farmacie
15 Marzo 2024 In 10 anni chiuse 110mila attività commerciali, è quanto emerge dal Report 2023 di Confcommercio. In controtendenza farmacie e parafarmacie: +12%

In dieci anni il tessuto urbano ha perso oltre 110mila attività commerciali. È questo uno dei trend, legati al fenomeno della desertificazione, messi in luce dall’ultimo Report 2023 di Confcommercio. Dal punto di vista sanitario, emergono le conseguenze della carenza di personale, mentre farmacie e parafarmacie si mostrano in controtendenza, segnando una crescita, anche se vengono rilevate differenze in alcune aree del Paese e nei centri storici.
Non cessa il calo delle attività commerciali, più accentuato nei centri storici
A emergere dalla consueta analisi dell'Ufficio Studi Confcommercio sulla demografia d'impresa nelle città italiane, che ha preso in considerazione il periodo tra il 2012 e il 2023, è la conferma del trend relativo alla desertificazione urbana, con la perdita di oltre 110 esercizi al dettaglio, mentre risultano in crescita le attività di alloggio e ristorazione (+9.800). Rispetto alla precedente rilevazione, che si era spinta al 2022 e aveva messo in luce la perdita di quasi 100mila attività al dettaglio, c’è quindi un ulteriore crescita del fenomeno. A livello Italia, nel dettaglio, si passa dai 551.317 esercizi del 2012 ai 439.805 del 2023, pari a -20,2% (tra il 2019 e il 2023 la variazione è stata del -6,7%).
Concentrando l’analisi sulle 120 città medio-grandi - di cui 110 capoluoghi di provincia e 10 comuni non capoluoghi di media dimensione – “la riduzione di attività commerciali risulta essere più accentuata nei centri storici rispetto alle periferie: un fenomeno che interessa tanto il Centro-Nord quanto il Mezzogiorno, fino allo scorso anno caratterizzato da una maggiore vivacità commerciale”. Proprio nei centri storici, negli ultimi dieci anni sono venute a mancare “30mila unità locali di commercio al dettaglio, tanto che la densità commerciale è passata da 12,9 a 10,9 negozi per mille abitanti, pari a un calo del 15,3%. Un fenomeno che non dipende, se non in minima misura dal calo della popolazione, scesa del 2%”.
Cambia il tessuto commerciale con sempre più servizi evoluti
A mostrare segni di cambiamento è anche il tessuto urbano “con sempre meno attività cosiddette tradizionali (carburanti -40,7%, libri e giocattoli -35,8%, mobili e ferramenta -33,9%, abbigliamento -25,5%). Parallelamente alle evoluzioni in corso, ad aumentare sempre di più sono le attività che offrono servizi e tecnologia (computer e telefonia +11,8%), così come crescono le attività di alloggio (+42%) e ristorazione (+2,3%). Queste ultime categorie tendono poi a evolvere verso modalità più flessibili: i bed and breakfast, per esempio, segnano una crescita esponenziale. Il turismo a ogni modo resta un elemento trainante, ma cambiano al contempo i flussi di popolazione legati al lavoro e alla quotidianità.
Preoccupano le conseguenze della desertificazione. Si modificano i flussi di popolazione
Interessante in questa direzione è il quadro che di recente è emerso anche dai dati Istat sulla vicinanza ai servizi nell’indagine “Aspetti della vita quotidiana”. Un punto messo in luce riguarda la tendenza ad accedere ai servizi di pubblica utilità: “Recarsi alla Posta era una consuetudine per il 73,9% della popolazione con un calo, nel 2023, di 5 milioni di utenti. Questa tendenza è certamente legata alla crescita dell’uso dei servizi digitali di vario tipo anche nell’interazione con la Pubblica Amministrazione. Il superamento dell’emergenza sanitaria dovuta alla pandemia da Covid-19 ha ripristinato in parte le abitudini di accesso fisico a questi servizi sebbene per nessuna delle prestazioni erogate si sia ritornati al livello del 2019 e, in generale, degli anni che hanno preceduto la pandemia”.
La desertificazione a cui si assiste non cessa comunque di preoccupare: questi trend, sono le riflessioni veicolate con il Report di Confcommercio, vanno oltre la crisi legata alla pandemia e certificano un rischio per la tenuta sociale delle città. Un esercizio di vicinato che chiude rappresenta una “ferita” perché la presenza delle attività commerciali è parte essenziale della vita sociale e dell’identità delle comunità. Ogni chiusura porta con sé perdita di posti di lavoro, riduzione dei luoghi di aggregazione, un sempre maggiore senso di degrado e di insicurezza per i cittadini.
Farmacie e parafarmacie in controtendenza: continua la crescita
Ma, in questo quadro, i servizi di prossimità legati alla salute restano centrali: dal Report si conferma ancora una volta la crescita di farmacie e parafarmacie, con +12,4% nei centri storici.
Un dato per altro che si riflette nella accessibilità ai servizi da parte delle famiglie: ritornando all’indagine Istat, emerge come “per i servizi commerciali (negozi alimentari, mercati e supermercati), il 20% delle famiglie dichiara difficoltà di accesso, circa due punti percentuali in più rispetto al 2022. Al contempo, ha difficoltà a raggiungere il Pronto Soccorso il 50,8% delle famiglie, in aumento di 1,6 punti percentuali rispetto al 2022; le percentuali più elevate si evidenziano al Sud (circa sette punti percentuali più della media nazionale), seguito dalle Isole e dal Centro (rispettivamente, 52,7% e 52,4%)”. Pesa in questa direzione anche la carenza di personale sanitario. Mentre analizzando il comparto delle farmacie “nel 2023 solo il 13,8% delle famiglie ha difficoltà a raggiungere le farmacie del territorio. Le maggiori criticità sotto questo punto di vista emergono nel Sud (17,8%), seguono le Isole (14,2%) e il Centro (13,8%)”.
Tra periferia e centro storico i trend variano a seconda del territorio
A ogni modo, se è vero che i dati Confcommercio rilevano una crescita per farmacie e parafarmacie, emerge al contempo una variabilità territoriale: a seconda delle città, il trend può interessare tanto le periferie quanto i centri storici. A Varese, per esempio, le farmacie nel 2019 erano 15 nel centro e 15 in periferia; nel 2023 tali dati risultano cresciuti, raggiungendo rispettivamente i 18 e i 22 presidi. A Brescia, il trend vede passare i presidi del centro dai 17 del 2012, ai 16 del 2019, ai 14 del 2023, mentre quelli più periferici passano dai 35 del 2012, ai 42 del 2019, ai 37 del 2023.
In Liguria le farmacie di Imperia crescono sia in centro sia in periferia, passando rispettivamente dalle 6 del 2012 alle 11 del centro e alle 8 della periferia. A Savona, se fuori dal centro la situazione resta stabile sui 6 presidi, in centro c’è una leggera flessione: dalle 21 del 2012 si passa alle 18 del 2023.
Nella toscana Firenze, si passa dalle 48 unità del centro storico del 2012, alle 42 del 2023, mentre fuori dal centro dalle 58 alle 63. A Grosseto aumentano soprattutto in periferia, passando da 14 21 (dato che resta stabile nel 2019). Infine, in Puglia, a Bari, si registra una crescita per quanto riguarda il centro storico (da 1 a 16 del 2023), mentre l’aumento diventa più rilevante al di fuori: 97 nel 2012; 109 nel 2019; 122 nel 2023.
Se l'articolo ti è piaciuto rimani in contatto con noi sui nostri canali social seguendoci su:
Oppure rimani sempre aggiornato in ambito farmaceutico iscrivendoti alla nostra newsletter!
POTREBBERO INTERESSARTI ANCHE
06/05/2026
Al Mondello Sport Festival 2026 oltre 250 partecipanti hanno aderito agli screening cardiometabolici realizzati dai farmacisti. Dai dati emerge una prevenzione ancora discontinua: oltre il 60%...
A cura di Redazione Farmacista33
06/05/2026
Al via da Milano la campagna CL3AR, volta a sensibilizzare i cittadini sul funzionamento dei reni, le patologie renali croniche e rare e l’importanza della diagnosi precoce
A cura di Giuseppe Tandoi
06/05/2026
Il progetto Shield, finanziato dall’UE, punta a rafforzare la vaccinazione, lo screening e i trattamenti delle infezioni legate al cancro, con un approccio integrato rivolto alle popolazioni...
A cura di Cristoforo Zervos
06/05/2026
Una survey della Società italiana di farmacia clinica nell’ambito del progetto “Capire la pancia”, volto a rafforzare il ruolo della farmacia nella gestione dei disturbi gastrointestinali...
A cura di Giuseppe Tandoi

©2026 Edra S.p.a | www.edraspa.it | P.iva 08056040960 | Tel. 02/881841 | Sede legale: Viale Enrico Forlanini 21 - 20134 Milano (Italy)