Formazione
28 Luglio 2022
Fin dall'inizio del 2022, sia i medici di famiglia sia i farmacisti territoriali chiedono che i farmaci anti-Covid siano più accessibili all'utenza. A febbraio, viene approvato alla Camera un ordine del giorno a firma di Andrea Mandelli, deputato e Presidente Fofi per la dispensazione di antivirali orali in farmacia. Con il protocollo tra Ministero della Salute, Aifa e rappresentanti della distribuzione consente di dispensare sul territorio, la combinazione antivirale a somministrazione orale nirmatrelvir/ritonavir (Paxlovid)®: inizialmente le farmacie lo reperiscono ad opera del Commissario per l'emergenza Covid-19; da giugno si trova nei centri indicati dalle regioni.
Il ruolo della farmacia di comunità e competenze dei farmacisti
Le farmacie di comunità possono distribuire l'antivirale solo per conto e tale attività, in via eccezionale, è gratuita almeno fino al 31 dicembre 2022, data di scadenza del protocollo. Il farmacista è tenuto a conoscere proprietà del farmaco, indicazioni terapeutiche e tipologia di pazienti cui Paxlovid è destinato, effetti collaterali e controindicazioni. Nel protocollo è scritto che farmacisti e distributori intermedi "si impegnano a garantire le condizioni di conservazione, distribuzione e dispensazione in coerenza con le caratteristiche del farmaco". Infine, i farmacisti territoriali devono garantire un circuito virtuoso di informazioni tra operatori sanitari.
Negli allegati tecnici, si specifica che Paxlovid è confezionato in scatole da 5 blister. Ogni blister equivale ad una dose giornaliera, per un totale di 30 compresse. La dose raccomandata è 2 compresse di nirmatrelvir (rosa) più una compressa di ritonavir (bianca) due volte al giorno, mattina e sera. Le 3 compresse vanno assunte ogni volta contemporaneamente. Un ciclo di trattamento dura 5 giorni. Se il paziente dimentica una dose entro 8 ore dall'orario di assunzione abituale, deve assumerla prima possibile. Superate le 8 ore, il paziente deve "saltare" la dose dimenticata ed assumere la successiva all'orario previsto.
Fino a 34 giorni dall'ultima dose di medicinale si segnalano come effetti avversi comuni: alterazione del gusto, diarrea e vomito. Nell'elenco dei principi attivi che possono potenziare l'effetto dell'antivirale inducendo reazioni avverse, o al contrario ridurne l'attività, ci sono benzodiazepine, anticonvulsivanti, antibiotici (rifampicina) antigottosi, antistaminici, antipsicotici/neurolettici, antiemicranici, antianginosi (ranolazina) analgesici, alfuzosina, iperico, cisapride, inibitori PDE5.
Pazienti specifici - Alcune regioni grazie alla farmacia vengono incontro a specifiche categorie di pazienti. Da maggio 2022 in Emilia-Romagna, per pazienti con compromissione renale moderata, le farmacie sconfezionano il farmaco su prescrizione medica e secondo le indicazioni del piano terapeutico in modo che sia assunta solo una compressa di nirmatrelvir con quella di ritonavir. Sotto 30 mL/min di eGFR l'antivirale non va somministrato. Meglio evitarlo anche in gravidanza e nelle donne in età fertile che non utilizzano contraccettivi. L'allattamento al seno va interrotto durante la terapia.
Articolo tratto dallo Speciale antivirali contro il Covid
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