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06 Marzo 2024

Benefit dipendenti e welfare aziendale: nuovi requisiti di accesso. Alcuni esempi e modalità operative

Nell’ultimo periodo i fringe benefit sono stati interessati da diversi interventi da parte del legislatore che ne hanno modificato la soglia di esenzione fiscale e ampliato la platea di beni e servizi – da ultimo con la Manovra 2024. Ecco le novità

di Francesca Giani


Benefit dipendenti e welfare aziendale: nuovi requisiti di accesso. Alcuni esempi e modalità operative

I fringe benefit sono da qualche tempo oggetto di attenzione, quali strumenti per sostenere il potere d'acquisto dei lavoratori e, al contempo, come leva per i datori di lavoro. Nell’ultimo periodo sono stati interessati da diversi interventi da parte del legislatore che ne hanno modificato la soglia di esenzione fiscale e ampliato la platea di beni e servizi – da ultimo con la Manovra 2024. Ma quali sono le attuali condizioni di accesso? Quali gli adempimenti richiesti ai datori di lavoro e ai lavoratori e le modalità di erogazione?


Fringe Benefit: le novità su importi e soglia di esenzione
I fringe benefit – definiti come una retribuzione in natura, erogata sotto forma di beni o servizi, che viene riconosciuta in aggiunta alla retribuzione ordinaria – hanno visto modificare la disciplina di riferimento anche di recente, con la legge di Bilancio 2024. Con tale provvedimento, infatti, è stato confermato anche per quest’anno che non concorrono a formare il reddito, entro un determinato limite complessivo, il valore dei beni ceduti e dei servizi prestati ai lavoratori dipendenti, anche mediante voucher, nonché le somme erogate o rimborsate per il pagamento delle utenze domestiche del servizio idrico integrato, dell’energia elettrica e del gas naturale. A queste indicazioni sono state, poi, aggiunte anche le spese per l’affitto della prima casa o per gli interessi sul mutuo sempre relativo alla prima casa.
Per quanto riguarda il limite di intassabilità che, in via ordinaria, è pari a 258,23 euro, dopo gli interventi degli anni precedenti, è stato ulteriormente modificato, elevando, per il 2024, a 1.000 euro l’importo per i dipendenti e portando da 3000 del 2023 a 2.000 euro la soglia per chi ha figli a carico.

Dipendenti con figli a carico: requisiti e indicazioni operative
In particolare, per quest’ultima casistica, secondo le indicazioni applicative dell’Agenzia delle entrate contenute nella Circolare n 23 del 1° agosto, l’agevolazione si applica in misura intera a ogni genitore, titolare di reddito di lavoro dipendente e/o assimilato, anche in presenza di un solo figlio, purché lo stesso sia fiscalmente a carico di entrambi. Per il fisco sono considerati a carico i figli con reddito non superiore a 2.840,51 euro (al lordo degli oneri deducibili), che sale a 4mila euro per i minori di 24 anni. Questo limite di reddito deve essere verificato con riferimento al 31 dicembre. In termini operativi, è necessario che il lavoratore dichiari al proprio datore di averne diritto, indicando il codice fiscale del figlio o dei figli fiscalmente a carico. Lo stesso dovrà comunque comunicare eventuali variazioni delle condizioni che dovessero verificarsi durante l’anno, mentre da parte del datore di lavoro resta la richiesta di verificare, per ciascun dipendente, quanto già avuto in welfare aziendale nell'anno di imposta, in modo da non superare la soglia di esenzione.

Gli aspetti a cui dipendenti e datori devono prestare attenzione
L'Agenzia delle Entrate, al momento, non ha ancora fornito indicazioni specifiche in merito alle novità introdotte dalla legge di Bilancio 2024. Secondo la guida della Fondazione consulenti di lavoro pubblicata a inizio settimana, “si presume, tuttavia, che mantenga validità quanto stabilito dalla Circolare n. 23/2023”.
C’è però un elemento a cui, “nell’erogazione dei fringe benefit, il datore e il lavoratore devono fare attenzione: il rispetto di tutti i limiti e le soglie previste dalla normativa in vigore, oltre ad eventuali disposizioni della contrattazione collettiva applicata al rapporto. Infatti, se la sommatoria dei valori dei fringe benefit riconosciuti al lavoratore non supera, nel periodo di imposta 2024, le soglie di appartenenza, a seconda delle caratteristiche del beneficiario, tale valore è esente a livello fiscale e anche contributivo, in virtù del principio di armonizzazione delle basi imponibili previdenziali e fiscali. Al contrario, il superamento delle soglie, per l’anno 2024 di 1.000,00 euro o 2.000,00 euro, porta alla totale imponibilità dei valori delle somme riconosciute; stessa conclusione anche nel caso in cui dovessero venire meno i presupposti per l’ampliamento della soglia a 2.000,00 euro nel caso di figli a carico. Qualora dovessero verificarsi tali ipotesi il datore di lavoro è tenuto a procedere con le operazioni di conguaglio entro il termine del periodo di imposta. Un ulteriore onere” segnala la Fondazione “che grava sul datore di lavoro al termine dell'anno fiscale consiste nella comunicazione degli importi relativi ai fringe benefit concessi ai dipendenti. Tale comunicazione deve essere effettuata attraverso la Certificazione Unica 2025 per l'anno fiscale 2024, la cui presentazione è prevista per marzo 2025, conformemente al modello ministeriale e alle disposizioni che saranno messe a disposizione”.

Dalla Fondazione vengono poi ricordati alcuni “esempi comuni di fringe benefit: tra questi ricade l’assegnazione a uso promiscuo dell’auto aziendale, l’assegnazione di abitazioni, la fornitura di dispositivi elettronici come smartphone o computer, prestiti a condizioni agevolate, polizze assicurative, contributi per la formazione professionale, abbonamenti ai mezzi di trasporto pubblico e così via”.




TAG: MANOVRA FINANZIARIA, ESENZIONE DALLE TASSE, WELFARE, FARMACISTI, FARMACIE

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