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20 Dicembre 2024In data odierna i presidenti di Assofarm e Federfarma hanno firmato l'ipotesi di accordo della Convenzione tra Ssn e Farmacie territoriali. L'accordo integra le innovazioni che hanno trasformato il ruolo delle farmacie negli anni: formalizza l'erogazione dei servizi in farmacia e fornisce linee guida operative

Oggi è stato firmato, dopo 26 anni, il preaccordo della nuova Convenzione farmaceutica, che regola i rapporti tra Servizio Sanitario Nazionale e farmacie, private e comunali. L’intesa riguarda circa 19.000 farmacie private e 1.700 pubbliche e integra le innovazioni normative che hanno trasformato il ruolo delle farmacie negli anni, infatti formalizza l'erogazione dei servizi in farmacia e fornisce linee guida operative per le attività vaccinali, i test diagnostici e le prestazioni di telemedicina. Grande soddisfazione dai firmatari, Federfarma e Assofarm.
“Ringraziamo tutti gli attori coinvolti e rivolgiamo un plauso particolare al Ministro Orazio Schillaci, al Sottosegretario Marcello Gemmato e all’On.le Marco Alparone, presidente del Comitato di settore Regioni-Sanità, per avere favorito un’adozione celere e puntuale dell’atto di indirizzo, che ha interpretato e tradotto ottimamente il nuovo ruolo della farmacia e che è stato di supporto nel percorso di stesura della Convenzione stessa. La nuova Convenzione rappresenta uno strumento aggiornato ed efficace per tutelare al meglio la salute della collettività e contribuire al superamento delle disuguaglianze, purtroppo ancora esistenti nel nostro Paese, nell’accesso ai servizi sanitari nell’ambito del SSN” scrive Marco Cossolo in una nota.
“Un momento atteso da 26 anni, che di fatto sancisce la vittoria di tante battaglie storiche che la nostra Federazione porta avanti da molto tempo, dalla farmacia dei servizi alla valorizzazione della distribuzione per conto che dovrà riguardare esclusivamente i farmaci classificati A-PHT, all’utilizzo del dossier farmaceutico. Davvero un grande giorno per tutte le Farmacie Comunali italiane che coincide con il primo anno della mia presidenza. Un risultato che condivido con tutte le classi dirigenti che mi hanno preceduto”, ha dichiarato il presidente di Assofarm Luca Pieri.
Nella delegazione di Assofarm che negli ultimi mesi ha portato avanti le trattative con Sisac presenti anche il vicepresidente Andrea Porcaro D’Ambrosio, dal segretario generale Francesco Schito, e dal coordinatore dei direttori Maurizio Brambilla.
Secondo Porcaro D’Ambrosio “la Convenzione è un segnale forte a chi in questi giorni vuole rafforzare la distribuzione diretta. Il paese sta andando in un’altra direzione, e lo sta facendo dopo anni di studi e confronti. Il territorio è la risposta ad una sanità più efficace e vicina ai cittadini”.
“Vivo la prima linea del confronto tra Istituzioni e Farmacie da più di vent’anni - continua Schito - la nuova Convenzione è prima di tutto il risultato di un grande mutamento di considerazione che Governo e Regioni hanno avuto nei confronti delle Farmacie. Nel corso del tempo ci siamo sempre più presentati come soggetto innovatore, credibile, concreto e lealmente combattivo”.
“Da farmacista, prima ancora che da direttore di Farmacie - conclude Brambilla - mi pare importante sottolineare il fatto che la nuova Convenzione non efficienterà solo i rapporti tra Regioni e Farmacie, ma migliorerà anche l’operatività di ogni farmacista, e quindi, la qualità del servizio al cittadino. Siamo insomma di fronte ad un atteso strumento che inciderà positivamente anche sulla salute delle nostre comunità locali”.
“Un traguardo importante, raggiunto dopo 26 anni, ha spiegato il Presidente del Comitato di Settore Regioni-Sanità, Marco Alparone, che valorizza il ruolo delle farmacie nel rispondere ai bisogni di salute dei cittadini, garantendo servizi accessibili direttamente sul territorio, con particolare attenzione alla prevenzione e alla gestione delle patologie croniche”.
Tra le principali novità figurano la regolamentazione dei nuovi servizi, tra cui prenotazioni di visite, somministrazioni vaccinali, test diagnostici, telemedicina e prestazioni professionali consolidando il ruolo della farmacia quale “centro socio-sanitario polifunzionale a servizio della comunità, punto di raccordo tra ospedale e territorio”. Stando ai documenti circolanti visionati, il nuovo accordo nel normare l'erogazione dei servizi in farmacia, raccoglie le disposizioni nel Titolo II – Capo III, dedicato alla Farmacia dei Servizi, e nell’Allegato 4, che fornisce linee guida operative per le attività vaccinali, i test diagnostici e le prestazioni di telemedicina.
Il Capo III si concentra sui servizi erogabili in regime convenzionato. Per le prenotazioni tramite CUP, il testo delega agli accordi integrativi regionali il compito di definire i requisiti richiesti alle farmacie e i criteri di remunerazione. Vengono regolamentate la somministrazione di vaccini, le prestazioni analitiche, i test diagnostici e i servizi di telemedicina, prevedendo requisiti minimi per l’erogazione: attrezzature adeguate, dotazione minima per le emergenze e area dedicata di almeno cinque metri quadrati. I dettagli relativi alla remunerazione sono demandati agli accordi regionali, ma si fa riferimento alla tariffa prevista dal Nomenclatore della specialistica ambulatoriale vigente.
Per quanto riguarda le prestazioni professionali erogate da infermieri e fisioterapisti, sono richiesti spazi dedicati di almeno 9 metri quadrati e servizi igienici attrezzati e accessibili ai disabili. Ulteriori requisiti possono essere definiti a livello regionale.
Le linee guida nazionali per l’erogazione dei servizi sono fornite dall’Allegato 4. Le vaccinazioni devono essere somministrate in aree interne alla farmacia, separate dagli spazi destinati all’accoglienza e alla dispensazione, oppure in aree esterne o a farmacia chiusa. Per tamponi e test diagnostici che prevedono il prelievo di sangue o campioni biologici, sono richiesti rigorosi standard di igiene, inclusi la sanificazione degli ambienti e la disinfezione delle aree utilizzate. Nel caso delle prestazioni di telemedicina, le farmacie devono gestire agende per le prenotazioni sia delle prestazioni tradizionali che di quelle a distanza, utilizzare apparecchiature certificate con calibrazione valida e garantire connessioni dati a proprie spese.
Il testo definisce anche i requisiti relativi agli spazi dedicati anche per le prestazioni professionali di infermieri e fisioterapisti, almeno 9 metri quadrati, ma, in generale, specifica che in alternativa, le attività si possono svolgere a farmacia chiusa o in locali esterni distaccati, anche condivisi tra più farmacie, purché in conformità con la Pianta organica.
L’ipotesi di Accordo seguirà ora l’iter di ratifica previsto dall’Accordo Stato-Regioni del 2013, che prevede l’acquisizione dei pareri del Governo, del Comitato di Settore e della Corte dei Conti. L’Accordo diventerà operativo con l’intesa della Conferenza Stato-Regioni e la successiva pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.
“La firma dell’ipotesi di Convenzione rappresenta un traguardo importante, perché rafforza il modello della farmacia italiana che si pone all’avanguardia nel panorama europeo in quanto mette al centro i bisogni di salute del cittadino, offrendo un’assistenza sanitaria vicina, equa e accessibile” aggiunge Cossolo.
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