antibiotici
15 Settembre 2026In Nuova Scozia l’autorizzazione ai farmacisti a prescrivere la profilassi antibiotica dopo morsi di zecca ad alto rischio è stata associata a una riduzione di circa il 50% degli accessi in pronto soccorso. I dati emergono da uno studio, pubblicato sul Canadian Pharmacists Journal sull'impatto dell’ampliamento delle competenze del farmacista sull’accesso alle cure e sul carico dei servizi di emergenza.

L’autorizzazione dei farmacisti di comunità a valutare i morsi di zecca e a prescrivere, nei casi indicati, la profilassi antibiotica contro la malattia di Lyme è stata associata in Nuova Scozia a una riduzione di circa il 50% degli accessi in pronto soccorso per morsi di zecca. Il dato emerge da uno studio retrospettivo pubblicato sul Canadian Pharmacists Journal, che ha confrontato gli accessi in tre servizi di emergenza prima e dopo l’ampliamento delle competenze prescrittive dei farmacisti.
In Nuova Scozia, dove tutte le aree sono considerate a rischio per la malattia di Lyme, nell’agosto 2021 i farmacisti sono stati autorizzati a prescrivere la profilassi antibiotica dopo un morso di zecca nei soggetti a rischio; il servizio è stato successivamente finanziato con fondi pubblici. I ricercatori hanno confrontato circa un anno e mezzo precedente e successivo all’introduzione della misura, prendendo in esame gli accessi per morsi di zecca in tre pronto soccorso. I pazienti con malattia di Lyme già diagnosticata o sottoposti a trattamento dell’infezione sono stati esclusi dall’analisi.
Complessivamente sono stati inclusi 1.019 accessi, 617 prima dell’introduzione della prescrizione da parte dei farmacisti e 402 dopo. La frequenza degli accessi per morso di zecca sul totale delle visite in pronto soccorso è passata dallo 0,70% allo 0,35%, con una riduzione statisticamente significativa. Nel 67,7% dei casi è stata prescritta una profilassi antibiotica e, tra questi, il 98,7% ha ricevuto una singola dose di doxiciclina adeguata per età e peso.
La profilassi non viene utilizzata indistintamente dopo ogni morso. Le indicazioni adottate in Nuova Scozia prevedono negli adulti una singola dose di doxiciclina 200 mg entro 72 ore dalla rimozione, quando il morso è considerato ad alto rischio: la zecca deve essere identificata come Ixodes adulta o ninfa, essere rimasta attaccata per almeno 36 ore o risultare ingorgata e l’esposizione deve essere avvenuta in un’area altamente endemica. Nei casi che non possono essere classificati come ad alto rischio è previsto un approccio di osservazione.
La tempestività della valutazione dopo il morso assume particolare rilievo nella prevenzione della malattia di Lyme, o borreliosi, infezione batterica causata da Borrelia e trasmessa all’uomo attraverso il morso di zecche infette. In Italia si registrano circa 500 nuovi casi ogni anno e la malattia è presente soprattutto nelle regioni settentrionali, con Friuli Venezia Giulia, Liguria, Veneto, Emilia-Romagna, Trentino-Alto Adige e Lombardia tra le aree considerate endemiche. La diffusione potrebbe tuttavia essere sottostimata per la variabilità dei sintomi e le difficoltà diagnostiche.
Una delle manifestazioni caratteristiche è una macchia eritematosa che tende progressivamente ad aumentare di dimensioni e può presentare un’area centrale più chiara. Generalmente non provoca prurito, calore o dolore e può comparire da una a quattro settimane dopo il morso. Nelle fasi successive possono svilupparsi manifestazioni articolari, neurologiche e cardiache e, a distanza di mesi o anni dall’infezione, la malattia può assumere carattere sistemico.
Anche la diagnosi può risultare complessa. I test sierologici ricercano gli anticorpi contro i batteri responsabili della malattia, ma i risultati di laboratorio devono essere valutati insieme ai dati clinici, anamnestici ed epidemiologici. Dopo un morso è quindi importante rimuovere correttamente la zecca il prima possibile, controllare nel tempo la zona interessata e rivolgersi al medico in presenza di manifestazioni sospette. È in questo contesto che, per i morsi classificati ad alto rischio e nei tempi previsti, può trovare indicazione la profilassi antibiotica valutata nello studio canadese.
I dati evidenziano anche il peso che la gestione di questi episodi può avere sui servizi di emergenza. Oltre la metà dei pazienti inclusi nello studio, il 53,7%, aveva trascorso più di due ore in pronto soccorso tra triage e dimissione per la valutazione del morso di zecca e il 13,3% vi era rimasto per più di cinque ore.
La diminuzione degli accessi si è verificata, inoltre, mentre aumentava il ricorso alla profilassi: nei 18 mesi successivi all’introduzione della nuova competenza, oltre il 60% dei pazienti che hanno ricevuto una prescrizione di doxiciclina in dose singola dopo un morso di zecca l’ha ottenuta da un farmacista di comunità.
Resta centrale il tema dell’appropriatezza antibiotica. Nei 429 accessi per i quali la documentazione consentiva di verificare l’aderenza alle indicazioni, l’82,1% delle prescrizioni di profilassi risultava conforme alle linee guida locali. La principale causa di mancata aderenza era la prescrizione in presenza di una documentata permanenza della zecca inferiore alle 36 ore o in assenza di ingorgamento. Gli autori sottolineano quindi l’importanza dell’educazione dei cittadini e della corretta valutazione del morso per favorire un uso appropriato degli antibiotici.
Secondo i ricercatori, l’ampliamento delle competenze dei farmacisti alla gestione dei morsi di zecca può contribuire ad alleggerire il carico dei pronto soccorso nelle aree ad alto rischio di malattia di Lyme. I risultati vanno tuttavia interpretati considerando il disegno retrospettivo dello studio e lo specifico contesto della Nuova Scozia, caratterizzato da un’elevata incidenza della malattia, da una precedente esperienza dei farmacisti nell’educazione sui morsi di zecca e dalla disponibilità di un finanziamento pubblico per il servizio.
Fonte
https://www.dal.ca/news/2026/09/14/pharmacist-prescribing-ticks-study.html
Impact of pharmacist-led prescribing for Lyme chemoprophylaxis on emergency department visits https://doi.org/10.3138/cpj-26-000
https://www.idi.it/news/la-sindrome-di-lyme-la-misteriosa-febbre-delle-zecche
ph.cr.magnific
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