antibioticoresistenza
29 Novembre 2024Un'indagine nazionale di Iqvia sulle opinioni dei Medici di medicina generale in tema di antibiotico-resistenza

Il 71% dei Medici di medicina generale individua nel mal di gola una tra le cause principali per cui i pazienti richiedono un antibiotico e l’86% consiglia dei Fans come sintomatici di prima linea per il mal di gola di origine virale. L’80% crede che l’uso troppo frequente di antibiotici, dovuto anche alla continua richiesta dei pazienti, sia uno dei fattori principali della resistenza agli antibiotici. Il 68% sostiene che far comprendere ai pazienti che gli antibiotici non sono indicati per trattare le infezioni virali è cruciale per promuovere l’appropriatezza prescrittiva, mentre il 59% che l’educazione al paziente sia importante.
Questi alcuni degli esiti della ricerca nazionale che Iqvia ha condotto, con il contributo incondizionato di Reckitt, per conoscere le opinioni degli Mmg sul tema della antibiotico-resistenza: oltre 300 i partecipanti. La ricerca fa parte del progetto educazionale per contrastare l’antibiotico-resistenza “Diamoci una mano”.
In un Paese come l’Italia, dove le infezioni acute delle vie respiratorie sono la causa principale dell’utilizzo inappropriato di antibiotici, i Fans sono riconosciuti dai medici come una terapia valida per ridurre il dolore e il fastidio legati al mal di gola e possono contribuire a ridurre l’utilizzo inappropriato di antibiotici da parte dei pazienti.
Un fenomeno continentale
Solo in Europa, ogni anno sono più di 670.000 le infezioni da germi antibiotico-resistenti che causano circa 33.000 decessi, di cui quasi un terzo in Italia che occupa il primo posto nella classifica europea.
«Educare i pazienti sui rischi dell'uso improprio degli antibiotici è fondamentale», afferma Aurelio Sessa, specialista in medicina interna. «Spesso i pazienti consultano il medico in caso di infezioni delle alte vie respiratorie chiedendo direttamente l’antibiotico e questa ricerca sottolinea l'importanza di dedicare tempo per spiegare loro il perché non siano sempre necessari e quali invece sono le alternative disponibili. I dati che emergono sono incoraggianti perché rivelano che la maggior parte dei medici è consapevole che il proprio ruolo è fondamentale nella lotta all’antibiotico resistenza ma risulta necessario lavorare sempre più sull’informazione al paziente così come predisporre l’utilizzo dei test diagnostici utili per far comprendere l’appropriatezza prescrittiva dell’antibiotico».
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