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27 Dicembre 2024Uno studio pubblicato su Exploratory Research in Clinical and Social Pharmacy mostra che il coinvolgimento attivo dei farmacisti nella diffusione di materiali educativi sul vaping può ridurre in modo significativo l'uso di sigarette elettroniche tra gli adolescenti

Un nuovo studio, pubblicato su Exploratory Research in Clinical and Social Pharmacy, mostra che il coinvolgimento attivo dei farmacisti nella diffusione di materiali educativi sul vaping può ridurre in modo significativo l'uso di sigarette elettroniche tra gli adolescenti.
Negli ultimi anni, l'uso delle sigarette elettroniche è cresciuto rapidamente tra gli adolescenti, alimentando preoccupazioni significative per la salute pubblica. Nonostante le regolamentazioni più severe e le campagne di sensibilizzazione, il vaping continua ad attirare milioni di giovani. Secondo il CDC, oltre 2,1 milioni di studenti delle scuole medie e superiori negli Stati Uniti hanno riferito di usare regolarmente sigarette elettroniche nel 2023 con un 25,2% che ne fa uso quotidiano e quasi il 90% che preferisce prodotti aromatizzati. Per contrastare questa tendenza, è stato sviluppato il progetto P-EVER (Parent E-Cigarette and Vaping Educational Resource), un'iniziativa volta a migliorare l'educazione sanitaria delle famiglie attraverso materiali informativi distribuiti nelle farmacie.
Lo studio P-EVER ha utilizzato un approccio qualitativo per esaminare le opinioni dei genitori sull'efficacia dell'iniziativa educativa. Il campione era composto da 35 genitori di adolescenti di età compresa tra 12 e 18 anni, reclutati tramite farmacie comunitarie del Wisconsin, negli Stati Uniti. Ogni sessione, condotta tramite zoom, è durata in media 28 minuti e ha esplorato quattro aree principali: il livello di consapevolezza sul vaping, la valutazione del materiale informativo P-EVER, il ruolo del farmacista e le barriere che limitano l'efficacia degli interventi educativi.
I risultati hanno mostrato una conoscenza variabile tra i genitori rispetto ai rischi legati al vaping. La maggior parte era consapevole della presenza di nicotina nelle sigarette elettroniche, ma pochi sapevano che i liquidi contengono anche sostanze tossiche come formaldeide, metalli pesanti e glicole propilenico, tutte potenzialmente dannose per l'organismo. Alcuni genitori hanno ammesso, inoltre, di avere difficoltà a distinguere le diverse tipologie di dispositivi disponibili sul mercato ed a riconoscere i segnali comportamentali legati all'uso di sigarette elettroniche.
L'infografica P-EVER è stata considerata uno strumento educativo altamente efficace dal 90% dei partecipanti. La sua struttura chiara e sintetica, abbinata a una grafica intuitiva, ha reso le informazioni accessibili anche a coloro che avevano conoscenze limitate sul fenomeno. Il 75% dei genitori ha valutato positivamente anche l'inclusione di un codice QR, che consente l'accesso diretto a risorse online aggiuntive. Alcuni partecipanti hanno suggerito anche possibili miglioramenti, tra cui l'aggiunta di una sezione dedicata alle tecniche per dire "No" alla pressione sociale (60%) e un confronto visivo tra sigarette elettroniche e sigarette tradizionali (55%).
Nonostante i risultati incoraggianti, lo studio ha evidenziato alcune barriere potenziali che potrebbero ostacolare l'efficacia del progetto P-EVER, tra cui il poco tempo disponibile durante le visite in farmacia (65%) e la riluttanza degli adolescenti a discutere di comportamenti a rischio davanti ai genitori (60%). Le soluzioni proposte includono la distribuzione del P-EVER nei sacchetti delle prescrizioni, la diffusione digitale tramite app e social media delle farmacie e l' organizzazione di eventi informativi nelle scuole con il coinvolgimento diretto dei farmacisti come educatori sanitari.
Uno degli aspetti più rilevanti emersi dallo studio è proprio il riconoscimento del farmacista come figura centrale nella promozione della salute pubblica. L' 85% dei genitori ha dichiarato di considerare il farmacista un professionista sanitario affidabile e accessibile, grazie al rapporto di fiducia che instaura con la comunità. La farmacia comunitaria è stata descritta come un ambiente familiare, ideale per distribuire materiali educativi come il P-EVER e avviare conversazioni informali sul vaping. Investire nella formazione continua dei farmacisti e sviluppare risorse educative innovative potrebbe rendere sempre di più le farmacie veri e propri centri di promozione della salute pubblica, capaci di contrastare efficacemente il fenomeno del vaping tra i giovani e migliorare la salute delle comunità.
Fonte:
https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC11550572/
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