oncologia
11 Aprile 2025Uno studio recente, pubblicato su Cancer, ha evidenziato che l'attività fisica può ridurre il divario di sopravvivenza tra i pazienti con cancro al colon e la popolazione generale

Il carcinoma al colon è una delle principali cause di decesso per neoplasie a livello globale. Studi recenti indicano che l'attività fisica dopo la diagnosi possa migliorare la sopravvivenza, riducendo il rischio di recidiva e migliorando la qualità della vita. Tuttavia, l'impatto dell'esercizio fisico sulla sopravvivenza a lungo termine rimane incerto. Un'analisi dei dati provenienti dai trial CALGB 89803 e 80702 ha confrontato pazienti con cancro al colon con una popolazione generale appaiata per età, sesso e anno, cercando di chiarire questa relazione.
Lo studio ha coinvolto 2.876 pazienti con carcinoma al colon in stadio III, che hanno riportato il livello di attività fisica svolta, misurato in MET-ore/settimana, sia durante che dopo il trattamento chemioterapico postoperatorio. I dati della popolazione generale, estratti dal National Center for Health Statistics, sono stati appaiati ai pazienti in base a criteri demografici specifici. L'obiettivo principale era valutare la sopravvivenza complessiva a tre anni dal primo monitoraggio dell'attività fisica.
L'analisi ha confermato che l'attività fisica contribuisce significativamente a migliorare la sopravvivenza nei pazienti oncologici, riducendo il divario rispetto alla popolazione generale. Nel trial CALGB 89803, i pazienti che praticavano meno di 3 MET-ore/settimana avevano una sopravvivenza a tre anni inferiore del 17,1% rispetto alla popolazione generale, mentre nei più attivi (oltre 18 MET-ore/settimana) il divario si riduceva al 3,5%. Simili risultati si osservavano nel trial CALGB 80702, con un miglioramento della sopravvivenza passando dal 10,8% al 4,4% in base al livello di attività fisica.
Nei pazienti senza recidiva per almeno tre anni, l'effetto era ancora più evidente: chi praticava almeno 18 MET-ore/settimana mostrava una sopravvivenza superiore del 2,9% rispetto alla popolazione generale, suggerendo un ruolo protettivo dell'esercizio fisico nel lungo termine.
I risultati di questo studio indicano che un'attività fisica regolare può contribuire a ridurre il divario di sopravvivenza tra i pazienti oncologici e la popolazione generale, soprattutto nei primi tre anni post-diagnosi, quando il rischio di recidiva è più elevato. Questo rafforza l'importanza di integrare l'esercizio fisico nei percorsi di cura e riabilitazione oncologica, offrendo ai pazienti strumenti concreti per migliorare la prognosi.
Tuttavia, lo studio presenta alcune limitazioni. I dati sono stati raccolti tramite auto-dichiarazioni dei pazienti, con il rischio di distorsioni dovute a bias di memoria o interpretazione. Inoltre, la relazione tra attività fisica e sopravvivenza non può essere considerata completamente causale senza ulteriori studi di conferma. Le ricerche future dovrebbero concentrarsi su studi prospettici e randomizzati per validare questi risultati, esplorando anche strategie per incentivare l'attività fisica tra i pazienti oncologici e valutando l'impatto di programmi personalizzati in base alle condizioni cliniche e alle necessità individuali.
Fonte:
Cancer. 2025 Mar 1;131(5):e35727. doi: 10.1002/cncr.35727. PMID: 39989023; PMCID: PMC11848238.
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