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oncologia

11 Aprile 2025

Tumore al colon, attività fisica riduce il rischio di recidiva e migliora la qualità della vita

Uno studio recente, pubblicato su Cancer, ha evidenziato che l'attività fisica può ridurre il divario di sopravvivenza tra i pazienti con cancro al colon e la popolazione generale

di Paolo Levantino - Farmacista clinico


Tumore al colon, attività fisica riduce il rischio di recidiva e migliora la qualità della vita

Il carcinoma al colon è una delle principali cause di decesso per neoplasie a livello globale. Studi recenti indicano che l'attività fisica dopo la diagnosi possa migliorare la sopravvivenza, riducendo il rischio di recidiva e migliorando la qualità della vita. Tuttavia, l'impatto dell'esercizio fisico sulla sopravvivenza a lungo termine rimane incerto. Un'analisi dei dati provenienti dai trial CALGB 89803 e 80702 ha confrontato pazienti con cancro al colon con una popolazione generale appaiata per età, sesso e anno, cercando di chiarire questa relazione.

Maggiore attività fisica, migliore sopravvivenza nei pazienti oncologici

Lo studio ha coinvolto 2.876 pazienti con carcinoma al colon in stadio III, che hanno riportato il livello di attività fisica svolta, misurato in MET-ore/settimana, sia durante che dopo il trattamento chemioterapico postoperatorio. I dati della popolazione generale, estratti dal National Center for Health Statistics, sono stati appaiati ai pazienti in base a criteri demografici specifici. L'obiettivo principale era valutare la sopravvivenza complessiva a tre anni dal primo monitoraggio dell'attività fisica.

L'analisi ha confermato che l'attività fisica contribuisce significativamente a migliorare la sopravvivenza nei pazienti oncologici, riducendo il divario rispetto alla popolazione generale. Nel trial CALGB 89803, i pazienti che praticavano meno di 3 MET-ore/settimana avevano una sopravvivenza a tre anni inferiore del 17,1% rispetto alla popolazione generale, mentre nei più attivi (oltre 18 MET-ore/settimana) il divario si riduceva al 3,5%. Simili risultati si osservavano nel trial CALGB 80702, con un miglioramento della sopravvivenza passando dal 10,8% al 4,4% in base al livello di attività fisica.

Nei pazienti senza recidiva per almeno tre anni, l'effetto era ancora più evidente: chi praticava almeno 18 MET-ore/settimana mostrava una sopravvivenza superiore del 2,9% rispetto alla popolazione generale, suggerendo un ruolo protettivo dell'esercizio fisico nel lungo termine.

Integrare l'esercizio fisico nei percorsi di cura 

I risultati di questo studio indicano che un'attività fisica regolare può contribuire a ridurre il divario di sopravvivenza tra i pazienti oncologici e la popolazione generale, soprattutto nei primi tre anni post-diagnosi, quando il rischio di recidiva è più elevato. Questo rafforza l'importanza di integrare l'esercizio fisico nei percorsi di cura e riabilitazione oncologica, offrendo ai pazienti strumenti concreti per migliorare la prognosi.

Tuttavia, lo studio presenta alcune limitazioni. I dati sono stati raccolti tramite auto-dichiarazioni dei pazienti, con il rischio di distorsioni dovute a bias di memoria o interpretazione. Inoltre, la relazione tra attività fisica e sopravvivenza non può essere considerata completamente causale senza ulteriori studi di conferma. Le ricerche future dovrebbero concentrarsi su studi prospettici e randomizzati per validare questi risultati, esplorando anche strategie per incentivare l'attività fisica tra i pazienti oncologici e valutando l'impatto di programmi personalizzati in base alle condizioni cliniche e alle necessità individuali.

Fonte: 

Cancer. 2025 Mar 1;131(5):e35727. doi: 10.1002/cncr.35727. PMID: 39989023; PMCID: PMC11848238.

TAG: NEOPLASIE DEL COLON, ATTIVITà FISICA, QUALITà DELLA VITA, TUMORE COLON-RETTO

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