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15 Marzo 2024 Ogni settimana dalle farmacie giungono alcune segnalazioni, circa un paio in media, di tentativi di approvvigionamento indebito di fentanil. I segnali per riconoscere le richieste illecite

Per far fronte ai tentativi di approvvigionamento indebito di fentanil le farmacie della provincia di Lodi si appoggiano a una rete informale tra farmacisti per inviare le segnalazioni, finora in un numero comunque non allarmane, ma comunque circa un paio di casi a settimana. “Il fenomeno è marginale ma siamo vigilanti e informiamo la popolazione sui rischi di questo farmaco”, riporta Dario Castelli vicepresidente rurale di Federfarma Milano lodi Brianza.
A Lodi circa un paio di tentativi a settimana
“Se negli Stati Uniti, con 200 decessi al giorno riconducibili all’abuso di questa sostanza, si tratta di un’emergenza – commenta Castelli sentito da farmacista33 – in Europa e in Italia è giusto parlare di allerta, quindi, ben venga un piano del ministero per prevenire la diffusione. Nelle farmacie prestiamo molta attenzione quando arrivano richieste di sostante a rischio come il fentanil, in particolare se il cliente è sconosciuto, se è visibilmente né un caregiver e né il diretto interessato e se le ricette sono firmate da medici molto distanti dalla provincia”.
“Ogni settimana dalle nostre farmacie giungono alcune segnalazioni, circa un paio in media, anche se però riteniamo la cosa ancora un fenomeno marginale – sottolinea Castelli. – Ma l’accesso a questo tipo di sostanza per chi ne fa un utilizzo illegale, avviene quasi esclusivamente tramite canali paralleli alle farmacie ossia tramite il mercato neo alimentato dalla malavita e la conseguente vendita del prodotto online. La percentuale di fentanil che esce dalle farmacie è per uso improprio è minima, proprio per la procedura che richiede la dispensazione di uno stupefacente. Ci sono livelli di disincentivazioni a cominciare dal fatto che chiediamo generalità dell’acquirente”.
In farmacia uso improprio disincentivato dai controlli su dispensazione
“Il fentanil in farmacia, infatti, viene dispensato solo su ricette non ripetibili cartacee, che vanno trattenute, oppure elettroniche difficilmente falsificabili. La criminalità organizzata si impegna sempre più spesso nella falsificazione delle ricette. Non è un fenomeno nuovo, certo, ma il governo ha chiesto agli operatori di stare bene attenti e in allerta visto anche cosa sa succedendo negli Usa. Il fatto che noi in Lombardia facciamo riferimento alla ricetta elettronica a discapito di quella cartacea ha arginato un po’ questo problema. Mentre la ricetta rossa cartacea è facilmente falsificabile, con quella elettronica la possibilità di inganno è più difficile, anche se per esempio si verificano anche furti di tessere Siss”.
Informare e sensibilizzare sui rischi
In Lombardia, spiega Castelli, prima del piano nazionale di prevenzione che specifica le procedure che i vari operatori del territorio sono tenuti a seguire, le farmacie hanno ricevuto dalle strutture sanitarie Ats e Regione alcune linee guida sui comportamenti da adottare: “Ci è stato chiesto di segnalare richieste anomale su questo farmaco sia alle forze di polizia sia alle strutture di controllo sanitario. Abbiamo quindi sviluppato una nostra rete di farmacisti lodigiani che sfruttiamo per le segnalazioni che sono arrivate in un numero comunque non allarmane anche perché c’è da specificare bene come il professionista che ha segnalato si è ben guardato poi dal dispensare il farmaco. Se capiamo che la ricetta può essere falsa non diamo il prodotto e segnaliamo il soggetto alle autorità competenti”.
“Ma un altro punto del Piano è che i farmacisti hanno dovere, e già lo facciamo, di informare la popolazione che questo è un farmaco pericoloso, più potente della morfina e che già a basso dosaggio, in un uso improprio finalizzato allo sballo, porta ad arresto respiratorio”.
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