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20 Febbraio 2025

Salute mentale e rischio suicidio: sintomi e farmaci da monitorare

I farmacisti possono essere figure chiave nella prevenzione del suicidio, dal momento che forniscono supporto compassionevole, monitorano l’aderenza ai farmaci e discutono dei potenziali effetti avversi dei medicinali

di Sabina Mastrangelo


Mental Health Patient Portal

I disturbi mentali, come la depressione, il disturbo bipolare, l’ansia e la schizofrenia, possono aumentare significativamente il rischio di ideazione suicidaria. Ma anche lo stesso uso di farmaci può associarsi a cambiamenti dell’umore e a un aumentato del rischio. La prevenzione richiede un approccio multidisciplinare, in cui anche il farmacista gioca un ruolo essenziale e rappresenta un operatore sanitario facilmente accessibili alla comunità. Inoltre, grazie un approccio empatico e alle attività di monitoraggio dell’aderenza e quindi dell’uso corretto dei farmaci, possono avere un confronto e dare consulenza anche sui potenziali effetti avversi dei medicinali. A sottolinearlo è un articolo pubblicato su PharmacyTimes che analizza in che modo i farmacisti possono fornire supporto alle persone che presentano problemi di salute mentale, persistenti o emergenti.

Fattori implicati nel rischio di suicidio e situazione in Italia

Nel cotesto italiano i dati Iss registrano ogni anno circa 4.000 morti per suicidio, calcolati sulla popolazione dai 15 anni in su. Secondo i dati ISTAT del 2016, il 78,8% dei morti per suicidio sono uomini, il cui tasso di mortalità è di 11,8 suicidi per 100mila abitanti, contro i 3,0 per 100mila, per le donne. Verosimilmente, gli uomini sarebbero più vulnerabili a fattori sociali ed economici negativi. Inoltre, il tasso di suicidi aumenta costantemente con l’età, raggiungendo un valore di quasi 20 casi ogni 100mila abitanti tra gli uomini oltre i 70 anni e di oltre 4 casi ogni 100mila tra le ultra70enni. Tra i giovani, il suicidio è una delle prime cause di morte, con una grande differenza nei livelli di mortalità tra ragazzi, più colpiti, e ragazze.

La situazione sembra essersi aggravata con la pandemia e con le restrizioni adottate in quel periodo. Il filo che lega tutti i fattori di rischio per il suicidio, comunque, è l’incertezza e la perdita di speranza per il futuro; ma il suicidio si può prevenire se si riesce a intervenire sulla sofferenza psicologica e a ridare speranza alle persone in crisi.

Una buona salute mentale influenza la stabilità emotiva, le relazioni e la qualità della vita delle persone. Soffrire di problemi di salute mentale, come ansia e depressione, invece, ha un impatto sulla capacità di gestire lo stress, sulle interazioni sociali e sullo svolgimento delle attività quotidiane, andando ad aumentare il rischio di suicidio. E anche malattie croniche e cambiamenti significativi della vita possono esacerbare sentimenti di disperazione e isolamento.

Osservazione dei segnali: ecco quali valutare

L'ideazione suicidaria è influenzata da numerosi fattori, tra cui disturbi mentali, uso o abuso di sostanze, malattie croniche e cambiamenti significativi nella vita. 

I disturbi mentali, come la depressione, il disturbo bipolare, l’ansia e la schizofrenia, possono aumentare significativamente il rischio di ideazione suicidaria, spesso accompagnati da sentimenti di disperazione, isolamento e paura. 

Cambiamenti comportamentali, come l’isolamento sociale o la sospensione delle routine quotidiane, indicatori emotivi quali tristezza persistente e senso di colpa intenso, e segni fisici come alterazioni del sonno e dell’appetito, possono essere individuati dai farmacisti durante le interazioni quotidiane con i pazienti. 

Dalla loro posizione di prossimità, i farmacisti possono instaurare un dialogo empatico e privo di giudizi, incoraggiando i pazienti a esprimere le proprie difficoltà e indirizzandoli verso professionisti specializzati quando necessario.

Pharmacy Times. Mental Health and Suicide Awareness: A Guide for PharmacistsPharmacy Times. Mental Health and Suicide Awareness: A Guide for Pharmacists

Uso dei farmaci: segnalare possibile rischio di pensieri suicidari

Oltre all’ascolto attivo, un ruolo chiave dei farmacisti è legato alla gestione dei farmaci. Alcuni trattamenti, tra cui antidepressivi, stimolanti, antiepilettici e steroidi, possono aumentare il rischio di pensieri suicidari, soprattutto nelle fasi iniziali della terapia o in caso di interruzione improvvisa. È quindi essenziale che i farmacisti informino i pazienti su questi possibili effetti collaterali, monitorino l’aderenza terapeutica e forniscano strategie per la gestione degli effetti indesiderati. Attraverso il controllo delle cronologie di dispensazione dei farmaci, possono individuare segnali di mancata aderenza o di uso improprio, intervenendo tempestivamente con consigli appropriati o segnalando la situazione al medico curante.

Pharmacy Times. Mental Health and Suicide Awareness: A Guide for PharmacistsPharmacy Times. Mental Health and Suicide Awareness: A Guide for Pharmacists

Screening: questionari validati

Gli strumenti di screening rappresentano un ulteriore supporto per i farmacisti nella valutazione del rischio suicidario. Questionari standardizzati, come il Patient Health Questionnaire-9 e la Columbia-Suicide Severity Rating Scale, aiutano a identificare la gravità della depressione e la presenza di ideazione suicidaria, orientando la necessità di un intervento immediato. Tuttavia, per essere veramente efficaci, i farmacisti devono operare in un ambiente che garantisca privacy e riservatezza, creando uno spazio sicuro in cui i pazienti possano sentirsi a proprio agio nel condividere le proprie difficoltà.

Fonte:

Fero A. Mental health and suicide awareness: A guide for pharmacists.
https://www.pharmacytimes.com/view/mental-health-and-suicide-awareness-a-guide-for-pharmacists 

Epicentro. Iss. Il fenomeno suicidario in Italia. Aspetti epidemiologici e fattori di rischio. 

https://www.epicentro.iss.it/mentale/giornata-suicidi-2020-fenomeno-suicidario-italia

TAG: DEPRESSIONE, DISTURBI D'ANSIA, ANTIDEPRESSIVI, SALUTE MENTALE, FARMACISTA

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