Politica e Sanità
15 Novembre 2011Lesperienza del sistema di farmacovigilanza statunitense mostra come il fenomeno sia in aumento, e non per quanto riguarda farmaci poi ritirati dal mercato. Una conferma del fatto che luso del farmaco, e la sua dispensazione, richiedono una disciplina che poco ha a che fare con le logiche commerciali
In soli 7 anni negli Usa sono quasi triplicati gli eventi avversi legati all''assunzione di farmaci, così come le morti correlate. A fare i conti è uno studio statunitense pubblicato sugli Archives of Internal Medicine, condotto da Thomas J. Moore e colleghi dell''Institute for Safe Medication Practices di Huntingdon Valley, Pennsylvania, analizzando le segnalazioni volontarie pervenute dal 1998 al 2005 alla Food and Drug Administration (FDA) e inserite nel database ''AERS'' (Adverse Event Reporting System). Nel periodo in esame, i gravi eventi avversi associati all''assunzione di medicinali (morti, malformazioni alla nascita, disabilità, ricoveri in ospedale o necessità di interventi salvavita o preventivi) sono stati in tutto 467.809. Il numero di casi registrati ogni anno è cresciuto di 2,6 volte, dai 34.966 del 1998 agli 89.842 del 2005. E il numero di episodi mortali è lievitato di 2,7 volte, da
"Complessivamente - spiegano gli autori - l''aumento relativo degli effetti avversi è stato 4 volte più veloce dell''incremento nel numero di prescrizioni, passate dal 1998 al 2005 da
Che dire? Nella patria delle liberalizzazioni si chiede un maggior controllo sulla dispensazione e la presctizione dei farmaci, non certo per tutelare monopoli (che non esistono) ma per tutelare la salute dei cittadini.
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