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25 Marzo 2025

Riconciliazione e deprescrizione: meno interazioni, eventi avversi e farmaci non necessari. Lo studio italiano

Un nuovo studio, pubblicato su Global & Regional Health Technology Assessment, dimostra come un approccio multidisciplinare alla riconciliazione terapeutica e alla deprescrizione incida significativamente sulla salute e la gestione dei pazienti

di Paolo Levantino - Farmacista clinico


farmaci Riconciliazione deprescrizione

Riconciliazione farmacologica e deprescrizione migliorano sicurezza ed efficacia delle cure negli anziani, riducendo le prescrizioni inadeguate e le interazioni farmacologiche ad alto rischio. Lo ha dimostrato uno studio italiano a cui hanno partecipato farmacisti e medici, pubblicato su Global & Regional Health Technology Assessment che ha riscontrato quasi 300 interazioni farmacologiche e la necessità di interventi di deprescrizione nel 77,14% dei casi di anziani in politerapia.

Analisi e gravità delle interazioni farmacologiche

La gestione della politerapia negli anziani rappresenta una sfida complessa, poiché l’uso simultaneo di più farmaci può aumentare il rischio di interazioni farmacologiche e reazioni avverse, compromettendo la sicurezza del paziente. Per affrontare questa criticità, è stato sviluppato il progetto D.I.Ri.M.O. con l’obiettivo di ottimizzare le terapie, ridurre gli errori terapeutici e migliorare la qualità della gestione clinica nei pazienti ospedalizzati. Lo studio ha coinvolto 70 pazienti ricoverati in un reparto di Medicina Interna dell’Ospedale Bonomo di Andria tra giugno e ottobre 2022. I criteri di inclusione comprendevano un’età pari o superiore ai 65 anni e la presenza di almeno due patologie croniche. Per ogni paziente è stata creata una scheda di riconciliazione terapeutica, valutata con il software Intercheck Web da un team congiunto di farmacisti e medici, che ha permesso di classificare le interazioni farmacologiche in base alla gravità (A-D).

Durante lo studio sono state rilevate 287 interazioni farmacologiche, suddivise in quattro livelli. Le interazioni di classe A, con impatto clinico minimo, rappresentavano il 9,8% del totale, mentre quelle di classe B, di rilevanza moderata, costituivano il 60,6%. Il 17,1% delle interazioni apparteneva alla classe C, richiedendo un’attenzione particolare nella gestione terapeutica e il 12,5% era classificato come classe D, indicando un rischio elevato o una controindicazione assoluta all’associazione farmacologica.

Deprescrizione e ottimizzazione della terapia

L’analisi delle terapie ha evidenziato la necessità di diversi interventi di deprescrizione, effettuati nel 77,14% dei casi. Ciò ha riguardato principalmente farmaci per i quali il rapporto rischio-beneficio non risultava più favorevole per il paziente. Alcuni medicinali sono stati rimossi per ridurre il rischio di eventi avversi, come sanguinamenti o squilibri elettrolitici, mentre altri sono stati ridimensionati in base alla stabilità clinica del paziente e alla necessità di evitare interazioni farmacologiche. L’ottimizzazione della terapia ha permesso così di eliminare trattamenti non più necessari, garantendo un approccio più sicuro ed efficace nella gestione delle patologie croniche.

Miglioramenti nell’autonomia e mobilità del paziente

A sei mesi dall’intervento, il follow-up ha, inoltre, evidenziato un miglioramento significativo dell’indice di autonomia Barthel (+25,58%), segnalando una maggiore indipendenza dei pazienti nello svolgimento delle attività quotidiane, mentre l’incremento dell’indice di mobilità Exton-Smith (+11,53%) ha indicato una riduzione del rischio di piaghe da decubito e un miglioramento generale della mobilità. 

I risultati evidenziano che la riconciliazione terapeutica e la deprescrizione hanno un impatto significativo sulla qualità delle cure, contribuendo a ridurre il numero di prescrizioni inadeguate e a migliorare l'efficacia delle terapie. L'analisi economica condotta nello studio ha rilevato un iniziale aumento della spesa farmaceutica e ospedaliera, tuttavia, la conseguente riduzione dei costi per i servizi ambulatoriali potrebbe compensare questa tendenza nel lungo periodo. Gli autori concludono che saranno necessari ulteriori studi su campioni più ampi e con un follow-up prolungato per confermare la sostenibilità e l'efficacia di questi interventi.

Fonte

Pollice MG, Esposti LD, Procacci C, Lenti S, Ancona D, Nappi C, Lacolare B, Tesse AM, Leuci D, Masullo M, Tricarico D. D.I.Ri.M.O. project: deprescription, inappropriateness evaluation and therapeutic reconciliation in hospital medicine. Glob Reg Health Technol Assess. 2025 Mar 3;12:61-69. doi: 10.33393/grhta.2025.3194. PMID: 40046609; PMCID: PMC11880813. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/40046609/

TAG: EVENTI AVVERSI, DEPRESCRIZIONE, RICONCILIAZIONE TERAPEUTICA, FARMACI

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