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17 Dicembre 2024

Visite domiciliari di farmacisti migliorano la gestione dei farmaci

Programmi di visite domiciliari realizzate dai farmacisti migliorano significativamente l'aderenza terapeutica e le conoscenze sui farmaci nei pazienti anziani. Ecco i dati di uno studio pubblicato

di Paolo Levantino - Farmacista clinico


Visite domiciliari di farmacisti migliorano la gestione dei farmaci

La gestione delle terapie farmacologiche è una delle sfide più complesse per i sistemi sanitari, specialmente tra gli anziani e i pazienti affetti da malattie croniche. La politerapia, spesso inevitabile, espone i pazienti a rischi legati alla mancata aderenza terapeutica, con conseguenze potenzialmente gravi. Studi epidemiologici evidenziano che quasi il 50% dei pazienti cronici non segue correttamente la terapia prescritta, causando un aumento del 30% delle ospedalizzazioni evitabili e un incremento del 20% dei decessi correlati a conseguenze farmacologiche. Per affrontare questa criticità, una nuova ricerca ha studiato l'efficacia di un intervento innovativo guidato dai farmacisti.

Miglioramento dell’aderenza terapeutica e dell’empowerment del paziente

Il programma di visite domiciliari realizzate dai farmacisti è stato implementato dal 2017 al 2019 in Corea del Sud, coinvolgendo 874 pazienti. I farmacisti hanno effettuato almeno due visite domiciliari in presenza, integrate da consultazioni telefoniche. Questo approccio ha garantito una continuità assistenziale che ha consentito di monitorare i progressi e di intervenire tempestivamente in caso di difficoltà. Ogni visita includeva una revisione completa dei farmaci, l'identificazione di eventuali interazioni farmacologiche e un'attività educativa focalizzata sulla gestione autonoma della terapia.

I risultati dello studio evidenziano un significativo miglioramento nell'aderenza terapeutica complessiva, che è passata dal 69,2% all'85,8%, con un incremento assoluto del 16,6%. La motivazione dei pazienti nel seguire le prescrizioni è aumentata dal 49,5% al ​​72,9%, mentre la conoscenza farmacologica è salita dal 53,3% al 74,6%. . Parallelamente, la conoscenza delle interazioni tra alimenti e farmaci, inizialmente limitata al 38% dei partecipanti, è quasi raddoppiata, raggiungendo il 76,2%. Questi dati dimostrano l'impatto positivo delle visite dei farmacisti nel potenziare sia la motivazione che le conoscenze dei pazienti.

Impatto dell’età e della conoscenza sull’aderenza

L'analisi multivariata ha mostrato che i pazienti con meno di 70 anni hanno registrato miglioramenti doppi nell'aderenza terapeutica rispetto agli anziani, grazie a una maggiore capacità di adattamento ai cambiamenti terapeutici. Anche il livello di conoscenza preesistente sui farmaci si è rivelato un fattore determinante. I pazienti che possedevano almeno una conoscenza di base sulle terapie hanno migliorato l'aderenza terapeutica con un odds ratio di 2,93, il che significa che avevano quasi tre volte più probabilità di ottenere risultati positivi rispetto a chi non possedeva alcuna informazione preliminare. Sorprendentemente, la variabilità del sesso, la presenza di un assistente familiare e le abilità comunicative non hanno influenzato in modo significativo i risultati. Questo indica che l'intervento farmacologico è stato efficace in modo trasversale, indipendentemente dalle condizioni socio-demografiche dei pazienti.

Farmacisti sempre più vicini ai pazienti

Le visite domiciliari guidate dai farmacisti dimostrano che la farmacia non è solo un luogo fisico, ma una rete di supporto che può raggiungere i pazienti direttamente nelle loro case. Il miglioramento dell'aderenza terapeutica, delle conoscenze sui farmaci e della gestione delle terapie è stato evidente e misurabile, confermando il valore clinico e sociale di questo approccio.

Fonte:

https://journals.plos.org/plosone/article?id=10.1371/journal.pone.0314204 

TAG: FARMACISTI

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