Formazione
18 Novembre 2022I pazienti affetti da disturbi cardiovascolari (cardi vascular diseases - CVD) o che presentano fattori di rischio cardiovascolari rappresentano una percentuale significativa dei pazienti che si presentano dal medico di base.
Per alleviare il dolore muscoloscheletrico in questi pazienti, l'American Heart Association consiglia una gestione terapeutica a più step partendo dall'uso di analgesici che presentano il minor rischio di eventi avversi cardiovascolari associati, come paracetamolo o acido acetilsalicilico, alla più bassa dose efficace. In particolare, il paracetamolo è il più indicato, rispetto ai FANS, per i pazienti a rischio di sanguinamento gastrointestinale ed è preferibile per i pazienti in politerapia per i minori rischi di interazioni farmacologiche. (1)
Sebbene alcuni studi osservazionali abbiano associato l'uso di paracetamolo a valori elevati di pressione sanguigna, non esistono prove effettive sull'effetto ipertensivo dell'uso non continuativo di paracetamolo. L'apparente associazione tra uso di paracetamolo e innalzamento pressorio potrebbe essere dovuta alla presenza di sali di sodio nelle formulazioni solubili; pertanto, gli operatori sanitari dovrebbero consigliare ai pazienti ipertesi di utilizzare formulazioni del farmaco prive di sodio. (1)
Uno studio di coorte retrospettivo di adulti con ipertensione e in trattamento con FANS ha dimostrato un aumento di 2 mmHg della pressione sistolica a 1 anno rispetto ai pazienti in terapia con paracetamolo, a parità di valori di pressione al basale, età e comorbidità cardiometaboliche. (1)
Oltre ad aumentare la pressione arteriosa e il rischio di gravi eventi cardiovascolari, sia negli individui normotesi che ipertesi, i FANS interferiscono direttamente con l'azione di molti agenti antipertensivi e diuretici. (1)
Anche la relazione tra uso di paracetamolo e rischio di eventi cardiovascolari, o ictus è stata smentita da uno studio inglese che ha seguito 10.878 pazienti ipertesi esposti a paracetamolo con un follow-up do 10 anni. In un recente studio di coorte su pazienti fragili residenti in case di cura, affetti da diverse comorbidità e per questo politrattati, l'uso del paracetamolo non ha modificato la mortalità per eventi cardiovascolari. (1)
In conclusione, le evidenze oggi disponibili non indicano un'associazione tra uso episodico di paracetamolo alle dosi raccomandate e qualsiasi rischio aggiuntivo di eventi cardiovascolari maggiori.
Il paracetamolo può, quindi, essere considerato l'analgesico di prima scelta per il dolore acuto da lieve a moderato nella maggior parte delle persone con fattori di rischio cardiovascolari,, in particolare quelle soggette a sanguinamento gastrointestinale correlato ai FANS. (1)
Bibliografia
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