violenza di genere
18 Maggio 2026A Palermo il corso “Parole non dette” dedicato ai farmacisti affronta il tema dell’emersione della violenza domestica nelle farmacie territoriali. La testimonianza di una donna inserita in un programma di protezione evidenzia il ruolo della farmacia nell’ascolto delle vittime e nell’attivazione dei percorsi di supporto.

La testimonianza di una donna sopravvissuta a una relazione violenta, che racconta di essersi salvata grazie all’aiuto ricevuto in farmacia, riporta al centro il ruolo che le farmacie possono svolgere nei percorsi di contrasto alla violenza di genere: dall’ascolto e dall’accoglienza delle vittime, fino all’attivazione della rete dei centri antiviolenza e ai percorsi di reinserimento sociale e lavorativo. L’esperienza della donna, oggi inserita in un programma di protezione, è stata portata a Palermo durante il corso per farmacisti “Parole non dette”, organizzato nell’ambito del “Progetto Mimosa” da Federfarma Palermo e dall’associazione Farmaciste Insieme, con il patrocinio dell’Ordine dei farmacisti e dell’Ordine dei medici di Palermo. Durante l’incontro si è discusso del ruolo delle farmacie nell’intercettare situazioni di violenza domestica e della costruzione di una rete territoriale con Asp, centri antiviolenza, servizi sociali, forze dell’ordine e magistratura.
La donna, la cui identità è protetta dal programma, ha raccontato di essersi rivolta a una farmacia dopo anni di violenze e soprusi da parte del marito. “In farmacia sono stata aiutata a chiamare il numero antiviolenza e stalking 1522, dal quale sono stata indirizzata a un’associazione che gestisce centri antiviolenza, con cui ho affrontato il percorso psicologico e di reinserimento. Sia pure estremamente provata dalla tragedia vissuta, ho riacquistato me stessa, la voglia di vivere e, ironia della sorte, grazie a questa associazione e a Farmaciste Insieme ho trovato lavoro proprio in una farmacia”.
Nel suo intervento, la donna ha anche lanciato un appello alle vittime di violenza domestica: “Vincete la paura della vendetta del violento e del giudizio della gente. Decidete di fare anzitutto il vostro bene e trovate il coraggio di entrare in farmacia per segnalare la vostra situazione”.
Durante il corso è stato approfondito il ruolo della farmacia come presidio di prossimità e possibile punto di emersione delle situazioni di violenza. “La farmacia è un luogo protetto, forse l’unico nel quale il partner violento consente alla donna succube di recarsi da sola per comprare un farmaco. Qui trova nel farmacista una figura in grado di ascoltare, capire, incoraggiare e mettere in contatto con i servizi di assistenza. Sono sempre di più i casi che registriamo. Quindi i farmacisti stanno dando un forte contributo al contrasto alla violenza di genere” ha spiegato Roberto Tobia, presidente di Federfarma Palermo.
Licia Pennino, delegata regionale di Farmaciste Insieme, ha spiegato che il corso di formazione intende fornire ai farmacisti gli strumenti più adatti per gestire queste situazioni in modo appropriato, trattandosi di soggetti molto fragili, psicologicamente vulnerabili e condizionabili dalla paura: “Abbiamo creato gruppi di farmacisti che con gli psicologi hanno preso in esame alcuni casi che ci si sono presentati nelle farmacie e abbiamo fatto prove pratiche di comportamento”.
Tra le iniziative illustrate durante l’incontro anche la definizione di protocolli condivisi per consentire alle donne di chiedere aiuto senza esporsi direttamente. “Il passo successivo è la definizione di un protocollo, da distribuire a tutti i farmacisti, contenente segnali convenzionali con cui la donna può farsi capire senza parlare” ha aggiunto Pennino. “Infine, c’è l’App gratuita ‘FreeBees’ o ‘Bright Sky’ scaricabile sul cellulare che consente di denunciare in forma anonima”.
Nel corso dell’evento si è parlato anche della presa in carico psicologica delle vittime e degli eventuali minori coinvolti, del riconoscimento clinico dei traumi e della necessità di rafforzare la rete tra Asp, farmacie, servizi sociali, magistratura e forze dell’ordine. All’incontro hanno partecipato anche rappresentanti dell’Asp di Palermo, dell’Ordine dei medici, della magistratura e dei Carabinieri impegnati nella rete antiviolenza territoriale.
ph.cr. magnific
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