Politica e Sanità
20 Maggio 2026Il Movimento Nazionale Liberi Farmacisti critica il ddl delega sul riordino della legislazione farmaceutica in discussione al Senato e propone un modello ispirato ad altri sistemi europei, senza vincoli numerici e basato su standard tecnici e professionali.

Il disegno di legge sul riordino della legislazione farmaceutica non è un semplice intervento di coordinamento normativo, ma una riforma destinata a incidere su aspetti “fondamentali quali la distribuzione dei medicinali, la revisione della spesa farmaceutica, il sistema di payback, la pianificazione delle sedi e l’ampliamento delle funzioni delle farmacie”. lo sostiene il Movimento Nazionale Liberi Farmacisti che rilancia la proposta di superare l’attuale modello basato sui vincoli numerici, guardando a sistemi europei fondati su standard tecnici e professionali.
Per l’associazione il ddl delega in discussione al Senato rappresenta un “escamotage corporativo, finalizzato a rafforzare il potere anticoncorrenziale della farmacia italiana” ed esprime forte preoccupazione, evidenziando “criticità sia sotto il profilo della concorrenza che dell’equilibrio dell’intero sistema” in quanto, si legge in una nota, andrebbe a “riscrivere le regole del settore e bloccare ogni forma di accesso al mercato, nonché una ulteriore spinta alla privatizzazione della sanità pubblica”.
Mnlf richiama le osservazioni presentate in audizione sul ddl dalla Fondazione Gimbe: “Il provvedimento non si configura come un semplice riordino normativo, ma come una riforma che interviene su aspetti fondamentali quali la distribuzione dei medicinali, la revisione della spesa farmaceutica, il sistema di payback, la pianificazione delle sedi e l’ampliamento delle funzioni delle farmacie. Non siamo di fronte a una semplice delega” – osserva il Mnlf – ma a una vera e propria riforma di natura corporativa”.
E aggiunge: “Restano aperte questioni tutt’altro che marginali, come la copertura finanziaria. Va ricordato, inoltre, che una legge statale di riordino non può invadere materie di competenza esclusiva o concorrente delle Regioni”.
Per il Movimento, la direzione del riordino è quella di “rafforzare un impianto normativo sempre più orientato in senso pro-corporativo” e come alternativa propone di “superare l’attuale modello chiuso e adottare un sistema simile a quello della Germania, senza vincoli numerici e basato esclusivamente su elevati standard tecnici. Un modello che consentirebbe a migliaia di farmacisti di diventare protagonisti del proprio futuro, sottraendosi a una condizione di dipendenza da una lobby impegnata a difendere solo i propri vantaggi economici, in un contesto in cui il conflitto tra interesse pubblico e privato rischia sempre di più di risolversi a favore di questi ultimo”.
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