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22 Novembre 2024

Ricette elettroniche, nuovo blackout a Verona: disagi per farmacisti e pazienti

Ancora disservizi nel sistema di gestione delle ricette elettroniche con un nuovo blackout di 24 ore che ha interessato la provincia di Verona: le rappresentanze territoriali di Fimmg, Ordine dei farmacisti e Federfarma segnalano le criticità

di Redazione Farmacista33


Ricette elettroniche, nuovo blackout a Verona: disagi per farmacisti e pazienti

In provincia di Verona il sistema di gestione delle ricette elettroniche ha avuto un nuovo blackout di 24 ore, una situazione dura da tempo e stenta a migliorare, con un sistema funziona a singhiozzo i blocchi sono continui, ed è difficile lavorare con stress e rabbia da parte degli assistiti. A denunciarlo sono i medici e i farmacisti: se la piattaforma non riceve la ricetta inviata telematicamente dal medico, le medicine non possono essere erogate dalla farmacia, riportano le rappresentanze territoriali di Fimmg, Ordine dei farmacisti e Federfarma.

Disservizio segnalato in Consiglio regionale

L’ultimo blackout risalirebbe a mercoledì dalle 15.30 fino a giovedì mattina alle 9.30 e la criticità è stata portata in consiglio regionale stando a quanto riporta la cronaca locale. Il consigliere regionale di Forza Italia Alberto Bozza segnala che “medici e farmacisti riferiscono che da diversi mesi, una o due volte a settimana, il server salta e questo crea un disguido non da poco che penalizza i pazienti e aumenta il carico di lavoro dei medici e dei farmacisti, che devono compilare le ricette a mano. Ormai si tratta di un problema frequente, così medici e farmacisti non riescono a lavorare, i pazienti si arrabbiano. Tutto questo crea un ulteriore carico di stress”. 
I dirigenti della Ulss 9 hanno risolto il problema del loro gestionale Ulss, “ma ora si deve, tramite la direzione socio-sanitaria e Azienda Zero, risolvere il problema che deriva dalla piattaforma gestita dalla regione e dal ministero, Sac e Ser, perché è da mesi che ci sono problemi oggettivi”.

Farmacisti: in estrema difficoltà di fronte ai pazienti

Intanto il paziente spiega il presidente dell’Ordine dei farmacisti veronesi Federico Realdon “si arrabbia con noi che non abbiamo colpe. mase la piattaforma non riceve la ricetta inviata telematicamente dal medico, le medicine non possiamo darle. A volte allora li invitiamo a pazientare, “magari il sistema riparte”, altre chiediamo di tornare più tardi, ma spesso, purtroppo, il problema permane. Lavoriamo male, facciamo tanta fatica e ci troviamo in estrema difficoltà di fronte ai pazienti. Le situazioni di emergenza facciamo di tutto per risolverle, ci attiviamo in mille modi per contenere i danni ma così non possiamo continuare. Se il sistema informatico va in blocco continuamente, è arrivato il momento di intervenire e risolvere per evitare tutti questi disagi agli utenti. Il sistema va quotidianamente in tilt creando disservizio invece che servizio al cliente”. 

Anche Elena Vecchioni, presidente di Federfarma Verona, è allarmata. “Noi farmacisti diventiamo il front office del cittadino che ci scarica addosso tutti i disagi - spiega, - siamo l’ultimo anello della filiera ma non abbiamo strumenti per risolvere nulla, se non la nostra buona volontà. Se poi il sistema si blocca nel week end o di notte, il disagio è ancora maggiore. Mandiamo la segnalazione a Venezia se si tratta della piattaforma regionale, se invece è locale l’interlocutore è il call center dell’Ulss. Abbiamo bisogno di risolvere definitivamente questa impasse”.

Medici: si ricorre alla ricetta rossa cartacea

Anche il segretario provinciale della Fimmg Giulio Rigon, riporta le criticità dal lato dei medici: “La situazione dura da tempo e stenta a migliorare nell’ultimo mese è un disastro. Abbiamo chiesto e sollecitato soluzioni a Venezia, ma non è cambiato niente. C’è poco da fare: le ricette non partono, non arrivano a destinazione in farmacia, il server non le riceve. E allora succede spesso che il mio paziente torna indietro, fa la spola tra l’ambulatorio e la farmacia e riesco a risolvere solo con la vecchia cara ricetta rossa cartacea. Quante volte al giorno? A volte tutto il giorno. In media, quotidianamente, si tratta di 150 ricette a medico, moltiplicate per i 400 in servizio in città e provincia, significa 60mila dematerializzate che non si dematerializzano o che lo fanno a fatica, tra mille stop”. Rigon spiega che i problemi più grandi li hanno quei cittadini con un medico che non ha l’ambulatorio aperto tutto il giorno, spesso nei paesi più decentrati e piccoli, per cui rischia di non poter nemmeno tornare a bussargli per chiedere la carta.

TAG: RICETTA ELETTRONICA, RICETTA DEMATERIALIZZATA, FEDERFARMA VERONA, ORDINE DEI FARMACISTI DI VERONA

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