parafarmacie
14 Maggio 2025In una parafarmacia una farmacista è intervenuta prontamente per salvare una donna dal soffocamento. L’episodio riaccende il dibattito sul valore della presenza qualificata dei farmacisti anche nelle parafarmacie

Nei giorni scorsi in Calabria in una parafarmacia, una farmacista è intervenuta prontamente con la manovra di Heimlich per soccorrere una donna che stava soffocando riuscendo a salvarle la vita. L’episodio ha riportato l’attenzione sull’importanza della presenza qualificata di un farmacista anche al di fuori delle farmacie convenzionate, “una realtà troppo spesso ignorata o minimizzata” che ha spinto le Associazioni che rappresentano i farmacisti titolari di parafarmacia a riflettere pubblicamente: “Non è solo una bella storia: è una prova concreta e drammatica del ruolo fondamentale che i farmacisti di parafarmacia svolgono ogni giorno sul territorio italiano. Un presidio sanitario reale, animato da professionisti altamente qualificati”.
“Cosa sarebbe successo se, in quel momento critico, in quella parafarmacia non ci fosse stato un farmacista, ma un semplice commesso?” domandano provocatoriamente Culpi, Mnlf, Federfardis e Unaftisp.
“Grazie alla prontezza, alla preparazione clinica e al sangue freddo della collega – rispondo – una vita è stata salvata. Questo episodio dimostra, in modo inequivocabile, quanto sia importante la presenza del farmacista – anche al di fuori della farmacia convenzionata. La realtà quotidiana dei farmacisti di parafarmacia è fatta di studio continuo, responsabilità individuale e assenza di tutele. Eppure, il cittadino trova risposte, ascolto, consiglio professionale e, come in questo caso, anche soccorso in situazioni d’emergenza”
Le associazioni criticano le proposte avanzate finora del “commesso al posto del farmacista”, oppure dell’“assorbimento coatto” e denunciano: “Il tentativo è sempre lo stesso: chiudere le parafarmacie e imporre ai farmacisti di cercare un impiego subordinato nelle farmacie tradizionali. Cancellare un’esperienza professionale libera, autonoma, costruita spesso con grandi sacrifici personali ed economici”.
Per le parafarmacie c'è un evidente “paradosso”: mentre prosegue il dibattito sulla presenza dei farmacisti nelle parafarmacie, il settore della farmacie affronta dinamiche complesse: la crescente diffusione delle catene, il passaggio di proprietà di molte farmacie a fondi di investimento e la fuga dalla professione dei dipendenti.
Da qui la richiesta, rivolta alle istituzioni e all’opinione pubblica: “Come associazioni per i diritti dei liberi farmacisti, non possiamo più restare in silenzio. Chiediamo che le istituzioni, l’opinione pubblica e i media riconoscano con chiarezza una verità semplice: i farmacisti di parafarmacia sono farmacisti veri. Formati, abilitati, responsabili, presenti. E, come dimostrato, anche salvavita. Continuare a combatterli è non solo un errore politico e professionale, ma un danno sociale. Un danno a tutti quei cittadini che, ogni giorno, entrano in una parafarmacia trovando un volto competente, un consiglio sicuro, e – come in Calabria – anche una mano tesa tra la vita e la morte.
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