Farmacia
21 Ottobre 2023 Si è conclusa a Roma decima edizione di FarmacistaPiù. D’Ambrosio Lettieri: una alleanza tra le professioni e con i cittadini

Grande soddisfazione per l’apprezzamento che i massimi vertici della sanità pubblica hanno espresso per la farmacia italiana e consapevolezza che la farmacia dei servizi è ormai un fatto compiuto e che nuove sfide attendono la categoria. Si chiude a Roma la decima edizione di FarmacistaPiù, con le parole dei presidenti di Fofi, Federfarma, Fondazione Cannavò e Utifar, che con Edra hanno contribuito a organizzare il congresso dei farmacisti italiani.
Associazioni e ordini nella stessa direzione
Luigi D’Ambrosio Lettieri, presidente della Fondazione Cannavò e del comitato scientifico di FarmacistaPiù, sottolinea come i lavori del congresso siano stati il frutto di una «alleanza proficua tra gli organismi di categoria. Una comunità professionale rappresentata dalle numerose associazioni che hanno organizzato decine di convegni, cui hanno partecipato, complessivamente, 150 relatori. Ma c’è anche l’alleanza con le istituzioni e con i cittadini, nostra prima fonte di legittimazione. Un ulteriore sviluppo del sistema farmacia deve partire dal basso, la stagione dell’innovazione e del cambiamento già avviata da tempo deve proseguire in questa direzione».
L’idea embrionale della farmacia dei servizi, ricorda Andrea Mandelli, presidente della Fofi e del congresso, «è nata nel 2005. In quell’anno difficile ci siamo inventati un progetto che poi è diventato realtà. Oggi invece la situazione è stabile, la dirigenza è unita e impegnata verso nuovi obiettivi, a volte faticosi ma sempre perseguiti con entusiasmo» Il presidente di Federfarma Marco Cossolo evidenzia come le parole del ministro Schillaci, del sottosegretario Gemmato e del presidente di Agenas Mantoan, siano state di grande apprezzamento verso la categoria: «La cosa mi ha fatto molto piacere, perché quando ho iniziato a occuparmi di Federfarma nazionale la situazione era ben diversa. La farmacia dei servizi c’è e va arricchita, magari ampliando la gamma delle vaccinazioni, ma ora bisogna fare altro: comunque vada a finire la questione delle case di comunità la farmacia sarà sempre più un presidio territoriale fondamentale. Questa è la sfida, la categoria ci ha seguito negli anni duri della pandemia ma adesso va coinvolta anche la parte di essa finora meno sensibile a questi temi». Gli fa eco, in chiusura, Eugenio Leopardi, presidente di Utifar: «Dobbiamo saper comunicare ai colleghi la nuova figura di farmacia emersa in questi giorni di dibattito, affinché tutta la categoria sia partecipe delle nuove evoluzioni».
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