Politica sanitaria
06 Maggio 2025Assofarm rilancia il tema del deblistering come servizio ad alto valore per i pazienti cronici e chiede un intervento legislativo nazionale che ne regolamenti l’erogazione. Tra le proposte, anche la remunerazione del farmacista per ogni paziente assistito

La pratica del deblistering andrebbe riconosciuta e sostenuta come servizio sanitario ad alto valore aggiunto, con un intervento legislativo nazionale che definisca procedure, responsabilità e standard qualitativi e con una valutazione per la remunerazione del servizio. Luca Pieri presidente Assofarm riporta l’attenzione la possibilità di riconfezionare i farmaci dai blister originali in dosi personalizzate richiamando una relazione istruttoria del Consiglio di Stato, che ha evidenziato le significative incongruenze del quadro legislativo nazionale.
In Itala non esiste un divieto esplicito né una dichiarazione di pericolosità per la salute pubblica riguardo al deblistering, manca una legge organica che ne definisca i contorni e le modalità operative. Il Ministero della Salute ha più volte espresso una marcata cautela e alcune Regioni hanno autonomamente legiferato in materia, senza suscitare obiezioni o interventi correttivi.
Quattro regioni italiane hanno attivamente incluso il deblistering nei progetti di sperimentazione della Farmacia dei Servizi, in linea con le disposizioni della Legge 189/2012
Per Assofarm scrive Pieri sul notiziario ufficiale è “un servizio ad alto valore aggiunto per i pazienti cronici e un’opportunità concreta per valorizzare il ruolo del farmacista come professionista sanitario di prossimità” e auspica una “rapida valutazione della possibilità di remunerare il farmacista per l’erogazione del servizio di deblistering, magari attraverso un compenso specifico per ogni paziente cronico che scelga la propria farmacia di riferimento per questo servizio”. Secondo Assofarm lo sviluppo e il rafforzamento della figura del Farmacista di famiglia è funzionale per la concretizzazione del servizio.
Quello che manca, però è “un quadro normativo nazionale chiaro e condiviso continua a rappresentare un ostacolo alla sua diffusione omogenea e sicura. È auspicabile un intervento legislativo nazionale che definisca in modo univoco le procedure, le responsabilità e gli standard di qualità per il deblistering, superando l’attuale limbo normativo e capitalizzando le esperienze positive delle regioni che hanno intrapreso la strada della sperimentazione. Solo così si potrà pienamente sfruttare il potenziale di questa pratica a beneficio dei pazienti, del sistema sanitario nel suo complesso e rafforzando quella sinergia virtuosa tra farmacia e medicina generale, con un riconoscimento economico adeguato per il farmacista, come auspicato da Assofarm”.
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