei test clinici
È in sperimentazione un farmaco orale non ormonale che dimostra di ridurre vampate di calore ed episodi di sudorazione notturna nelle donne in menopausa
In un ampio studio in fase avanzata pubblicato sul Lancet, una pillola sperimentale non ormonale ha ridotto con successo vampate di calore ed episodi di sudorazione notturna nelle donne in menopausa. Il farmaco, sviluppato in Giappone, è progettato per bloccare una sostanza chimica che modula l'attività delle cellule nervose nella parte del cervello che regola la temperatura corporea. Al momento è all'esame delle autorità di regolamentazione negli Stati Uniti, in Europa e in Australia e, in particolare, la decisione della Food and Drug Administration è prevista per maggio.
Meno vampate di calore e sudorazione notturna
In sintesi, lo studio ha arruolato, in più di 97 ospedali negli Stati Uniti, Canada ed Europa, 527 donne prevalentemente bianche di età compresa tra i 40 e i 65 anni, con una media di sette o più effetti indesiderati da menopausa, gravi o moderati, al giorno. Le pazienti sono state poi assegnate in modo casuale a ricevere 30 o 45 mg del farmaco o un placebo al giorno per 12 settimane. Entrambe le dosi hanno prodotto miglioramenti significativi nella frequenza e nella gravità delle vampate di calore e degli episodi di eccessive sudorazioni notturne rispetto al placebo, con effetti positivi osservati già nella prima settimana. Dopo 12 settimane, i due gruppi di trattamento hanno continuato ad assumere il farmaco ogni giorno per altre 40 settimane. I ricercatori hanno dichiarato che i miglioramenti iniziali sono stati mantenuti per tutto il periodo di studio, esattamente 52 settimane. I risultati dello studio hanno aggiunto prove che questi farmaci della classe dei fezolinetanti, noti come antagonisti del recettore NK3R, forniranno un probabile approccio sicuro ed efficace al trattamento dei sintomi della menopausa nella futura pratica clinica, senza la necessità di esposizione agli estrogeni. I ricercatori fanno però notare che uno studio simile, svolto però in Asia, non ha mostrato gli stessi livelli di efficacia osservati in americani ed europei prevalentemente di razza bianca, per cui non è chiaro se i risultati potranno essere gli stessi per tutta la popolazione globale.
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A cura di Redazione Farmacista33
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