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24 Ottobre 2024Dal 12 ottobre i cittadini del Veneto non riescono a ritirare i farmaci prescritti per un un problema strutturale alla piattaforma di gestione delle ricette elettroniche. Bellon: “In presenza di problemi tecnici usare ricettario rosso per farmaci urgenti”

Le farmacie del Veneto si trovano in difficoltà da diversi giorni a causa di un blocco strutturale della piattaforma per le ricette elettroniche, iniziato il 12 ottobre e aggravatosi negli ultimi due giorni. La situazione ha colpito direttamente anche i cittadini, che non riescono a ritirare i farmaci prescritti, e ha messo in seria difficoltà i farmacisti, impossibilitati a erogare i medicinali richiesti. Mercoledì e giovedì sono state giornate critiche, con i farmacisti costretti a scusarsi con i pazienti, i quali, dopo aver atteso in fila, si sono visti negare l'accesso ai farmaci per via della mancata ricezione delle ricette nella piattaforma informatica. A fare il punto sulla situazione è Federfarma Veneto che suggerisce: “in presenza di problemi tecnici, i medici potrebbero tornare a usare il ricettario rosso garantendo sempre la dispensazione dei farmaci urgenti. Spesso perdiamo ricette in piattaforma e non si recuperano”.
Il problema, evidenziato anche dalla Federazione dei medici di medicina generale del Veneto, è strutturale e perdura dallo scorso 12 ottobre anche se, negli ultimi due giorni, il Sistema di accoglienza delle ricette elettroniche è andato letteralmente in blocco. Il disagio – per il cittadino un vero e proprio disservizio – colpisce in primo luogo i pazienti, ma anche i farmacisti sono vittime della situazione: senza una ricetta in piattaforma non possono erogare il farmaco richiesto. In queste ore si stanno verificando peregrinazioni di pazienti in farmacia che, più volte, tornano al banco per verificare se la piattaforma ha caricato le ricette elettroniche.
“Sono due giorni che, di fronte alle persone in coda convinte di ritirare i farmaci al banco, dobbiamo scusarci per un disservizio che non dipende da noi. Non sappiamo se la causa del problema sia dovuta al Sistema di accoglienza regionale o a quello nazionale, quello che di certo riscontriamo sul campo da quasi due settimane è un disservizio strutturale anche piuttosto frequente – sottolinea Andrea Bellon, presidente di Federfarma Veneto. – Le farmacie sono i primi erogatori del farmaco, il primo presidio sanitario sul territorio nonché il primo interlocutore per il cittadino in cerca di aiuto o consigli. Ma questi problemi tecnici non ci consentono di garantire il servizio di cui i cittadini hanno diritto”.
Per queste circostanze, Federfarma Veneto propone una possibile soluzione: “Capiamo i problemi dei cittadini ma, senza una ricetta elettronica a sistema, i farmacisti non possono erogare alcun farmaco. Spesso è anche successo che la ricetta dematerializzata caricata dal medico a sistema funzionante non fosse poi consultabile dal farmacista perché, nel frattempo, il sistema era andato in blocco. E questa caduta può causare anche la perdita della ricetta senza possibilità di recupero. Per ovviare a queste emergenze – è la proposta di Federfarma Veneto – i medici di medicina generale potrebbero tornare a stampare materialmente le prescrizioni o meglio ancora, quando sono bloccati dal sistema, tornare ad usare il ricettario rosso garantendo sempre ai pazienti la dispensazione dei farmaci urgenti. Ci rendiamo conto che questo rappresenta un passo indietro rispetto alla digitalizzazione e implica un ritorno all’incontro fisico in ambulatorio fra paziente e medico. Ma, a fronte di simili problemi tecnici, a nostro avviso è l’unica soluzione”.
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