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Distribuzione intermedia

20 Dicembre 2024

Distribuzione farmaci, frammentazione e diseguaglianze le criticità: ecco le azioni per superarle

Frammentazione regionale, disuguaglianze territoriali e costi crescenti sono le criticità della distribuzione dei farmaci in Italia. La filiera propone alcune soluzioni per riformare la distribuzione

di Sofia Gorgoni


Distribuzione farmaci, frammentazione e diseguaglianze le criticità: ecco le azioni per superarle

La distribuzione dei farmaci in Italia è un tema centrale nella sanità pubblica e con nodi ancora da sciogliere. Dal 2001, con l’introduzione della Legge 405, le Regioni hanno potuto scegliere tra due modelli: la Distribuzione Diretta (DD) e la Distribuzione Per Conto (DPC). Questa autonomia ha portato a un sistema frammentato, con disparità nell’accesso ai medicinali e costi operativi diversi sul territorio. Durante l’evento “Distribuzione dei Farmaci in Italia: Sfide e Proposte per un Modello più Efficiente”, organizzato a Roma da Edra SpA con il supporto incondizionato di AstraZeneca e Teva Pharmaceuticals, istituzioni, esperti e aziende del settore hanno presentato proposte per superare le attuali difficoltà.

La frammentazione dei modelli distributivi

Nel nostro Paese, attraverso la distribuzione diretta, i farmaci vengono distribuiti direttamente dalle strutture del Servizio Sanitario Nazionale (SSN), come ospedali e ASL. Questo sistema riduce i costi ma penalizza l’accesso, soprattutto nelle aree periferiche, per via degli orari limitati e della carenza di presidi. La Distribuzione Per Conto, invece, garantisce capillarità attraverso la rete delle farmacie territoriali. Tuttavia, questo modello ha creato disomogeneità nei criteri di remunerazione e condizioni operative diverse tra Regioni. Secondo una relazione della Commissione Affari Sociali del 2022, alcune Regioni hanno adottato sistemi stabili di remunerazione, con margini crescenti per le farmacie, mentre altre hanno subito perdite economiche. Questa frammentazione pesa soprattutto sulle farmacie rurali, che operano in contesti più fragili.

Le proposte della filiera

Per quanto riguarda la sostenibilità delle farmacie rurali, la Legge di Bilancio 2024 introduce incentivi per sostenere le farmacie in aree a bassa densità abitativa. L’obiettivo è garantire la sopravvivenza dei dispensari farmaceutici e migliorare l’accesso ai medicinali per le comunità locali. Elisa Sangiorgi, Dirigente Area Governo del Farmaco e dei Dispositivi Medici Settore Assistenza Ospedaliera, Direzione Generale Cura della persona, salute e welfare Regione Emilia-Romagna, ha ricordato: “Per le Regioni, la farmacia convenzionata è un importante primo presidio sanitario sul territorio. Abbiamo adottato numerose delibere per favorire la farmacia dei servizi, come previsto dal Decreto 77”.

Una delle proposte giunte dagli esperti è quella di informatizzare i Piani Terapeutici e di potenziare l’uso del Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE). Questo sistema consentirebbe di ridurre i tempi di erogazione dei farmaci e di snellire i percorsi burocratici. Velocizzare le procedure è fondamentale per migliorare l’accesso e semplificare il lavoro dei farmacisti, secondo i rappresentanti della categoria.

Giovanni Petrosillo, presidente Sunifar ha sottolineato che è necessario rivedere il modello di DD: “Rispetto a una distribuzione diretta che è cresciuta fortemente, serve una profonda revisione dei canali. L’ammodernamento è indispensabile per garantire un servizio equo”. Petrosillo ha richiamato la norma, introdotta con la Legge di Bilancio 2024, relativa alla possibilità di spostare alcune classi di farmaci dalla distribuzione diretta a quella per conto. “In base ai dati in nostro possesso – ha spiegato -, di fatto il passaggio degli antidiabetici della classe delle gliptine alle farmacie del territorio è stato a costo zero. Si tratta di un primo passo importante che deve avere un seguito. Con il nuovo anno – ha auspicato Petrosillo - dovrebbe tenersi la riunione del tavolo tecnico di monitoraggio che analizzerà e valuterà gli effetti della norma. Mi auguro che sulla base dei risultati raggiunti si potrà proseguire con il passaggio alla rete delle farmacie sul territorio di ulteriori classi di farmaci”.

Francesca Patarnello, vicepresidente Market Access & Government Affairs di AstraZeneca, ha sottolineato l’importanza di garantire l’accesso: “I servizi devono essere erogati nel luogo più vicino al paziente. Su questo aspetto c’è molto da fare per ristabilire un equilibrio rispetto al passato”. Inoltre, “è fondamentale avviare un confronto serio sulla semplificazione dei processi, senza banalizzazioni”.

Le riforme già avviate

Nell’ambito della Legge di Bilancio 2024, AIFA ha esteso la distribuzione convenzionata ad alcuni farmaci, riducendo le disuguaglianze territoriali. Inoltre, sono state introdotte nuove regole per la remunerazione dei distributori intermedi. Questo intervento, reso necessario dalla riduzione dei margini (dal 6,65% al 3%), punta a garantire la sostenibilità della catena di distribuzione. Per quanto riguarda la logistica, dal febbraio 2025, ogni confezione di farmaci sarà dotata di un codice identificativo univoco e di un sigillo antimanomissione. Se da un lato garantirà più sicurezza e tracciabilità, dall’altro richiederà investimenti da parte di farmacie e distributori. In generale, dall’evento è emersa la necessità di collaborazione tra istituzioni nazionali e regionali, professionisti e industria farmaceutica, con l’obiettivo di arrivare a un modello di distribuzione più efficiente.

Il documento presentato

https://community.medikey.it/cont/upload/7527Distribuzione_dei_farmaci_in_Italia.pdf

TAG: DISTRIBUZIONE DEI FARMACI, SPESA FARMACEUTICA CONVENZIONATA, FARMACIE

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