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09 Novembre 2024

Farmacistapiù. Farmaci e nutraceutica veterinaria: settore in evoluzione tra opportunità e sfide per il benessere animale

Nel corso del simposio Farmaci e nutraceutica veterinaria: un settore in piena evoluzione, che si è svolto nella seconda giornata di FarmacistaPiù 2024, si è parlato delle nuove frontiere dei farmaci veterinari per il benessere animale

di Redazione Farmacista33


Farmacistapiù. Farmaci e nutraceutica veterinaria: un settore in piena evoluzione

Il mercato veterinario dei farmaci e della nutraceutica è interessato da dinamiche e sfide che vanno dalla digitalizzazione al monitoraggio delle terapie, dall’innovazione alle criticità regolatorie. Ne hanno parlato esperti del settore nel corso del Simposio “Farmaci e Nutraceutica Veterinaria – Un settore in piena evoluzione”, organizzato dall’Associazione Farmaceutici Industria (Afi) in collaborazione con la Società Italiana di Tecnologia e Legislazione Farmaceutica (Sitelf), che si è tenuto durante FarmacistaPiù 2024. 

Aperto dai saluti istituzionali di Maurizio Pace, in rappresentanza del Comitato Centrale della Federazione Ordini Farmacisti Italiani (Fofi), il Simposio è stato introdotto da Giorgio Bruno, Presidente di Afi, che ha ringraziato anche a nome della professoressa Paola Minghetti, Presidente Sitelf, i partecipanti e sottolineato l’importanza del tema discusso. Dagli interventi è emerso un quadro molto dinamico del mercato, in cui la nutraceutica, la digitalizzazione e il monitoraggio delle terapie rappresentano le nuove frontiere del benessere animale.

Crescita e innovazione nel settore pet

Il primo intervento, intitolato Animali da compagnia. Un settore in piena evoluzione, ha visto Roberto Cavazzoni, Direttore Generale di Federchimica AISA, presentare una panoramica sulla crescita del settore degli animali da compagnia, con dati significativi sull’evoluzione del mercato in Italia, dove oggi vivono circa 60 milioni di animali domestici. Se nel 2021 il 50% delle famiglie possedeva degli animali, oggi questo dato è sceso al 45% (Indagine SWG, 2024).

”Dopo l’euforia covid, si è assistito a un abbandono di ritorno perché molte persone non erano pronte alla gestione di un animale da compagnia” ha dichiarato Cavazzoni, che ha poi sottolineato come “nonostante questo calo, il settore si dimostra resistente, capace di rispondere a esigenze di cura sempre più sofisticate e specializzate”.

La domanda di antiparassitari, vaccini e prodotti nutraceutici cresce anche nel 2024, soprattutto per il ruolo preventivo che queste soluzioni ricoprono. “La prevenzione sta diventando il trend dominante, al fine di limitare la necessità di interventi terapeutici” ha affermato Cavazzoni. 

Per quanto riguarda gli antibiotici, la ricerca in veterinaria non è così sviluppata come in altri settori, ma resta un campo da attenzionare. Lo slogan citato è stato “quando serve, quanto basta”, anche se il mondo dei piccoli animali non dovrebbe sviluppare problemi di antimicrobico resistenza, in quanto si tratta di terapie singole e non di massa.

Il Direttore ha menzionato gli effetti della digitalizzazione, con la possibilità per le farmacie di fornire al proprietario le singole unità posologiche strettamente necessarie alla terapia tramite deblistering, una misura che migliora la gestione e l’accesso ai farmaci per animali. Riguardo a ciò, il Ministero della Salute sta lavorando per la definizione di unità minima frazionabile, mentre le aziende aspettano di adeguarsi alle indicazioni.

E ancora, secondo Cavazzoni, le principali direttrici della ricerca e sviluppo (R&D) nel settore veterinario si basano su quattro pilastri fondamentali: la redditività delle categorie terapeutiche, l’epidemiologia, le esigenze sempre più specifiche dei pet owner e l’impatto del cambiamento climatico. Questi driver indirizzano la ricerca verso la prevenzione nei pet e l’adozione di nuove tecnologie, già diffuse nel settore degli animali da reddito. Esempio è l’uso negli allevamenti di sensori avanzati per monitorare e prevenire malattie.

Un altro tema rilevante è la diffusione dei farmaci equivalenti, che, a differenza di quanto avviene per l’umana, in veterinaria non riportano il nome del principio attivo e non hanno un prezzo concordato con il Ministero, rendendo difficile per i consumatori identificarli.

Infine, il Direttore ha concluso il suo intervento specificando che il concetto di One Health non riguarda solo gli animali da produzione, ma anche quelli da compagnia, data la contiguità e il forte legame presente tra pet e pet owner nella quotidianità. 

Nutraceutica veterinaria e sfide regolatorie

Luca Cravero Candioli, membro del Consiglio Direttivo di Federchimica AISA, ha parlato della crescita della nutraceutica in Italia, settore particolarmente dinamico e parallelo a quello degli integratori per esseri umani, insieme alle sfide regolatorie che deve affrontare per garantire elevati standard di sicurezza e qualità degli ingredienti, la cui purezza influisce direttamente sull’efficacia.

“La nutraceutica rappresenta un’opportunità non solo per il benessere animale, ma anche per le aziende che possono rispondere rapidamente a nuove esigenze, senza attendere i tempi di approvazione dei farmaci” ha dichiarato. I più attenti possono cogliere esigenze ancora inespresse in tempi molto rapidi, con una redditività molto alta anche per le aziende, che possono posizionarsi in queste aree. Tuttavia, Cravero ha aggiunto che, pur essendo un mercato libero e veloce, ci sono molte sfide legate alla regolamentazione degli ingredienti. “Uno degli ostacoli principali è rappresentato dall’iter per l’approvazione di nuovi additivi da parte dell’Efsa, un processo costoso e complesso” ha sottolineato. Gli ingredienti da utilizzare, infatti, devono essere pescati da liste gestite dall’autorità europea, motivo per cui il fulcro della R&D per la nutraceutica è riuscire ad aggiungere additivi alle liste, per poi poterli utilizzare.

Da ultimo, Cravero ha avvertito che alcuni prodotti possono avere controindicazioni non sempre riportate, suggerendo quindi un approccio prudente da parte dei pet owner.

Digitalizzazione e tracciabilità dei medicinali veterinari 

Nicola Realdon, Presidente della Conferenza dei Direttori delle SSFO, ha concluso gli interventi soffermandosi sull’evoluzione normativa e digitale della farmacia veterinaria, ripercorrendo i vantaggi che ha portato l’introduzione della Ricetta Elettronica Veterinaria (REV) nel 2019.

“La digitalizzazione del medicinale veterinario è stato un evento epocale, ha preso piega dal 2017, e ha investito tutti gli attori del benessere animale” ha esordito Realdon. “La digitalizzazione della prescrizione ha semplificato gli obblighi amministrativi e potenziato la tracciabilità del farmaco lungo tutto il suo ciclo di vita”. 

La digitalizzazione e il tracciamento dei medicinali veterinari hanno permesso di creare un sistema completamente informatizzato. La Rev ha anche rafforzato la lotta contro l’antimicrobico-resistenza, permettendo di monitorare e tracciare ogni fase della terapia antibiotica per gli animali.

Realdon ha quindi ripercorsi i passi legislativi che hanno portato all’adozione della Rev e discusso le recenti modifiche che hanno allineato la normativa nazionale sui farmaci veterinari a quella comunitaria (Decreto Ue 2019/6) eliminando, ad esempio, la ricetta non ripetibile in triplice copia e semplificando la validità e la ripetibilità delle prescrizioni.

Infine, ha mostrato un esempio di Rev, come funziona il sito Vetinfo, e approfondito il tema dei medicinali veterinari equivalenti, i quali a differenza di quanto avviene per la medicina umana presentano dei nomi di fantasia. A tal proposito, sul sito del Ministero, è disponibile la lista di trasparenza dei farmaci generali. 



TAG: FARMACI VETERINARI, NUTRACEUTICA

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